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THE MENU [mercoledì 30 nov – ore 21]

2022-11-30T22:12:33+01:0028 Novembre 2022|Archivio|

Proiezioni

Mercoledì 30 novembre: ore 21,00

Titolo originale: The menu
Nazione: U.S.A.
Anno: 2022
Genere: Horror/Commedia
Durata: 120 min
Regia: Mark Mylod
Cast: Ralph Fiennes, Anya Taylor-Joy, Nicholas Hoult, Hong Chau, John Leguizamo
Produzione: Hyperobject Industries
Distribuzione: Searchlight Pictures

 

 

 

Trama

Il giovane e spocchioso Tyler porta la nuova fidanzata Margot in un ristorante di altissimo livello situato su un’isola senza copertura di rete. Lo chef del locale, Julian Slowik, è specializzato in gastronomia molecolare e ha preparato un menù in svariate, minuscole porzioni. Il suo dichiarato obiettivo è quello di cercare la perfezione.

Ben presto Margot comincia a manifestare disagio verso un’alimentazione che proprio non riesce ad apprezzare, e Julian realizza che la presenza della giovane non era prevista per l’evento: difatti la ragazza per cui Tyler aveva inizialmente prenotato lo aveva lasciato e lui aveva “dirottato” la prenotazione alla sua nuova compagna. Nei piani dello chef, gli ospiti di questa sera dovevano rivestire un determinato ruolo, e questa modifica dell’ultima ora lo disturba assai. Chiede pertanto alla ragazza da che parte voglia stare: per gli avventori o per i cuochi?

Trailer

Recensione

The Menu, la recensione: il gioiellino cineculinario è servito

La recensione di The Menu: assisterete a un pasto coi fiocchi se andrete a vedere al cinema The Menu, il nuovo film di Mark Mylod che imbastisce una satira sociale feroce ma equilibrata, fino all’ultima portata.

È dalla Festa del Cinema di Roma, dove lo abbiamo visto in anteprima, che ripensiamo a The Menu, il film che continua la deriva cineculinaria che il cinema sembra aver riabbracciato nell’ultimo periodo. Dopo Boiling Point sul grande e The Bear sul piccolo schermo, dove la cucina è una pentola a pressione pronta ad esplodere e racchiude il tema della salute mentale, The Menu arriva dal 17 novembre nelle sale italiane con Searchlight Pictures, e propone tutto un altro tipo di verità da servire al pubblico. Ci ripensiamo per l’incipit e il plot che propone alla base del suo piatto, per la struttura e le portate offerte agli spettatori e per il gran finale con dessert e ammazzacaffè che appagano lo stomaco e lasciano qualcosa dentro. Ma cosa? Scopriamolo nella recensione di The Menu.

Quello che gli sceneggiatori Seth Reiss e Will Tracy e il regista Mark Mylod imbastiscono con The Menu è un cine-menu sui generis. Un film che si struttura in portate, senza tralasciarne nessuna, proprio come se fossimo a cena al ristorante con i personaggi della pellicola. Un ristorante iper-stellato e iper-esclusivo, che si trova su un’isola costiera dove si accede solo con una nave a determinate ore del giorno. Un ristorante che è un simbolo di status sociale raggiunto e a cui la coppia formata da Anya Taylor-Joy e Nicholas Hoult – entrambi straordinariamente in parte, la prima sarà decisiva per la riuscita del film – riesce ad accedere dopo aver pagato molti soldi ed essere entrati miracolosamente in lista. Già da queste prime battute si intuisce l’intento del film: una satira sulla disparità sociale e sull’opulenza, sul vuoto e sull’inutile aura che circonda le persone ricche e benestanti, strizzando fortemente l’occhio all’attualità.

Mylod decide di farlo attraverso una commedia degli orrori, che strappando una risata grottesca e sagace mostra il marcio che si trova dietro ad un certo tipo di classe sociale, che emerge proprio grazie al tema cine-culinario scelto non a caso, perché rappresentativo di quell’apparenza ostentata che nasconde una grande ignoranza e un voler essere guidati da un leader carismatico. Leader che in The Menu è personificato dallo chef (un mefistofelico Ralph Fiennes). Un uomo che si è fatto da sé e che ora è a capo di uno dei ristoranti più esclusivi al mondo, con tanto di lunghissima lista d’attesa. Uno chef che propone ai propri ospiti un menu sempre diverso che è di fatto un’esperienza, come piace spesso dire in questi casi ai frequentatori della vita mondana esclusiva.

