VENEZIA 2026 – Le pagelle di Anna
VENEZIA 83

Anche quest’anno Cinema DONFIORENTINI presente alla 83a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con un panel di preziosi collaboratori.
Di seguito il resoconto completo di Anna e le sue pagelle.
“Cari tutti,
con un po’ di ritardo, e anche su gentile richiesta di Irene, con cui ho piacevolmente condiviso alcune visioni,
vi scrivo due righe sulle pellicole viste al Festival, poche comunque rispetto a quelle che avrei voluto , ma mi accontento…
Quando il lavoro me lo permetterà me lo godrò tutto integralmente.
Vado in ordine di visione e attribuisco , come sempre , le mie valutazioni , come fossi a scuola. Molto soggettive…
1: “ The basic of philosophy” (Paul Schrader). Un dilemma tormenta il protagonista ,
stimato professore di filosofia che inaspettatamente si ritrova di fronte il ragazzo ,
ora uomo , cui aveva causato un trauma non ancora rimosso. Nonostante Baruch
Spinoza , che compare in un simpaticissimo cameo ,la domanda resta: Il dolore può
espiare una colpa? E può finire con la morte? Nessuna risposta appaga.
Voto 9
2: “Furies” (Rami Kodeih). Interessante fin dal titolo , che forse vuole citare l’ottima
serie Netflix , è un crime ambientato nel Libano attuale che narra la storia di due
sorelle che, tra povertà ,malavita, corruzione e malaffare devono trovare il denaro
per una costosissima operazione salvavita di una delle due.
Drammatico , adrenalico, a tratti però anche divertente e tenero.
Voto 7
3. “Demetra in esilio” (Maria Giovanna Cicciari). Attualizzazione milanese molto ben riuscita del
mito di Demetra e Persefone . Non si sfugge alla forza del mito né al proprio destino. Suggestivo.
Voto 8
4. “I plant my hand in the garden” (Boris Hadžija, Hoda Taheri). Berlino, i preliminari
del matrimonio tra una rifugiata iraniana incinta e un gay serbo, tra i familiari un filino
disfunzionali e la burocrazia. Simpatico , con piccole sorprese, come quelle che possiamo
trovare scavando con le mani nel nostro giardino. Da vedere fino ai titoli di coda.
Voto 8
5. “Les Indes” (Pauline Julier, Nicolas Chapoulier). Un film che inizia e finisce con le
immagini delle mani di Diego Velasquez che ritraggono l’Infanta di Spagna non può
che essere ammaliante. Il giovane Alejandro deve recapitare il ritratto della
principessa a Luigi XIV , sua futura sposa, attraversando Spagna e Francia tra i
continui piccoli e grandi conflitti che insanguinavano e insanguinano i territori
dominati dalle grandi potenze. Suggestivo.
Voto 8
6. “Gu Shi” (Amie song). Una famiglia si ritrova isolata in un bosco a causa di una
epidemia e rivive un dramma familiare tra creature del bosco , storie raccontate in
loop ,sogni e incubi. Un po’ difficile da seguire.
Voto 5
7. “The Echo Chamber”(Andrea Pallaoro). Dispiace , ma è soporifero. Forse troppe
aspettative , visto il cast… Speriamo non condannino Marinelli a ruoli sempre un pò
così tristi.
Voto 4
8. “Conversation with the sea” (Muayad Alayan). Il dramma palestinese nella vicenda
di un padre che vuole ricostruire la drammatica morte del figlio nonostante i continui
abusi israeliani. Niente di gridato ,ma colpisce al cuore come tutta la vicenda di quel popolo.
Voto 8
9. “Una femme ajourd’hui” (Robert Guediguian). Il regista e il cast spesso presente
nei suoi film non deludono. Il dramma di una brillante giovane in carriera che
subisce una violenza , ma che trasforma il trauma in una rinascita grazie all’umanità
di nuovi incontri e della prospettiva di una vita fondata sulla solidarietà e non sul denaro.
