IL SILENZIO DEGLI ALTRI [mercoledì 3 giugno]
Proiezioni
Mercoledì 3 giugno: ore 21:00
Titolo originale: Sorda
Nazione: Spagna
Anno: 2025
Genere: Drammatico
Durata: 1 ora 39 min
Regia: Eva Libertad
Cast: Álvaro Cervantes, Elena Irureta, Joaquín Notario, Miriam Garlo
Produzione: Nexus Creafilms, A Contracorriente Films, Distinto Films
Distribuzione: Lucky Red
Il film ha ottenuto 7 candidature e vinto 3 premi Goya,
Trama
Ángela, una donna sorda, aspetta un bambino dal suo compagno udente, Héctor. L’arrivo del bambino provoca una crisi nella loro relazione, costringendo Ángela ad affrontare le sfide di crescere sua figlia in un mondo che non è fatto per lei…
Trailer
Recensione
Il silenzio degli altri (Sorda) è un film spagnolo scritto e diretto da Eva Libertad. Presentato alla 75ª edizione del Festival di Berlino, nella sezione Panorama, il film ha ottenuto numerosi premi di prestigio e riconoscimenti, tra i tanti, il Premio del Pubblico LUX, il premio per il Miglior Film al Málaga Spanish Film Festival e con il riconoscimento italiano anche al Bari International Film Festival, dove ha vinto il Premio Meridiana per il Miglior Film.
Prima di parlare della pellicola, una curiosità: il film è la versione lungometraggio dell’omonimo cortometraggio Sorda del 2021, diretto sempre da Eva Libertad e interpretato dalla stessa attrice protagonista, Miriam Garlo. Una pellicola che ha avuto altrettanti riconoscimenti ai festival del cinema e che ha agevolato gli interessi verso Sorda del 2026.
Il silenzio degli altri è un’opera cinematografica pregevole e capace di emozionare; una perla del cinema spagnolo e un piccolo tesoro del cinema internazionale. È un film in cui si percepisce chiaramente che sono stati messi anima e cuore per raccontare qualcosa di vero, intimo e vissuto. La pellicola non si limita a sensibilizzare sul tema della sordità, ma va oltre, raccontando le difficoltà dell’amare, del crescere e del sentirsi parte di un mondo che spesso non si ferma mai davvero per ascoltare gli altri. È un film sulla vita stessa, sul bisogno di essere capiti, amati e riconosciuti, dagli altri ma anche da noi stessi.
È una pellicola che ritrae la vita nella sua forma più autentica , dove tutti, chi più e chi meno, vorremmo esserne protagonisti e, in fondo, lo siamo. Ma tra sentirci protagonisti ed essere percepiti come tali dagli altri, e soprattutto da noi stessi, passa “l’abisso”. Il film racconta la voglia di vivere la vita al pieno della sua essenza, delle sue opportunità e delle nostre capacità al di là di una condizione limitate come può essere la sordità.
Il film parla a chi vive la sordità, ma anche a chi porta con sé altri disagi o, pur non avendone, si è sentito almeno una volta diverso. Parla a quelle persone che cercano di trarre il massimo dai rapporti umani e di imparare a convivere con la complessità e la varietà dell’animo umano.
Molti non udenti, come gli amici della protagonista, hanno costruito la propria vita accanto ad altri non udenti e il film questo lo mostra più volte. Ángela, invece, sceglie di esporsi al mondo degli udenti, vivendo la propria diversità senza nasconderla. Un gesto che nel 2026 può sembrare normale, ma che in realtà non è ancora scontato: si parla molto di inclusione e diversità, ma chi le vive davvero alla luce del sole resta ancora una minoranza.
Il silenzio degli altri riesce dove molte pellicole hanno fallito: é capace di farci immedesimare in entrambi i protagonisti con naturalezza, nonostante la complessità delle emozioni dietro i momenti delicati del vissuto quotidiano; e lo fa senza mai senza mai stancare, ma soprattutto è un film che riesce a commuovere.
Il film racconta la storia di Ángela, interpretata da Miriam Garlo, una donna non udente, e Héctor, interpretato da Álvaro Cervantes, un uomo udente. I due hanno vissuto per tre anni un amore profondo e totalizzante, ma la nascita della loro bambina, Ona, cambia inevitabilmente gli equilibri della coppia. L’amore non finisce, ma è costretto a evolversi.
Ángela, che con Héctor sembrava aver trovato il suo posto nel mondo, si ritrova improvvisamente a sentirsi di nuovo sola. Sua figlia sente, mentre lei no. Questo fa nascere in lei una paura profonda: quella di non riuscire a comunicare davvero con Ona, di non essere capita e di perdere quel centro emotivo che Héctor rappresentava per lei.