Dato che è lo chef a far accedere i suoi commensali, li sceglie accuratamente così come seleziona i prodotti da servire, coltivati interamente sull’isola per rendere al massimo l’idea del menu biologico. I clienti sono quindi scelti non casualmente e man mano che il film prosegue anche gli spettatori scopriranno con sorprese scioccanti, come gli stessi avventori, perché proprio loro siano stati chiamati lì. Tutti interpretano delle personalità di spicco della società: il terribile regista in disgrazia John Leguizamo e l’assistente che sta per lasciarlo dopo l’ennesima sparata sui social Aimee Carrero. La coppia facoltosa con un matrimonio spento interpretata da Reed Birney e Judith Light. Il trio di giovani rampolli viziati e di successo formato da Arturo Castro, Mark St. Cyr e Rob Yang. Proprio come in Boiling Point – Il disastro è servito, non poteva mancare una rappresentante della critica culinaria nel film, personificata da Janet McTeer e dal suo assistente-leccaculo Paul Adelstein. In questa fauna variopinta che va ad abitare l’isola sperduta che ruolo ha la coppia formata da Taylor-Joy e Hoult? È dal loro punto di vista che ci immergiamo in quel mondo, tanto seducente e affascinante quanto respingente e straniante. Sarà merito del film farlo scoprire al pubblico, un boccone alla volta, da gustare con calma, stuzzicando il palato, sorseggiando un buon bicchiere di vino, e non trangugiando tutti gli ingredienti in una volta. Assaporare ogni momento e ogni step contribuirà a creare la tensione narrativa, senza mai esagerare, senza giocare sulla messa in scena sgradevole ma mantenendo la satira ad un livello che lo renda accessibile a tutto il pubblico. Per alcuni potrebbe essere un deterrente non aver estremizzato al massimo la parte grottesca, noi lo troviamo un’operazione intelligente.

Questo perché l’aspetto visivo è tanto importante quanto quello contenutistico in The Menu. Tutto è meravigliosamente studiato e impiattato, dalle luci ai colori alla fotografia, alla posizione nell’inquadratura. Perché in cucina come ci insegnano anche l’occhio vuole la sua parte: un pasto dovrebbe essere un’esperienza di tutti e cinque i sensi, e nel film questo spirito viene ripreso alla lettera. Dalle vere e proprie pietanze servite, all’organizzazione dei tavoli per i commensali, allo stesso ristorante in cui tutto è trasparente, alla bellissima cucina dove lavora alacremente lo staff dello chef. Fino alla messa in scena del servizio al tavolo, e all’idea che la cucina debba essere sviscerata in qualsiasi aspetto, anche quelli che apparentemente non sembrano inerenti col l’idea di un ristorante stellato, ma che chiuderanno perfettamente il cerchio. Lo staff è altrettanto importante e verrà svelato man mano che la storia procede – su tutti l’impassibile sous-chef interpretata da Hong Chau.

Il film, prodotto tra gli altri da Adam McKay e Will Ferrell, ha una messa in scena quasi da pièce teatrale, in cui i commensali sono da una parte e la cucina con lo staff dall’altra. I due gruppi non vanno mai confusi o mescolati, ognuno deve decidere da che parte stare, come dirà ad un certo punto lo chef al personaggio di Taylor-Joy. La vetrata sul mare su cui affaccia il ristorante potrebbe essere tranquillamente un palco verso il pubblico, che siamo noi spettatori fuori dalla finestra pronti a goderci lo spettacolo raccapricciante che sta per essere messo in scena. In fondo il teatro per lungo periodo ha voluto mettere alla berlina proprio quella stessa borghesia che pagava per vedere gli spettacoli. Il film ha un’anima fortemente ritmata, complici i battiti di mani che annunciano la presentazione dei piatti dello chef e le sorprese non sempre gradite di ogni portata. La stessa location dell’isola dive si trova il ristorante stellato in fondo strizza l’occhio al giallo da camera di Agatha Christie e dei suoi Dieci Piccoli Indiani. Uscirete dalla sala con l’acquolina cinefila in bocca.

CONCLUSIONI
Siamo arrivati al dessert e all’ammazzacaffé della recensione di The Menu e non possiamo che consigliarvi questa pellicola cineculinaria che abbraccia perfettamente i due generi che rappresenta. Mark Mylod imbastisce una satira sociale equilibrata e diluita e impiatta una serie di portate che contribuiscono ad accrescere la tensione narrativa e lo svelamento dell’identità e delle motivazioni dietro i personaggi, in quella che è a tutti gli effetti una sorta di pièce teatrale culinaria. Chapeau.

Federico Vascotto – movieplayer.it

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• il MERCOLEDÌ (escluso festivi e prefestivi, e nel giorno di uscita di un film): per TUTTI
• il VENERDÌ (escluso festivi e prefestivi) per i soci i possessori di:
a) tessera “Vieni al cinema” con di foto di riconoscimento oppure senza foto purché accompagnata da tessera dell’Ente
b) tessera ACI (Automobile Club d’Italia)
c) card Cultura del comune di Imola
d) tesserati Azione Cattolica (adulti, giovani e giovanissimi)

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LA FABBRICA DI CIOCCOLATO [1 dic – GRATIS per tutti]

2022-12-01T21:57:37+01:0028 Novembre 2022|Archivio|

Festeggiamo con voi i nostri 20 anni

GRATIS PER TUTTI

Giovedì 1 dicembre: 

ore 20,30 – BRINDISI CON LE AUTORITA’

ore 21,00 – PROIEZIONE: “LA FABBRICA DI CIOCCOLATO”

Genere: Fantastico, commedia, avventura
Anno: 2005
Regia: Tim Burton
Attori: Johnny Depp, Freddie Highmore,
David Kelly, Helena Bonham Carter, Christopher Lee
Paese: U.S.A., Regno Unito
Durata: 115 min
Produzione: Warner Bros., Village Roadshow Pictures, The Zanuck Company, Plan B Entertainment,
Distribuzione: Warner Bros.