Voto 8
10. “Bunker” (Florian Zeller). Nel titolo è già presente la storia. La coppia Cruz
Bardem ,belli,ricchi ,appagati professionalmente ,con una casa elegante ben
separata dal vicinato, vengono spiazzati dall’improvviso arrivo di un nuovo inqulino
nella casa adiacente , che fa un bel buco nel muro divisorio fra la sua e la loro
proprietà. Come diventiamo per paura dell’altro se, per citare una frase del film,
invece di costruire finestre , scaviamo buchi…
Voto 9
11.”Company” (Casey Afflec). Bella stori , anzi intreccio di storie raccontate, un poco western,
un poco gotica , un po’ horror, un po’splatter. Molto stroncato dalla critica, ma io mi sono divertita.
Voto 7
12.”Un bon petit soldat” ( Stephan Brizè). Alba Rorhwacher era da Coppa
Volpi…Secondo me. Quadro di una grande industria francese al vertice delle risorse
umane ,sottrae tempo vita a se stessa e alla famiglia per l’ “enterprise”. Che non è la
nave spaziale ,ma l’azienda che non dà alternative. O si obbedisce al disegno aziendale
cui le persone non interessano , interessa solo quanto producono ,o si esplode , o si è fuori.
Voto 9
13. “Il fuoco che ti porti dentro”(Edoardo de Angelis). Amo il regista, ma questa
volta ha marcato un po’ troppo il “sopra le righe” napoletano, eccessivamente melodrammatico,
si prende un po’ troppo sul serio .Vedremo come lo accolgono i napoletani.
Voto 5
14. “Dau“.( Ilija Chržanovskij). Leone d’argento più che meritato. 3 ore e 30 di un
bell’incubo espressionista che racconta la storia del fisico Lev Davidovic Landau,
costretto ,suo malgrado , a collaborare agli studi sulla bomba atomica sovietica .
Sembrava di essere dentro “ Arca Russa” o “Il Maestro e Margherita”.
Voto 10
15. “ Scherzetto”( Mario Martone) Delizioso. Il piccolo protagonista ( 5 anni )
accudito dal nonno per una settimana è un grande attore. Il nonno Toni Servillo ,
finalmente un pò fuori dai suoi soliti personaggi.
Voto 10
16. “ What belog to others” (Grzegorz D?bowski).Premio Orizzonti miglior
sceneggiatura. Kasya è una ladra . Piccoli furti assieme al compagno nei condomini
di Varsavia. Quando si imbatte in un suicida, si impadronisce della sua storia , “
ruba” l’identita’ di una sua ipotetica compagna e riallaccia i rapporti coi familiari del
defunto , riscaldandoli in un certo senso e ricostruendo se stessa. Particolare ,
delicato nonostante la vicenda e lo sfondo.
Voto 8
17. “ Father Joe”(Barthelemy Grossman). Sacerdote pistolero e giustiziere che vuole
ripulire Manhattan dal traffico di droga . La sceneggiatura è di Luc Besson, certi
conflitti a fuoco ricordano Leòn, ma la trama è un po’ insostenibile. E anche le
sparatorie in dolby surround a tutto volume mettono abbastanza alla prova.
Voto 4
18. “Ground Floor”(Gabor Rèisz) . Surreale ,grottesco , tragicomico . Una macchia di
muffa sul muro trascina il protagonista e i condomini del suo palazzo in una
escalation di momenti esilaranti. Il palazzo che cade a pezzi metafora di una società
e un clima che necessiterebbero di una bella manutenzione
Voto 8
19. “ I figli della scimmia” (Tommaso Landucci). Da vedere . Il dramma di una delle
tante coppie che vivono con un figlio gravemente disabile. Scamarcio , il padre ,
interpreta la fragilità , l’umanità e la forza nello stesso tempo di chi si confronta ogni
giorno con questa realtà così impegnativa. Nessun melodramma , film molto autentico.
Voto 8
17. “Rider”(Roan Johnson, Davide Pavanello). Un giovane rider di Milano recapita
cibo ad una festa che ricorda tristemente il clima di “ Terrazza sentimento”. Colpito
da una ragazza , che frequenterà anche fuori da quel marasma di alcol , droga e
sesso , precipita però in una serie di eventi che metteranno alla prova il suo sentimento
per lei e le conseguenze dei suoi ingenui e sprovveduti comportamenti.
