Proiezioni

Mercoledì 3 aprile: ore 21,00

Titolo originale: Roll
Nazione: Italia, Belgio
Anno: 2024
Genere: Drammatico
Durata: 1 ora 52 minuti
Regia: Loris Lai,
Cast: Tom Rhys Harries, Lyna Khoudri, Marwan Hamdam, Mikhael Fridel, Ruth Rosenfeld, Husam Chadat, Eyad Hourani, Marwan Hamdan, Qassim Shareef Gdah
Produzione: B-Roll Production, Eagle Pictures, Jean Vigo Italia, Lawrence Bender Productions, Lazio Cinema International, Potemkino, Rai Cinema
Distribuzione: Eagle Pictures

 

 

 

Trama

Siamo nella Striscia di Gaza nel 2003, durante la Seconda Intifada. Mahmud (Marwan Hamdam) un ragazzino palestinese di undici anni, l’israeliano Alon (Mikhael Fridel) e l’ex campione di surf Dan (Tom Rhys Harries) si ritrovano a stringere un’amicizia profonda uniti dalla loro grande passione comune per il surf.
Intorno a loro ci sono bombardamenti e odio, bambini destinati al martirio e terrore quotidiano. In una Gaza devastata Mahmud e Alon incontrano Dan sulla spiaggia, si trova lì per riportare a casa le ceneri di sua sorella, un medico volontario, tragicamente morta sotto i bombardamenti. L’uomo oltre al tragico lutto sta affrontando una dura lotta contro la dipendenza da antidolorifici. Quel giorno tutto cambia.
I tre diventano inseparabili, Dan insegna surf ai suoi giovani amici e la loro amicizia si trasforma in una scuola di vita…

Panoramica

Il regista italo-americano Loris Lai debutta con il suo primo lungometraggio, da lui scritto e diretto. La storia narrata prende ispirazione da Sulle onde della libertà (2015), romanzo di Nicoletta Bortolotti ambientato sulla Striscia di Gaza, nel 2003, durante la seconda Intifada. Prodotto da Jean Vigo Italia e Eagle Pictures con Rai Cinema in coproduzione con Potemkino, in coproduzione con B-Roll Production e Panoramic Film, il film è distribuito da Eagle Pictures e vanta una colonna sonora realizzata da Nicola Piovani, vincitore di un Oscar per le musiche de La vita è bella (1997). Il cast include Marwan Hamdan, Mikhael Fridel e Tom Rhys Harries. L’opera ha ricevuto il plauso di Papa Francesco, che ha dichiarato: “Questo film, con le voci piene di speranza dei bambini palestinesi e israeliani, sarà un grande contributo alla formazione nella fraternità, l’amicizia sociale e la pace”.

Trailer

Recensione

La passione per il surf unisce le traiettorie di un bambino israeliano e di uno palestinese, e il risultato è sia struggente che altalenante

Non sarebbe potuto uscire in un momento più propizio I bambini di Gaza – Sulle onde della libertà, e non solo per la situazione sempre più drammatica che sta sconvolgendo la Palestina in seguito ai tragici avvenimenti del 7 ottobre (o da ben prima, ad esseri onesti). Il debutto cinematografico dell’italoamericano Loris Lai non è infatti un film dichiaratamente politico, non ha interesse nel prendere una posizione rispetto al conflitto ma ne denuncia la portata devastante sulle vite, le menti e i sogni dei bambini che loro malgrado ne sono vittime.

Due fazioni, lo stesso desiderio

In fondo, scavando un po’ più a fondo, I bambini di Gaza – Sulle onde della libertà potrebbe essere letto come una parabola sul desiderio: di libertà, quindi di sognare, di scappare via da un posto che assomiglia sempre di più all’inferno sulla terra ma anche di rimanere e lottare contro gli “invasori”. Ma anche un desiderio di pace, di fratellanza, di fermare una guerra che miete solo vittime ma non risolve i conflitti; una guerra in cui il regista Loris Lai sceglie di non schierarsi (o almeno non apertamente), perché al suo film e a quindi ad egli stesso interessa ragionare sulle possibili conseguenze, e magari anche sulle possibili soluzioni, e non sulle cause.