 

Trama

Cinque biglietti d’oro sono nascosti in altrettante tavolette di cioccolato fabbricate dal signor Willy Wonka. I fortunati bambini che riusciranno a trovarli potranno varcare i cancelli della Fabbrica di Cioccolato del signor Wonka ed entrare così in contatto con il suo magico mondo. Per Charlie Bucket, un bambino povero, vincitore dell’ultimo biglietto, sta per iniziare un’indimenticabile avventura…

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RIUNIONE DI FAMIGLIA [da venerdì 2 dic – ore 21]

2022-12-04T23:05:43+01:0028 Novembre 2022|Archivio|

Proiezioni

Venerdì 2 dicembre: ore 21,00
Sabato 3 dicembre: ore 21,00
Domenica 4 dicembre: ore 16,30 – 18,30 – 21,00

Titolo originale: Qu’est-ce qu’on a tous fait au bon Dieu?
Nazione: Francia
Anno: 2022
Genere: Commedia
Durata: 98 min
Regia: Philippe de Chauveron
Cast: Christian Clavier, Chantal Lauby, Ary Abittan, Medi Sadoun, Frédéric Chau, Noom Diawara, Frédérique Bel, Emilie Caen
Produzione: Les films du premier, Les films du 24, TF1 Films Production
Distribuzione: International Film – Gruppo Lucisano, 01 Distribution

Trama

Riunione di famiglia – Non sposate le mie figlie 3, il film diretto da Philippe De Chauveron, racconta la storia Claude e Marie (Christian Clavier e Chantal Lauby), ormai rassegnatisi a sopportare i matrimoni misti delle loro figlie, sposate con uomini di origini e religioni differenti. I due hanno notato, però, che i loro generi e le rispettive mogli, nonostante si siano sposati e abbiano una loro vita, sono sempre tra i piedi tra inviti, cene e quant’altro; soprattutto Claude non riesce a più sopportare la loro presenza ingombrante e vorrebbe avere del tempo da trascorrere da solo con sua moglie.
Quando la coppia festeggia i primi quarant’anni di matrimonio, le loro quattro figlie decidono di organizzare una grande festa, invitando anche le famiglie dei loro mariti. È così che Claude e Marie si ritroveranno la casa invasa di persone, tra i genitori di Rachid, David, Chao e Charles, che non sembrano andare molto d’accoro tra di loro…

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Recensione

In epoca di lotte e incomprensioni razziali e culturali, via libera per un terzo film di una serie che cerca di fare commedia su questi temi come Non sposate le mie figlie, di grande successo in patria ma anche da noi.

I consuoceri scatenano il caos 

Torna il 1 dicembre anche nelle sale italiane, con una terza divertente disavventura la saga che vede protagonista la famiglia Verneuil, che si è aggiudicata un posto nella Top 100 dei maggiori successi della storia del cinema in Francia e ha divertito milioni di spettatori in tutto il mondo. In Non sposate le mie figlie!3 il pubblico assiste a una movimentata riunione di famiglia. A complicare la vita di Claude e Marie, oltre a figli, generi e nipoti, ci si mette anche l’arrivo, a loro insaputa, di un esercito di consuoceri, sbarcati da tre diversi continenti per condividere la gioia del ragguardevole traguardo di quarant’anni di matrimonio della coppia. A organizzare il tutto, ovviamente, le quattro figlie che costringono alla collaborazione i quattro recalcitranti mariti, tutt’altro che entusiasti alla prospettiva di riabbracciare i propri genitori. Questi in effetti, sono, ovviamente, tutti piuttosto eccentrici: i consuoceri ivoriani, in particolare il padre di Charles, sono volitivi e polemici, i genitori di David, in Israele vivono da separati in casa e si portano i loro litigi fino in Francia, il consuocero algerino si impone con la propria ex rock band per intrattenere gli invitati del ricevimento sul palco, mentre i genitori di Chao non hanno mai perdonato un errore fatale che il pubblico scoprirà in un esilarante flashback che racconterà del viaggio di Claude e Marie a Pechino.

Le premesse per farsi belle risate ci sono tutte. Certo, per chi ha visto i primi film, in particolare il primo, qualche situazione comica apparirà famigliare, ma il pubblico che l’ha già apprezzata può contare anche in questo terzo capitolo su un tipo di comicità diretta, a tratti grottesca e fisica che non tradisce se stessa, su un’affiatata coppia di protagonisti brillanti e su un coro di personaggi, vecchi e nuovi, stravaganti e comicamente ben caratterizzati.

Valentina Di Nino – www.today.it/

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IL CORSETTO DELL’IMPERATRICE [dal 7 dicembre]

2022-11-30T18:44:41+01:0028 Novembre 2022|Prossimamente|

Proiezioni

Mer 7 dicembre: ore 21,00
Gio 8 dicembre: ore 16,15 – 18,30 – 21,00
Ven 9 dicembre: ore 21,00
Sab 10 dicembre: ore 21,00
Dom 11 dicembre: ore 16,15 – 18,30 – 21,00
Mer 14 dicembre: ore 21,00

Titolo originale: Corsage
Nazione: Australia, Lussemburgo, Germania, Francia
Anno: 2022
Genere: Biografico, Drammatico, Storico
Durata: 113 min
Regia: Marie Kreutzer
Cast: Vicky Krieps, Colin Morgan, Finnegan Oldfield, Tamás Lengyel, Aaron Friesz, Jeanne Werner
Produzione: Arte France Cinéma, Film AG Produktion, Kazak Productions, Komplizen Film, Samsa Film
Distribuzione: BIM Distribuzione

 

 

Trama

Ritratto inedito e moderno dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria, interpretata da una maestosa Vicky Krieps, premiata per la sua sorprendente interpretazione a Cannes 2022. Il film è candidato agli European Film Awards per Miglior Film, Miglior Regia e Miglior Attrice.