Voto 7
18. ”Ritorno a Buenos Aires” (Marco Bechis). Già uscito nelle sale , gran bel film che
racconta ancora una volta la tragedia del popolo cileno ai tempi della dittatura
militare di Pinochet. Giannini giustamente premiato.
Voto 8
19. “Un bon avocat” (Tristan Séguéla). Legal thriller molto avvincente . Il
protagonista , brillantissimo avvocato cocainomane , combatte la sua dipendenza da
droga e alcol e una causa contro una potentissima multinazionale assistito da un
giovane e goffo tirocinante , in corsa contro il tempo. Un ‘occasione reciproca per
dare un senso alla propria esistenza e alla propria vita professionale.
Voto 9
20. “Be brave” (Francesco Carrozzini). Documentario sull’imprenditore Renzo Rosso
, fondatore di Diesel . Biografia interessantissima , ma uso eccessivo dell’A.I.
generativa , diventa quasi stucchevole. Nulla a che vedere col precedente“Franca”,
sulla madre Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia, che avevo apprezzato moltissimo.
Voto 4
21. “Kami nour” (Ali Asgari).E’ possibile essere un medico , occupandosi con
amorevole dedizione ai propri pazienti nell’attuale Iran ,senza cedere ai ricatti e alla
repressione del regime? Forse no, e si può addirittura avere voglia di porre fine alla
propria vita. O c’è ancora un po’di luce? A bit of light il titolo inglese.
Voto 9
22. ”E se venisse anche l’inferno” (Samuele Rossi). Ispirato a fatti realmente
accaduti ha come protagonista un giovane partigiano , Gio , e la sua lotta per la
sopravvivenza durante la Resistenza tra le montagne della Val D’Aosta. Per non dimenticare.
Voto 8
23. “Salon de beleza” (Nathalia Acevedo). Un ex parrucchiere , durante una
pandemia , trasforma il suo salone in un rifugio per malati terminali , prima di
scaricarli in una fossa comune. Ricordi di amori e di bellezza ormai trasformati un un
presente di degrado e morte. Fim cupo e sporco ma con un forte messaggio.
Voto 7
24. “Arrested Memory” (Sabou) Le esilaranti, se non fossero anche drammatiche
peripezie, di un poliziotto colpito da improvvise amnesie dopo un trauma,
e il suo eroismo nel salvare un bambino da una banda di criminali.
Attore protagonista campione di arti marziali.
Voto 7
L’esperienza è ogni volta unica. Grazie al Don Fiorentini che mi consente di viverla e w il cinema!”
CINEMA REVOLUTION [dal 9/6 al 19/9]
“CINEMA REVOLUTION Estate 2025”: dal 9 giugno al 19 settembre tutti i film italiani ed europei al prezzo unico di €3,50

Dopo la prima edizione 2023 di “Cinema in festa” partita domenica 9 e terminata giovedì 13 giugno, entra nel vivo la campagna “Cinema Revolution – Che spettacolo l’estate“, iniziativa promossa dal Ministero della Cultura.
A partire dal 9 giugno tutti i film italiani ed europei in programmazione nelle sale aderenti all’iniziativa avranno un costo per gli utenti di soli 3,50 euro. La campagna durerà tutta l’estate e si concluderà con l’edizione autunnale di “Cinema in festa” da domenica 15 a giovedì 19 settembre, periodo durante il quale il prezzo ridotto permetterà la visione nelle sale aderenti di tutti i film.
“Un’iniziativa mirata alla piena ripartenza delle sale, un progetto pensato per ribadirne il ruolo cruciale per lo sviluppo dell’intera filiera nonché l’importanza per la crescita delle nostre comunità. Dopo lo straordinario successo dell’edizione 2023 sono certa che anche la risposta degli spettatori alla ricca stagione di film e promozioni che sta per cominciare regalerà grandi soddisfazioni” ha dichiarato il Sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni.
I film e le sale aderenti a Cinema Revolution sono disponibili su www.cinemarevolution.it.
Per le sale cinematografiche è attiva la piattaforma di rendicontazione degli ingressi registrati con la tariffa promozionale.
Ogni dettaglio e informazione circa la meccanica e gli adempimenti dell’iniziativa possono essere richiesti direttamente a: assistenza@rendicontazionecinemarevolution.it.
