Proiezioni

Mercoledì 26 febbraio: ore 21,00
Venerdì 28 febbraio: ore 21,00
Domenica 2 marzo: ore 15,30

Titolo originale: The Seed of the Sacred Fig
Nazione: Iran
Anno: 2024
Genere: Drammatico
Durata: 2 h 37 min
Regia: Mohammad Rasoulof
Cast: Soheila Golestani, Missagh Zareh, Setareh Maleki, Mahsa Rostami, Niousha Akhshi, Reza Akhlaghirad, Shiva Ordooie
Produzione: Run Way Pictures, Parallel45
Distribuzione: Lucky Red con Bim Distribuzione

 

 

 

 

 

 

Trama

Il Seme del Fico Sacro, film diretto da Mohammad Rasoulof, è ambientato a Teheran, dove i festeggiamenti per la promozione di Iman a giudice istruttore del Tribunale della Guardia Rivoluzionaria coincidono con il movimento di protesta popolare a seguito della morte di una giovane donna.
Iman è alle prese con il peso psicologico del suo nuovo ruolo. Mentre le sue figlie, Rezvan e Sana, sono scioccate e, allo stesso tempo, elettrizzate dagli eventi, la moglie Najmeh cerca di fare del suo meglio per tenere insieme la famiglia.
Quando Iman scopre che la sua pistola d’ordinanza è sparita, sospetta delle tre donne. Spaventato dal rischio di rovinare la sua reputazione e di perdere il lavoro, diventa sempre più paranoico e inizia, in casa propria, un’indagine in cui vengono oltrepassati tutti confini, uno dopo l’altro…

Curiosità

Candidato agli Oscar 2025 come Miglior Film internazionale e vincitore del Premio Speciale della giuria al Festival di Cannes 2024.

Il regista è stato attaccato dal governo della Repubblica Islamica dell’Iran, che l’anno scorso gli ha impedito di recarsi al Festival di Cannes, dove era stato invitato a far parte della giuria di Un certain Regard. Gli è stato confiscato il passaporto dalle autorità iraniane dopo aver presentato A Man of Integrity a Telluride Film Festival, negli USA, ed è stato condannato al carcere (è la terza pena detentiva che sconta in Iran). Dopo mesi di detenzione, è stato rilasciato a causa delle sue condizioni di salute.

Trailer

Recensione

Una famiglia alle prese con un sfaldamento della quiete domestica, proprio mentre l’Iran sta vivendo le proteste della rivoluzione femminile contro il regime. Niente più metafore, Rasoulof regala un dramma dritto contro il cuore della dittatura. La recensione di Mauro Donzelli.

Ormai non ci sono più metafore, si va dritti contro il regime iraniano, a sostengo di una rivoluzione che nasce dalle donne e all’interno di ogni nucleo familiare, con la speranza che travolga la cieca dittatura patriarcale dei mullah. Difficile prescindere da quanto accaduto al di fuori del suo ultimo set e del grande schermo a Mohammad Rasoulof, fra i migliori autori iraniani, che dopo aver concluso il montaggio di The Seed of the Sacred Fig è fuggito dal paese per presentarlo in concorso al Festival di Cannes, dopo una condanna folle a otto anni di prigione, con tanto di frustate annesse. Perché è da anni, da una carriera, che Rasoulof è un artista sul filo della vendetta del regime per i suoi film, come il precedente, Il male non esiste, splendido racconto in quattro episodi sulla pena di morte in Iran, per cui gli venne vietato di lasciare il paese, e quindi di ritirare l’Orso d’oro vinto a Berlino nel 2020.

Ma prima di tutto, The Seed of the Sacred Fig, è un ottimo esempio di cinema fra dramma e paranoia, lungo quel crinale scosceso in cui facilmente piccole situazioni apparentemente marginali possono portare una famiglia a deragliare completamente, portando con sé una figura patriarcale che evidentemente rappresenta anche il sistema di potere dei mullah, paranoico e chiuso all’esterno, lontano da ogni esigenza e richiesta di un popolo giovane e vitale, sempre più stufo di accettare imposizioni che restringono la sfera di ogni libertà, privata e ancora più pubblica. Se il nucleo di prima organizzazione di ogni società è la famiglia, Rasoulof racconta di un padre, di una madre e moglie e delle tre giovani figlie, impegnate fra scuola superiore e università.

Un’apparente lieta notizia, da festeggiare, come la promozione del patriarca a un ruolo da inquirente nel sistema giuridico iraniano, anticamera della promozione a giudice, coincide con l’esplosione della rivoluzione Donna, vita, libertà. Occasione per rendere partecipi le figlie del suo lavoro, prima tenuto segreto, mentre le giovani vivono la tensione per strada e nella loro quotidianità, sempre meno disposte a seguire le regole della casa rigide e perfettamente allineate con il regime. Basta la sparizione della pistola del padre per scatenare una paranoia sempre più irragionevole, mentre la svolta di carriera – con casa e benefit economici inclusi – sembra a rischio. Il suo ruolo pubblico, di fatto solo da imbratta carte e boia pronto a mettere una firma su condanne già altrove decise, sembra incrinarsi in una piccola rivolta domestica, fino a una resa dei conti da thriller pieno di suspence, in un contesto suggestivo e antico come la storia della Persia.

Rasoulof fa ampio uso delle immagini prese dai social delle tante dimostrazioni di immenso coraggio di donne in tutto l’Iran, pronte ad accompagnare una presa di consapevolezza delle due ragazze, nel momento in cui i fatti non vengono più rilanciati a cena o dalle televisioni del regime, ma sono sotto i loro occhi. Si rendono conto che chi viene picchiata e arrestata è la gioventù comune, non trattandosi certo di facinorose criminali. The Seed of the Sacred Fig prosegue come un viaggio a spirale, generando una tensione da thriller di classe, mentre si stringe lo stomaco a vedere un coraggio nella ribellione in cerca di libertà che non rimane certo confinata sullo schermo, ma genera un corto circuito emotivo con quanto accade nel dramma della realtà. Non è forse il miglior film di Rasoulof, ma sicuramente è il più politico e coraggioso.

Mauro Donzelli – www.comingsoon.it

Prezzi

BIGLIETTO INTERO € 7,50
BIGLIETTO RIDOTTO € 6,00

_ BAMBINI e RAGAZZI da 4 a 24 anni
_ ADULTI da 65 anni in su
_ PORTATORI DI HANDICAP
_ GIORNALISTA, dietro presentazione di tesserino
_ MILITARI
_ TITOLARI tessera ANEC – UNITA (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo)
_ il MERCOLEDÌ (escluso festivi e prefestivi, e nel giorno di uscita di un film): per TUTTI
_ il VENERDÌ (escluso festivi e prefestivi) per i soci i possessori di:
a) tessera “Vieni al cinema” con di foto di riconoscimento oppure senza foto purché accompagnata da tessera dell’Ente
b) tessera ACI (Automobile Club d’Italia)
c) card Cultura Area Metropolitana di Bologna
d) tesserati Azione Cattolica (adulti, giovani e giovanissimi)

BIGLIETTO OMAGGIO

ACCOMPAGNATORE DI PORTATORE DI HANDICAP
BAMBINI fino a 3 anni
POSSESSORI DI TESSERA DEGLI ESERCENTI SALA CINEMATOGRAFICA (AGIS-ACEC, AGIS-ANEC, ANEM..)
POSSESSORI DI TESSERA ‘EUROPA CINEMAS’