L’imperatrice Elisabetta d’Austria è idolatrata per la sua bellezza e famosa in tutto il mondo per essere una fonte di ispirazione per le nuove tendenze di moda. Ma nel 1877, ‘Sissi’ celebra il suo quarantesimo compleanno e deve combattere per preservare la sua immagine pubblica allacciando il suo corsetto in modo sempre più stretto. Mentre, nonostante il suo volere, il suo ruolo si riduce a mero atto performativo di presenza, la sete di conoscenza di Elisabetta e il suo entusiasmo per la vita la rendono sempre più irrequieta a Vienna. Inizia a viaggiare in Inghilterra e in Baviera, si reca a fare visita ad ex amanti e amici di vecchia data, alla ricerca dell’eccitazione e della determinazione che provava in gioventù. Con un avvenire di doveri strettamente cerimoniali già fissato che l’attende, Elisabetta si ribella contro l’immagine iperbolica di se stessa e architetta un piano per tutelare il suo lascito culturale.

Trailer

Recensione

Sissi si ribella agli anta

Dal 7/12 il film di Kreutzer, rivale di Nostalgia agli Oscar

Tre film popolari degli anni ’50 con Romy Schneider, replicati in tv moltissime volte, un film del 2009 con Cristiana Capotondi, una serie su Netflix di grande successo in autunno e un film d’autore premiato al festival di Cannes e non solo: il fascino di Elisabetta d’Austria, la principessa Sissi di Baviera diventata imperatrice sposando Franz Joseph è incredibilmente lontano dal tramontare.

Mentre Netflix vara la seconda stagione dell’Imperatrice a grande richiesta dal 7 dicembre arriva in sala, distribuito da Bim, IL CORSETTO DELL’IMPERATRICE (Corsage) diretto da Marie Kreutzer, tra le belle sorprese di Cannes 2022.

E’ rivale di Nostalgia di Mario Martone nelle nomination agli Oscar internazionali essendo il candidato austriaco. La protagonista Vicky Krieps, che ne è anche produttrice esecutiva, ha vinto il premio per la sua interpretazione a Cannes a Un certain regard, mentre al London Film Festival è stato premiato come miglior film ed è candidato a tre Oscar europei, gli Efa il 10 dicembre a Reykjavík.

Con una regia e una interpretazione notevoli, Il Corsetto dell’Imperatrice aggiunge nuove luci sulla figura inquieta di Elisabetta concentrandosi su un periodo poco esplorato, seppure ovviamente con le licenze cinematografiche. L’azione si svolge lungo un anno di vita, tra il 1877 e il 1878 quando l’imperatrice Elisabetta, sempre più insofferente alla corte di Vienna, per niente convinta di essere relegata ad un ruolo di pura rappresentaza, in crisi coniugale, cerca di liberarsi anche materialmente dalla conformità del suo stile di vita incentrato sull’immagine, oggi diremmo da pop star o influencer, adorata dal popolo, sempre perfetta e in forma. Invece Elisabetta ha 40 anni, un’età critica per una donna dell’Ottocento, sente di non essere attraente come un tempo e lotta per indipendenza e autonomia, si direbbe ora per un’autodeterminazione. E’ il Natale del 1877, quando Elisabeth, nota per la sua grande bellezza, compiendo 40 anni viene ufficialmente considerata una donna anziana e comincia a nascondersi indossando sul viso una veletta. In crisi con il marito imperatore, Elisabeth comincia a vedere vecchi amanti e a viaggiare in Europa, tentando disperatamente di sentirsi ancora quella di un tempo e trovare un nuovo posto.

“Pensavo che potesse essere una bella storia sulle donne di quell’epoca, ma ancora oggi, cresciute, ‘addestrate’ a compiacere per essere amate”, ha detto la regista Marie Kreutzer convinta che il messaggio di Sissi sull’oppressione femminile risuoni ancora oggi. L’interpretazione di Vicky Krieps è seducente: una donna fuori dal tempo intrappolata dal suo ruolo pubblico, dalla sua stessa immagine, che desidera di liberarsi. Questa superba attrice nata in Lussemburgo, già vista nel Filo Nascosto e Stringimi Forte, nel 2023 in sala con i nuovi due film internazionali sui Tre Moschettieri (interpreta la regina Anna), è stata scelta per guidare la storia di fantasmi Went Up The Hill con l’attore di Stranger Things Dacre Montgomery, attualmente in pre produzione.