MELTING POT [Percorsi di cinema per studenti]


Il progetto, completamente gratuito per le scuole, prevedeva la fruizione di lungometraggi in sala e cortometraggi in classe, ed alcune ore di formazione tenute da professionisti qualificati e rivolti agli insegnanti.
Grazie alla collaborazione con i docenti abbiamo coinvolto 26 classi (24 del polo liceale + 2 dell’Istituto Cassiano) per 580 studenti!
Ringraziamo tutti i docenti e studenti partecipanti! Ed ovviamente ringraziamo per la loro presenza ed interventi:
Sylwia Nowak (operatrice Caritas)
Renzo Bussi (presidente Fondazione S. Caterina)
Somayeh Haghnegahdar (film maker e documentarista iraniana)
Tiziana Dal Pra (fondatrice Trama di Terre)
MELTING PLOT: Percorsi di cinema tra didattica e inclusione al cinema ‘donfiorentini’ per quasi 600 studenti delle scuole superiori di Imola
“Scopo della scuola è trasformare specchi in finestre” (Sidney J. Harris)
Uno specchio rimanda la propria immagine. Da una finestra, invece, vedi il mondo esterno con il punto di vista posizionato nel tuo mondo interiore: quindi approfondire la conoscenza della realtà e insieme di sè stessi. Questo è quello che, come la scuola, fa anche il cinema, diventando complementari e sussidiari l’una all’altra. Questo Ed è anche quello che in cui credono il ministero dell’Istruzione e quello della Cultura, insieme, mettendo a disposizione finanziamenti attraverso il Bando CIPS – “Il cinema e l’Audiovisivo a scuola”.
Anche quest’anno l’ACEC, Associazione Cattolica Esercenti Cinema, si è aggiudicata il bando con il progetto “MELTING PLOT. Percorsi di cinema tra didattica e inclusione”.
Il progetto, completamente gratuito per le scuole, prevede la fruizione di lungometraggi in sala e cortometraggi da fruire in classe, ed alcune ore di formazione tenute da professionisti qualificati e rivolti agli insegnanti. Ogni visione sarà accompagnata da approfondimenti condotti anche attraverso l’ausilio di materiale didattico messo a disposizione dei docenti.
Perché in sala? Perché la sala cinematografica è luogo di socialità, emozione, relazione, dialogo, formazione, dunque luogo che può ben essere considerato un’estensione in continuità con l’esperienza scolastica: apprendere, condividere, confrontarsi e sperimentare l’inclusione nella diversità di approcci, culture ed esperienze.
Il cinema-teatro ‘donfiorentini’, come sala aderente all’ACEC, ha già collaborato efficacemente con i docenti di alcune secondarie in passato, che però, date le restrizioni dovute alla pandemia, era stato fruito interamente in streaming. Quest’anno si è tornati alla desiderata ‘normalità’… Che poi questa ‘normalità’ deve essere ripensata, rifondata, e ricercata con una convinzione diversa e più forte. Creare percorsi agevolati tra scuola e luoghi di fruizione della cultura e della socialità è un modo buono di ripartire. È grazie alla passione dei docenti coinvolti e alla condivisione di queste premesse che quest’anno riusciamo a portare in sala 26 classi (24 del triennio del polo liceale e 2 dell’Istituto Paolini-Cassiano) per un totale di 580 studenti circa. Wow!
I lungometraggi che verranno proiettati per gli studenti al ‘donfiorentini’ sono: UN DIVANO A TUNISI di Manele Labidi Labbé, IL PROFESSORE CAMBIA SCUOLA di Olivier Ayache-Laval, COSA DIRÀ LA GENTE di Iram Haq.
Irene
Mantova – Festival del cinema d’essai 2022
I nostri Lucia e Davide ci raccontano le impressioni dell’appuntamento annuale del Festival del cinema d’essai 2002 di Mantova.
Il tutto è accompagnato da alcuni scatti della manifestazione. Grazie ragazzi!
“Mantova Festival del cinema d’essai 2022- mai come quest’anno si assiste al rilancio del cinema di spessore, tanti titoli interessanti emozionanti e coinvolgenti. Il pubblico non potrà resistere dal ritorno in sala.