Mahmud e Alon diventano quindi i volti di due fazioni diverse costrette da una passione in comune a conoscersi, a provare a superare le diffidenze e le ostilità in nome di un obiettivo condiviso: quello di imparare a cavalcare le onde, a controllare ciò che non si potrebbe controllare. È proprio la metafora surfistica la più calzante e riuscita per ricalcare l’assurdità della guerra, di tutte le guerre, soprattutto se viste dagli occhi innocenti dell’infanzia; non è un caso che la bella inquadratura finale espliciti la vicinanza e la lontananza assieme dei due quasi amici, i quali non esitano a salvarsi la vita in acqua ma poi ritraggono le mani su quella terra martoriata, mentre alle loro spalle c’è solo morte.

La domanda più difficile

Il fatto che I bambini di Gaza – Sulle onde della libertà cerchi di porre domande sensate più che fornire risposte è evidente nelle intenzioni drammaturgiche, in alcuni dialoghi fortunatamente privi di retorica e nel modo in cui Lai ci espone il tema della discriminazione. In uno scambio tra Alon e il padre, quest’ultimo riferisce al figlio che ci sono soltanto due modi in cui questa guerra potrà finire: con la vittoria degli israeliani o con quella dei palestinesi. Alon, però, gli chiede se esista una terza opzione ma il padre, roso dal fondamentalismo, gli risponde di no. La stessa cosa avviene con Mahmoud e il suo padre spirituale Ahfar, e anche qui la risposta è secca, imprescindibile.

Ecco, il film di Lai ha il merito di mostrarci entrambi i lati di questa profonda spaccatura, di un odio viscerale alimentato dall’intolleranza e dall’ignoranza. Noi li vediamo i bambini palestinesi che vengono plagiati e addestrati ad uccidere e a morire come martiri, ma anche il plagio di Alon è altrettanto violento seppur più sottile. Nonostante quindi un voice-over troppo insistito e un doppiaggio decisamente non all’altezza, oltre a qualche ingenuità di scrittura che appesantisce un po’ la narrazione, I bambini di Gaza – Sulle onde del destino azzecca un paio di splendide sequenze dal taglio onirico come quella dei bambini al tramonto in un enorme deserto che potrebbe essere un aldilà ideale o, come già scritto, quella finale.

Ma soprattutto riesce in più occasioni ad uscire dal reale per entrare nell’immaginario, ad utilizzare l’interessante fotografia un po’ ruvida e molto calda di Shane Sigler per miscelare i due piani e dare così più morbidezza alle trucide e realistiche sequenze di guerra. Grazie anche alle buone prove attoriali, soprattutto dei due giovani protagonisti, quella dei bambini di Gaza è una storia che abbraccia lo zeitgeist e rilancia ad un futuro migliore auspicabile, se non propriamente possibile, mentre cavalca le onde su una tavola da surf.

Daniele Luciani – https://www.spettacolo.eu

Prezzi

BIGLIETTO INTERO € 7,50
BIGLIETTO RIDOTTO € 6,00

_ BAMBINI da 4 a 12 anni
_ ADULTI oltre 60 anni
_ PORTATORI DI HANDICAP
_ GIORNALISTA, dietro presentazione di tesserino
_ MILITARI
_ TITOLARI tessera ANEC – UNITA (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo)
_ il MERCOLEDÌ (escluso festivi e prefestivi, e nel giorno di uscita di un film): per TUTTI
_ il VENERDÌ (escluso festivi e prefestivi) per i soci i possessori di:
a) tessera “Vieni al cinema” con di foto di riconoscimento oppure senza foto purché accompagnata da tessera dell’Ente
b) tessera ACI (Automobile Club d’Italia)
c) card Cultura del comune di Imola
d) tesserati Azione Cattolica (adulti, giovani e giovanissimi)
e) tessera ANEC – UNITA (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo)

BIGLIETTO OMAGGIO

ACCOMPAGNATORE DI PORTATORE DI HANDICAP
BAMBINI fino a 3 anni
POSSESSORI DI TESSERA DEGLI ESERCENTI SALA CINEMATOGRAFICA (AGIS-ACEC, AGIS-ANEC, ANEM..)
POSSESSORI DI TESSERA ‘EUROPA CINEMAS’