Alessandra Magliaro – www.ansa.it

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RUSH [gio 11 novembre – € 2,00 per tutti]

2022-11-11T11:18:53+01:003 Novembre 2022|Archivio|

Rassegna 20 anni del DONFIORENTINI

Giovedì 10 novembre: ore 21,00
Prezzo unico € 2,00

Regista: Ron Howard
Cast: Chris Hemsworth, Daniel Brühl, Olivia Wilde, Christian McKay, Pierfrancesco Favino, Natalie Dormer, Alexandra Maria Lara, James Michael Rankin, Jensen Freeman
Genere: Azione, Biografico, Drammatico
Anno: 2013
Paese: USA
Durata: 123 min
Produzione: Cross Creek Pictures, Egoli Tossell Film, Exclusive Media Group
Distribuzione: 01 Distribution

 

Trama

L’austriaco Niki Lauda e l’inglese James Hunt s’incontrano per la prima volta sui circuiti di Formula 3. Uno è metodico, razionale, non particolarmente simpatico; l’altro è un donnaiolo che si gode la vita e corre come se non ci fosse un domani. La loro rivalità diventa storica e segna una stagione incredibile dell’automobilismo, fatta di drammi indelebili e miracolose riprese…

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THE KING’S SPEECH [gio 17 novembre – € 2,00 per tutti]

2022-11-17T21:10:20+01:002 Novembre 2022|Archivio|

Rassegna 20 anni del DONFIORENTINI

Giovedì 17 novembre: ore 21,00
Prezzo unico € 2,00

IL DISCORSO DEL RE
IN LINGUA ORIGINALE – sottotitolato in italiano

Genere: Drammatico, Storico
Anno: 2010
Regia: Tom Hooper
Attori: Colin Firth, Guy Pearce, Helena Bonham Carter, Timothy Spall, Geoffrey Rush, Jennifer Ehle, Derek Jacobi, James Currie, Tim Downie, Michael Gambon, Anthony Andrews, Eve Best, Claire Bloom
Paese: Gran Bretagna, Australia
Durata: 111 min
Distribuzione: Eagle Pictures
Sceneggiatura: David Seidler
Produzione: See Saw Films, Bedlam Productions

Trama

Duca di York e secondogenito di re Giorgio V, Bertie è afflitto dall’infanzia da una grave forma di balbuzie che gli aliena la considerazione del padre, il favore della corte e l’affetto del popolo inglese. Figlio di un padre anaffettivo e padre affettuoso di Elisabetta (futura Elisabetta II) e Margaret, Bertie è costretto suo malgrado a parlare in pubblico e dentro i microfoni della radio, medium di successo degli anni Trenta. Sostituito il corpo con la viva voce, il Duca di York deve rieducare la balbuzie, buttare fuori le parole e trovare una voce. Lo soccorrono la devozione di Lady Lyon, sua premurosa consorte, e le tecniche poco convenzionali di Lionel Logue, logopedista di origine australiana. Tra spasmi, rilassamenti muscolari, tempi di uscita e articolazioni più o meno perfette, Bertie scalzerà il fratello “regneggiante”, salirà al trono col nome di Giorgio VI e troverà la corretta fonazione dentro il suo discorso più bello. Quello che ispirerà la sua nazione guidandola contro la Germania nazista…

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IL PRINCIPE DI ROMA [da sabato 19 novembre]

2022-11-23T21:21:06+01:002 Novembre 2022|Archivio|

Proiezioni

Sabato 19 novembre: ore 21,00
Domenica 20 novembre: ore 18,30 – 21,00
Mercoledì 23 novembre: ore 21,00

Titolo originale: Il principe di Roma
Nazione: Italia
Anno: 2022
Genere: Commedia, Storico
Durata: 92 min
Regia: Edoardo Falcone
Cast: Marco Giallini, Giulia Bevilacqua, Filippo Timi, Sergio Rubini, Denise Tantucci, Antonio Bannò, Andrea Sartoretti, Liliana Bottone, Giuseppe Battiston, Massimo De Lorenzo
Produzione: Lucky Red con Rai Cinema e in collaborazione con Sky
Distribuzione: Lucky Red

 

 

Trama

– Roma, 1829 –
Bartolomeo (Marco Giallini) è un uomo d’affari benestante che ambisce a diventare un nobile. La cosa che desidera più di tutte, infatti, è un titolo nobiliare, ma ottenerlo non è così facile.

È così che il nostro Bartolomeo cerca di racimolare abbastanza denaro per stipulare un accordo clandestino con il principe Accoramboni: se gli darà la cifra richiesta, il nobile concederà all’uomo d’affari la mano di sua figlia, permettendogli così di ottenere il bramato titolo.

Mentre cerca di recuperare tutti i soldi necessari per sancire l’atto, Bartolomeo si mette in viaggio a cavallo, ma non immagina che lungo il percorso s’imbatterà in diversi compagni e che l’itinerario non lo porterà a ricavare il denaro, ma a ottenere ben altro, una nuova consapevolezza di se stesso…

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Recensione

Il Principe di Roma segna una nuova collaborazione fra il regista Edoardo Falcone e Marco Giallini e prende spunto un po’ dai film di Luigi Magni e un po’ da Canto di Natale di Charles Dickens. La ricostruzione d’ambiente è notevole e anche gli attori, mai volgari o caricaturali.

Nella prima scena de Il Principe di Roma, Marco Giallini posa per un ritratto e, rigorosamente in romanesco, non fa mistero della sua villania prendendo a male parole il pittore. Siccome l’attore indossa abiti costosi e non si trova in una stamberga, il paragone fra il suo signor Bartolomeo e il protagonista de Il Marchese del Grillo nasce spontaneo, anche perché il nostro Rocco Schiavone ha fatto tesoro della lezione dei grandi mattatori italici nel suo approccio alla commedia. E invece, la storia che Edoardo Falcone ha voluto raccontare nel suo nuovo film ha poco a che vedere con il capolavoro di Mario Monicelli del 1981 con Alberto Sordi. La ragione non va individuata solamente nella dichiarata ispirazione a “Canto di Natale” di Charles Dickens, con i famosi tre fantasmi che appaiono allo sgradevole ed egocentrico protagonista. Piuttosto, l’unicità della favola non natalizia ambientata nella capitale nel 1829 sta nell’assoluta mancanza di volgarità, goliardia ed esagerazione picaresca, oltre che in una soffusa malinconia che avvolge alcune scene chiave: momenti delle riprese in cui Giallini si è commosso e che parlano di affetti perduti per sempre o ritrovati.