- Playground di Lara Wandel – Belgio
Il patto del silenzio. Una bambina é costretta ad affrontare la situazione che si crea attorno al fratello, vittima di bullismo. Interamente incentrato in soggettiva sulla bambina e nella sua esperienza all’interno della scuola, costringe lo spettatore a seguirla nella cacofonia degli ambienti scolastici e delle stesse emozioni che in lei vivono e si scontrano.
- Brado di Kim Rossi Stuart – Italia
Immersi nella campagna italiana, la vita dura in un ranch disastrato, il rapporto tra padre e figlio, uno splendido cavallo, tutti da recuperare.
L’attore e regista presente in sala ha raccontato come il film sia stato tratto da un racconto da lui stesso pubblicato qualche anno fa e in qualche modo anche autobiografico in quanto lui stesso cresciuto in una realtà simile a quella raccontata.
- La Ligne di Ursula Meier – Francia/Belgio/Svizzera
La linea invisibile
La rissa tra madre e figlia e la denuncia proca la decisione di allontanamento oltre i 100mt da parte del giudice. Un confine legale che diventa fisico ed emotivo separa la famiglia.
- L’amore secondo Dalva di Emmanuel Nicot – Francia/Belgio
Una bambina vittima del plagio del padre pedofilo, riscopre la vita.
Lo spettatore vive emozioni che spingono ad una riflessione profonda.
Bravissima la giovane interprete.
- Sergio Leone l’italiano che inventò l’America di Francesco Zippel – Italia
Cinedocumentario sul regista che non ha bisogno di presentazioni, che più di ogni altro ha popolato l’immaginazione delle generazioni degli anni 70 e 80.
- L’innocente di Louis Garrel- Francia
Il rapporto tra un figlio e la madre che, lavorando in carcere, si innamora di un galeotto. Divertente commedia dai toni leggeri, assolutamente gradevole.
- Miracle: lettere al presidente di Lee Jang Hoo – Corea del Sud
Un piccolo paesino raggiungibile solo camminando lungo la ferrovia, i cui abitanti, per spostarsi, sono costretti a correre il rischio di essere investiti.
Lì vive un ragazzo che scrive lettere presidente, chiedendo che venga realizzata una stazione ferroviaria.
Dolce e carica di innocenza, la trama coinvolge lo spettatore in modo profondo.
- L’origine du male di Sèbastian Marinier – Francia/Canada
Stéphane, una ragazza che vive da operaia, decide di andare a conoscere il padre, ricco e che vive in contrasto con la sua famiglia. Un trhiller ricco di particolare e di colpi di scena, capace di mantenere la tensione fino all’ultima scena.
- Gli spiriti dell’isola di Martin McDonald – Irlanda/Regno Unito/Usa
In una piccola isola irlandese scorrono le vite grame dei protagonisti, un uomo e sua sorella. Bellissima la fotografia
- Tort e Lokira di Jean Pierre e Luc Dardennne – Francia/Belgio
Due profughi, una ragazza e un bambino, cercano il riscatto in Belgio.
Il loro amore fraterno e la loro “normalità” commuovono fino all’ultima scena.
- Nessuno deve sapere di Bouli Lanners – Francia/Belgio/Regno Unito
Un isola scozzese e un uomo che perde la memoria, la riscoperta di se in un ambiente brullo, dall’aspetto ostile seppur carico di fascino visivo.
- Ragazzacccio di Paolo Ruffini – Italia
Un ragazzino, pluribocciato, il bullo della classe, vive il periodo della pandemia Covid toccando i punti più bassi consentiti dalla situazione in corso.
- The quiet girl di Colm Bairead – Irlanda
Una bambina silenziosa e difficile in una famiglia in difficoltà viene mandata da lontani parenti per il periodo estivo. Delicato e toccante accompagnato da una fotografia bellissima e attenta ai più piccoli dettagli.
- Acqua e anice di Corrado Ceron – Italia
Olimpia, una star del liscio degli anni 70, frequenta lo stabilimento balneare dove lavora la mite Maria. La ingaggerà come autista per un viaggio allegro, malinconico e carico di sentimenti.
- Ninjababy di Yngvild Sve Flikke – Norvegia
Una ragazza dalla vita folle scopre di essere incinta. Una sequenza di situazioni improbabili in un mix comico e carico di dolcezza.”