Uno degli aspetti più determinati per la riuscita del film è proprio la sua credibilità, dovuta al fatto che Eva Libertad dirige la sorella Miriam Garlo, attrice non udente, e questo è quello che rende il racconto ancora più vero e consapevole. Miriam porta in scena una parte di sé stessa e riesce a trasmettere ogni minima sfumatura del sentirsi diversa, osservata, a volte anche più sola degli altri. Lo fa nei piccoli momenti quotidiani, così come nelle scene più intense, come quella del parto.
Álvaro Cervantes è altrettanto naturale e convincente. Il suo Héctor mostra perfettamente l’amore che prova per Ángela e per Ona, ma anche la difficoltà di dover cambiare. Dopo la nascita della figlia, non può più dedicare tutto il suo mondo ad Ángela: non potrà più comunicare solo con lei in un modo “tutto loro” per assecondare ogni momento la sua condizione , poiché ora c’è Ona che e’ udente. Non la ama di meno Ángela, ma il suo amore deve allargarsi e questo porta a meno attenzione ai certi dettagli che prima Héctor non sottovalutava mai. Altrettanto azzeccato e ben diretto è il parterre di attori secondari, che sebben facciano da sfondo alla pellicola, sono essenziali a non perdere la credibilità della trama principale e dei suoi protagonisti.
Il cuore del film che delinea gli eventi sta nel conflitto interiore di Ángela, che aveva trovato in Héctor la sua pace, il suo amore, il suo rifugio. Ma con Ona riaffiorano ferite antiche: il rapporto con i genitori, il bisogno di sentirsi normale, l’imbarazzo per gli apparecchi uditivi, la sensazione di essere una sorda in un mondo di udenti. Ángela non ha mai visto i suoi genitori cosi gentili e sereni e all’apparenza più felice con la loro nipote che con loro figlia di un tempo. Probabilmente quando Ángela nacque, erano nuovi alla sua malattia e Ángela sebbene molto piccola lo percepiva, però il loro merito è stato di averle insegnato a non vergognarsi degli altri, e quindi di se stessa.
Il film non giudica Ángela, e questa è una delle sue qualità migliori, mostrandola fragile, spaventata, a tratti ingiusta, ma sempre profondamente umana. Possiamo vederlo nel gesto delle cuffie antirumore messe alla bambina che è uno dei momenti più potenti del film. È un gesto semplice, ma pieno di significato. Da una parte c’è l’egoismo, dall’altra l’innocenza; da una parte la paura, dall’altra il desiderio disperato di avvicinare la figlia al proprio mondo, di poter “parlare” con lei. Il finale non cerca una complessità artificiale. Arriva diretto, semplice, e si racchiude in un piccolo gesto, in una scena in cui ci sono speranza, amore e leggerezza.
Il silenzio degli altri è un film credibile perché nasce da qualcosa di vero in grado di sensibilizzare sul tema della sordità e diversità in generale ma non solo, é capace di far sentire compresi chi nella vita almeno una volta compreso non si è mai sentito del tutto. È commovente perché non forza mai l’emozione, ma la costruisce attraverso i silenzi pensierosi, gli sguardi, i dialoghi semplici ed efficaci, le fragilità e le contraddizioni dei suoi personaggi.
Luciano Juergen Dell’Anna – www.popcornepodcast.it
Prezzi
BIGLIETTO INTERO € 7,50
BIGLIETTO RIDOTTO € 6,00
_ BAMBINI e RAGAZZI da 4 a 24 anni
_ ADULTI da 65 anni in su
_ ACCOMPAGNATORI PORTATORI DI HANDICAP
_ GIORNALISTA, dietro presentazione di tesserino
_ MILITARI
_ TITOLARI tessera ANEC – UNITA (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo)
_ il MERCOLEDÌ (escluso festivi e prefestivi, e nel giorno di uscita di un film): per TUTTI
_ il VENERDÌ (escluso festivi e prefestivi) per i soci i possessori di:
a) tessera “Vieni al cinema” con di foto di riconoscimento oppure senza foto purché accompagnata da tessera dell’Ente
b) tessera ACI (Automobile Club d’Italia)
c) card Cultura Area Metropolitana di Bologna
d) tesserati Azione Cattolica (adulti, giovani e giovanissimi)
BIGLIETTO OMAGGIO
PORTATORI DI HANDICAP
BAMBINI fino a 3 anni
POSSESSORI DI TESSERA DEGLI ESERCENTI SALA CINEMATOGRAFICA (AGIS-ACEC, AGIS-ANEC, ANEM..)
POSSESSORI DI TESSERA ‘EUROPA CINEMAS’