Il futuro Principe Accoramboni (sempre Bartolomeo, che si chiamerà così dopo che avrà sposato una nobile fanciulla) non somiglia però così tanto a Ebenezer Scrooge, visto che possiede senso dell’umorismo, saggezza popolare e sarcastico disincanto. Meo qualcosa di buono ce l’ha fin dal principio – e probabilmente giocano a suo favore il grande cuore e gli occhi buoni di Marco Giallini – e lo dimostra, ad esempio, mentre osserva, insieme al primo spettro, la sua triste infanzia in un orfanotrofio.

Ma c’è dell’altro, perché il regista, come sovente accade, si serve di una vicenda che si svolge nel passato per parlare dei mali del presente, anche se a lui piace dire che ne Il Principe di Roma ha trattato soprattutto di valori universali. Osservando la distanza sempre maggiore fra i nobili, privilegiati e annoiati, e il popolo che muore di fame, si pensa per esempio con rammarico alla nostra povera Italia, con la sua classe politica coperta d’oro da una parte, e dall’altra i nuovi poveri, sempre più numerosi. E poi ci sono le donne, che hanno fatto passi da gigante rispetto alla metà del XIX° secolo e non sono più così alla mercé degli appetiti sessuali di chi occupa una posizione di potere, ma che spesso restano inascoltate e, se non finiscono come Beatrice Cenci, che comunque si rese colpevole di parricidio, riescono a farsi giustizia fra mille pregiudizi e difficoltà.

Passando ai valori universali tanto cari a Falcone, anch’essi sono portatori di un po’ di tristezza e non permettono al film di crogiolarsi nella commedia o di affidarsi all’improvvisazione e al birignao di chi spicca per talento anche quando mette il pilota automatico. Nel Principe di Roma si parla del tempo che inesorabilmente passa, delle conseguenze dolorose di scelte magari scellerate ma da cui non si può tornare indietro, degli affetti e della memoria, che forse è il patrimonio più prezioso che abbiamo, sia come singoli individui che come razza umana.

Laddove invece si ride di gusto è nelle sequenze con i fantasmi legati al presente e all’avvenire. Filippo Timi che impersona Giordano Bruno è irresistibile, e che dire di Giuseppe Battiston senza barba che interpreta Papa Borgia? Nel film si coglie subito la grande passione dei due attori per i loro personaggi, così come è evidente l’amore che Edoardo Falcone ha per Roma: per la sua storia, per le sue strade e i suoi monumenti, per il dialetto che vi si parla e per quei film che l’hanno ben rappresentata, a cominciare da Nell’anno del Signore di Luigi Magni. Questo affetto sincero spiega anche la cura che il regista ha messo nella direzione degli attori, seguiti scrupolosamente battuta dopo battuta, nella costruzione di un linguaggio che prende spunto dall’opera di Gioacchino Belli, e nell’aspetto visivo del film, e qui è evidente l’influenza delle stampe di Bartolomeo Pinelli e delle litografie di Thomas.

Infine c’è la Roma esoterica, dove, nei vicoli e sotto i ponti, dietro Castel Sant’Angelo (che è un’ex prigione) e fra le colonne di San Pietro, si annidano i fantasmi, in particolare quelli di persone assassinate o che hanno avuto una morte violenta. Nella città che è stata il simbolo dell’Impero Romano, ci sono state fin troppe esecuzioni e stragi, e se anche Il Principe di Roma non ce lo ricorda esplicitamente, dovremmo individuare noi delle similitudini con il nostro mondo e il nostro tempo, e in fondo basta guardare il fratello rivoluzionario di Meo ridotto in povertà per stabilire delle analogie.

Se invece, guardando Il Principe di Roma, preferiamo solo divertirci e non pensare a niente, possiamo stare sicuri che Sergio Rubini, Marco Giallini, Giulia Bevilacqua e i due già citati Timi e Battiston esaudiranno questo nostro desiderio di leggerezza.

Carola Proto – www.comingsoon.it

Prezzi

BIGLIETTO INTERO € 7,50
BIGLIETTO RIDOTTO € 6,00

• BAMBINI da 4 a 12 anni
• ADULTI oltre 60 anni
• PORTATORI DI HANDICAP
• GIORNALISTA, dietro presentazione di tesserino
• MILITARI
• il MERCOLEDÌ (escluso festivi e prefestivi, e nel giorno di uscita di un film): per TUTTI
• il VENERDÌ (escluso festivi e prefestivi) per i soci i possessori di:
a) tessera “Vieni al cinema” con di foto di riconoscimento oppure senza foto purché accompagnata da tessera dell’Ente
b) tessera ACI (Automobile Club d’Italia)
c) card Cultura del comune di Imola
d) tesserati Azione Cattolica (adulti, giovani e giovanissimi)