VENEZIA 2022 – 79a Mostra del Cinema
Anche quest’anno Cinema DONFIORENTINI presente alla rassegna di Venezia con le nostre preziose inviate Anna Franceschelli ed Irene Gambetti!


Di seguito il resoconto completo di Anna, le sue pagelle ed alcune belle immagini scattate dall’autrice.
“Anche quest’anno il cinema ci ha regalato la Mostra di Venezia, la numero 79, a 90 anni dalla prima edizione. Finalmente senza restrizioni, ma con le misure di prudenza e sicurezza per i numerosissimi spettatori. Finalmente si è rivisto anche il red carpet e i ragazzi che fino dal mattino aspettavano i loro beniamini. Grazie al Don Fiorentini abbiamo potuto fare l’accredito ed assistere a diverse proiezioni.
Devo dire che i nostri tentativi di accedere alle sale tramite le prenotazioni on line sono stati quest’anno veramente difficoltosi , il sistema è veramente complesso, ma per lo più la nostra pazienza davanti al pc o al cellulare per ore è stata premiata.
Ogni edizione ha uno o più temi trasversali di sottofondo, sicuramente il principale è stato la ricerca di un’identità, declinato in molte maniere : il furto di quella altrui; l’ individuazione sofferta o gioiosa di una appartenenza; la scoperta di una diversità ingestibile e disturbante; il bilancio di esistenze mascherate in ruoli non autentici… I drammi antichi e moderni che uomini e donne portano con sè , nel proprio intimo, nelle piccole comunità familiari e nelle scelte di madri e padri. Temi pirandelliani e topici che toccano sempre. Forse, per alcune pellicole, eccessivamente enfatizzati per incontrare il gusto del pubblico, ma anche questo è cinema.
Poi i conflitti e quanto essi stravolgano le nostre vite, anche lontani, l’ambiente, il clima e i suoi cambiamenti, la diffusione di malattie sconosciute con sguardi talvolta catastrofici, ma non così lontani dai disastri che la realtà del mondo attuale ci pone continuamente davanti .
Particolarmente apprezzati i film ispirati a biografie e autobiografie di personaggi iconici del nostro tempo e le due pellicole dedicate alla dimensione del ” sacro”, attuali e originali molto sentite dai registi, lo si è percepito, e dal pubblico.
Sicuramente anche la lezione dei grandi registi del passato ( Fellini, Kubrick, Lucas, per citarne alcuni …) trapela nelle pellicole di alcuni grandi nomi passati dalla Mostra, ma nelle Arti l’immaginario si riproduce spesso, saranno gli spettatori in sala a formulare il loro giudizio.
In conclusione una gran bella festa comunque, nutrita dall’impegno di chi lavora nel settore e dalla fantasia, dall’immaginazione e dalla passione che anche quest’anno accomuna tante persone diverse…
Buone visioni!”
Anna

Luca Argentero

Ignazio Oliva

Princess

Ricky Tognazzi

Sakura Andô
“Premesso che non sono un critico cinematografico , ma solo una modesta appassionata…vi giro le mie valutazioni sui film che ho visto. Vado in ordine cronologico delle mie visioni:”
White Noise – voto 7
Princess – voto 9
Tar – voto 6
Riget Exodus ( The kingdom Exodus part 1) – voto 8
Bardo, falsa cronica de unas quantas verdades – voto 5
Vera – voto 9
El Akhira. La derniere Reine – voto 7
Padre Pio – voto 9
Bones and all – voto 6
Monica – voto 5
Aru Otoco ( A man ) – voto 8
L’ origine du mal – voto 9
Master Gardener – voto 9
Argentina – voto 10
Anhell69 – voto 7
Gli ultimi giorni dell’umanità – voto 10
Siccità – voto 4
Blonde – voto 9
St. Omer – voto 10
Les Miens – voto 8
Chiara – voto 9
The matchmaker – voto 9
Hanging garden – voto 6
Bread and salt – voto 8
The hanging sun – voto 9
DIAMO LUCE ALLA SOLIDARIETA’! [iniziativa]
Siamo arrivati a dicembre… e non siamo chiusi!