BIGLIETTO OMAGGIO

ACCOMPAGNATORE DI PORTATORE DI HANDICAP
BAMBINI fino a 3 anni
POSSESSORI DI TESSERA DEGLI ESERCENTI SALA CINEMATOGRAFICA (AGIS-ACEC, AGIS-ANEC, ANEM..)
POSSESSORI DI TESSERA ‘EUROPA CINEMAS’

IO & ANNIE [gio 24 novembre – € 2,00 per tutti]

2022-11-25T09:05:34+01:002 Novembre 2022|Archivio|

Rassegna 20 anni del DONFIORENTINI

Giovedì 24 novembre: ore 21,00
Prezzo unico € 2,00

IO & ANNIE

Genere: Commedia, sentimentale
Anno: 1977
Regia: Woody Allen
Attori: Woody Allen, Diane Keaton, Tony Roberts, Carol Kane, Paul Simon, Shelley Duvall
Paese: U.S.A.
Durata: 111 min
Produzione: United Artists, MGM
Distribuzione: Cineteca di Bologna

Trama

Alvy Singer, un popolare comico televisivo newyorkese affetto da mille insicurezze e nevrosi, ripercorre la sua tenera storia d’amore con Annie Hall, una ragazza vivace e un po’ bizzarra: il resoconto della loro relazione, tra difficoltà e riconciliazioni, sarà l’occasione per Alvy di riflettere anche sul senso dell’esistenza, sulle grandi domande della vita e sulla complessa natura dell’amore.
Uscito nel 1977, Io e Annie è la pellicola che ha segnato una svolta decisiva nella carriera di Woody Allen, uno dei più geniali registi, scrittori, attori e commediografi dei nostri tempi, dopo le fortunatissime parodie che avevano caratterizzato i primi anni della sua produzione.

Trailer

 

Prezzi

BIGLIETTO UNICO € 2,00

BIGLIETTO OMAGGIO

ACCOMPAGNATORE DI PORTATORE DI HANDICAP
BAMBINI fino a 3 anni
POSSESSORI DI TESSERA DEGLI ESERCENTI SALA CINEMATOGRAFICA (AGIS-ACEC, AGIS-ANEC, ANEM..)
POSSESSORI DI TESSERA ‘EUROPA CINEMAS’

RASSEGNA 20 anni DONFIORENTINI 2002-2022

2022-11-28T22:14:50+01:002 Novembre 2022|Archivio|

Finalmente il programma della rassegna per festeggiare i nostri primi 20 anni

3 film a 2 € per tutti a partire dalle ore 21…

1 film GRATIS per tutti a partire dalle ore 21…

CLASSICI PER TUTTI I GUSTI

giovedì 10/11 – RUSH

giovedì 17/11 IL DISCORSO DEL RE (in lingua originale con sottotitoli in italiano)

giovedì 24/11 IO E ANNIE

giovedì 01/12 LA FABBRICA DI CIOCCOLATO:      GRATISSSSSSS

A 2 € FILM CLASSICI PER TUTTI AL CINEMA DONFIORENTINI
PER FESTEGGIARE 20 ANNI DALLA RIAPERTURA

Novembre mese di coccole enogastronomiche a Imola e dintorni.
Il cinema-teatro ‘donfiorentini’ propone un menù di classici ai palati cinefili per festeggiare i 20 anni dalla riapertura.

La storia. L’origine del cinema-teatro ‘donforentini’ affonda in realtà, come molti imolesi sanno, ben prima del 2002: all’inizio degli anni ’60 molte nuove famiglie, provenienti dalle campagne e da comuni limitrofi e non, affluirono nella città di Imola per rispondere alla crescente necessità di forza lavoro. Don Giulio Minardi, allora parroco profetico e prolifico del Carmine nel cui territorio si estendevano i terreni corrispondenti all’attuale quartiere Marconi, si adoperò nella costruzione di fabbricati residenziali e del complesso ‘Casa del fanciullo’ che comprendeva, e comprende tutt’oggi, attorno alla chiesa, il cinema-teatro, i campi da calcio e basket e la scuola dell’infanzia.

Il ‘cinema parrocchiale’ ha offerto, in quella seconda parte del Novecento, film nel fine settimana e l’allestimento delle spassose commedie, in italiano ed in dialetto romagnolo, delle filodrammatiche della zona.
Si chiuse per necessità di adeguamento alle normative vigenti alla fine degli anni ’90, e si fecero strada incertezze sul futuro della sala. Nel 2000 l’arrivo di un nuovo parroco appassionato di cinema e consigliere dell’ACEC Emilia Romagna (Associazione cattolica Esercenti Cinema), don Pietro Marchetti, ha fatto sì che la sala riaprisse per la prima proiezione il 12 ottobre 2002 con il nome di ‘donfiorentini’ (omaggio a un sacerdote della parrocchia del Carmine che ebbe a cuore il coinvolgimento e la crescita dei giovani anche attraverso il cinema ed il teatro).
È nata una ‘sala della comunità’ aperta alla città e al territorio circostante, cioè uno spazio in cui la cultura e l’intrattenimento generano emozioni e pensieri che si vivono insieme alle persone che sono presenti con noi in sala in quel momento. Tutte. Di ogni provenienza.

Una sala della comunità è una delle frontiere con le quali le parrocchie o gli enti religiosi, si aprono alla città, e la Chiesa al mondo, accogliendolo in ogni manifestazione dell’essere umano.
Se tutto questo è stato ed è tuttora possibile è grazie ai parroci che si sono succeduti credendo nella valenza di questa struttura, e ad un nutrito gruppo di volontari appassionati di provenienza ed età eterogenea che credono nel cinema e nel teatro come espressioni d’arte immersive e coagulanti, che possono generare occasione di riflessione, crescita e confronto proficui.

Si fa dell’accoglienza un valore imprescindibile: ci appassiona incontrare sera dopo sera il pubblico affezionato, così come vedere lo stupore e poi il sorriso di chi ci scopre per la prima volta ancora adesso.

Oggi. La sfida di mantenere aperta una sala cinematografica è ardua, come si sa: la crisi pandemica e la conseguente diffusione generalizzata delle piattaforme streaming mette il sistema sala a dura prova. A questo si aggiungono ora gli alti costi dell’energia. Per questo motivo molte sale sul territorio nazionale non hanno riaperto.
Noi con il parroco don Massimo Martelli e come le altre sale del territorio, sentiamo la responsabilità di continuare ad offrire questo servizio: crediamo nella sua valenza intrinseca e sentiamo la responsabilità verso gli incentivi governativi ricevuti nei mesi scorsi con la consapevolezza che cinema e teatro sono una risorsa per tutta la città e la diocesi.
Sappiamo che è solo su un grande schermo che è possibile apprezzare appieno il lavoro di ogni professionista (e quanti sono!) coinvolto nella realizzazione di un film, scrollarsi di dosso la pigrizia (anche nell’intrattenere relazioni) e … vivere anche attraverso il cinema ed il teatro mille storie ed emozioni.
Insomma questi 20 anni insieme sono un buon pezzo di storia nella nostra città. Per questo abbiamo pensato ad un menù variegato:
‘Rush’, omaggio alla vocazione per la velocità della nostra città.
‘Il discorso del re’ per riallacciarsi all’attualità nel mondo: un anno significativo nella monarchia inglese. E per essere sempre più cittadini del mondo, questo film sarà proiettato in lingua originale con sottotitoli in italiano: un modo per apprezzare al meglio il lavoro degli attori. Provateci e non ve ne pentirete.
‘Io e Annie’ un superclassico della filmografia di uno dei registi statunitensi più iconici.
Infine ‘La fabbrica di cioccolato’ pensando anche ai più piccoli, in attesa del nuovo capitolo che
uscirà nei prossimi mesi.

Vi aspettiamo per gustare insieme il buon cinema.
Irene 

XXIII rassegna dialettale Don Romano Fiorentini

2022-11-28T19:32:00+01:001 Novembre 2022|Prossimamente, Rassegne|

Dopo due anni di sospensione delle recite a causa della pandemia torna al cinema teatro donfiorentini, nel periodo gennaio – marzo 2023 con una singola serata (lunedì), la Rassegna dialettale Don Romano Fiorentini. Le Compagnie, con rinnovata passione, anche per riallacciare il rapporto con il pubblico, porteranno sul palco i loro testi per mantenere vivo il dialetto romagnolo che, con la sua espressività ed immediatezza nel descrivere le situazioni quotidiane, porterà sicuramente le persone a sorridere!


Ingresso € 8,00
La Rassegna verrà effettuata nella sola serata del Lunedì.

Sarà possibile la prenotazione dei posti nelle sole serate della Rassegna, previo pagamento del costo del biglietto, e quindi a partire dal 9 gennaio 2023 (dalle ore 20.00) presso la biglietteria.
Sarà altresì possibile l’acquisto dei biglietti in prevendita online tramite il sito www.donfiorentini.it o direttamente su www.liveticket.it/donfiorentini 
a decorrere dal 3 gennaio 2023.

 


LUNEDÌ
9 GENNAIO 2023
ORE 20.45

Compagnia dei Giovani di Chiusura
“MI MUIÉR VÉDVA”
di U. Palmerini e A. Lucchini

LUNEDÌ
16 GENNAIO 2023
ORE 20.45

Filodrammatica di Casola Canina
“LA STASÒ DAL STELI”
di Massimo Abati

LUNEDÌ
23 GENNAIO 2023
ORE 20.45

La Filodrammatica di Ortodonico
“E DIRETOR DLA SCOLA”
di Stefano Palmucci

LUNEDÌ
30 GENNAIO 2023
ORE 20.45

Compagnia Il Piccolo di Imola
“LA TERRAZZA”
di Paola Settele

LUNEDÌ
6 FEBBRAIO 2023
ORE 20.45

Compagnia G.A.D. Città di Lugo
“E ADES CUM A FASEGNA?”
di Daniele Tassinari

LUNEDÌ
13 FEBBRAIO 2023
ORE 20.45

Compagnia dla Zercia di Forlì
“LA SUMARA AD TUGNARA”
di P. Maltoni e G. Spagnoli

LUNEDÌ
20 FEBBRAIO 2023
ORE 20.45

Compagnia Cui’ de Funtanò di Faenza
“MASET U N’È INCORA MORT”
di Angelo Gallegati

LUNEDÌ
27 FEBBRAIO 2023
ORE 20.45

Compagnia dialettale La Rumagnôla di Bagnacavallo
“LA BÂNCA DE PRIT”
di Stefano Palmucci

LUNEDÌ
6 MARZO 2023
ORE 20.45

Compagnia Amici del Teatro di Cassanigo
“AL CAMPÂN AD DON CAMÈL”
di Spadoni – Marescotti

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