Poi sentiamo già odore di Natale e tutte le cose belle che questo periodo negli anni ha sedimentato nella nostra storia personale, famigliare, di amici e di comunità.
Per noi quel bambino piccolissimo, nato fra gli ultimi come tanti bambini di cui la cronaca purtroppo ci racconta, rappresenta davvero il Sol invictus, la Luce che vince sulle tenebre, anche quando il buio di certe (ed alle volte anche nostre) vicende umane ci sembra così fitto da non poter essere penetrato.
Come sala della comunità ACEC abbiamo dunque pensato di aderire a 2 iniziative:
1) Rassegna LA GRANDE LUCE
Un segno di luce è già il fatto che la facciamo in collaborazione con il cinema Pedagna, un’altra sala ACEC a Imola: 2 sale, 1 rassegna. Se si fa un abbonamento per due film, il secondo può essere usufruito anche nell’altra sala.
Trovate maggiori informazioni nella sezione relativa del sito
2) Campagna #lanterne verdi
Ovviamente a noi gente di cinema verrà subito da pensare al supereroe della DC Comics… In un certo senso sono eroiche quelle famiglie polacche che sfidano le imposizioni governative per accogliere i migranti che, disperati, riescono a varcare il confine con la Bielorussia. Ne avrete sentito parlare: accendono una luce verde ad una finestra della loro abitazione per far sapere che lì troveranno un pasto caldo ed il riparo per una notte.
In tutta Europa molte organizzazioni umanitarie, enti benefici e associazoni e movimenti religiosi, privati cittadini e sacerdoti hanno deciso per solidarietà di accendere una luce verde, ognuno nella propria casa, nel proprio presepe: “…non c’era posto per loro…” continua ad accadere, ma ci piacerebbe non accadesse più.
Oltre ad aderire simbolicamente mettendo una luce verde anche nella nostra sala, ci siamo accordati con le altre sale ACEC della diocesi di Imola (Cappuccini, Pedagna, Moderno di Castelbolognese, S. Rocco di Lugo) per donare dei biglietti omaggio alla Caritas perché pensiamo, in accordo con il nuovo direttore diocesano Alessandro Zanoni, che la soddisfazione dei bisogni primari è prioritaria, ma non va mai tralasciata la cura del cuore e dell’anima. E il cinema può dare un piccolo contributo.
E se la parrocchia attraverso la nostra sala riesce a fare questo, è grazie al pezzetto di disponibilità che ogni volontario offre e ad ogni singolo spettatore che ci frequenta.
Perciò INSIEME FACCIAMO ‘SOLO COSE BELLE’ *!
* parafrasando un meraviglioso film che racconta la storia una casa-famiglia dell’Associazione papa Giovanni XXIII
78a MOSTRA di VENEZIA – le pagelle di Anna e Irene

Anche quest’anno il donFiorentini è stato presente alle proiezioni della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, giunta alla sua 78esima edizione.
Ed ecco le pagelle personalissime che le nostre inviate Anna Franceschelli e Irene Gambetti hanno dato alle pellicole che hanno avuto il piacere di guardare.


Ricominciamo… con Dune
IL DON FIORENTINI RIAPRE VENERDÌ 17 SETTEMBRE
Finalmente si riparte, nel rispetto delle attuali normative anti covid-19.
Oltre alla consueta necessità di indossare sempre la mascherina (non consentita quella di stoffa) nei locali del cinema, si aggiunge l’obbligo di presentazione del GREEN PASS alla biglietteria.
Si riparte da film presentati alla rassegna di Venezia, rassegna che, mai come quest’anno, è stata occasione di prove d’autore magistrali.
Ed ecco subito con uno dei lungometraggio fuori concorso più attesi della stagione: Dune, adattamento cinematografico di un regista di culto come Denis Villeneuve (Arrival, Blade Runner 2049) dell’omonimo capolavoro fantascientifico del 1965 di Frank Herbert.
Cast stellare, storia epica, immagini a cui solo il grande schermo può rendere giustizia… …le recensioni sono entusiastiche.“L’opera spaziale a combustione lenta di Denis Villeneuve fonde il cinema d’essai ed il multisala per creare un’epopea di splendore ultraterreno”
Xan Brooks – The Guardian UK











