Proiezioni

Mercoledì 20 novembre: ore 21,00
Venerdì 22 novembre: ore 21,00
Sabato 23 novembre: ore 21,00
Domenica 24 novembre: ore 15,30 – 18,15

Titolo originale: The gladiator II
Nazione: Gran Bretagna, U.S.A.
Anno: 2024
Genere: Azione, avventura, drammatico
Durata: 148 minuti
Regia: Ridley Scott
Cast: Paul Mescal, Pedro Pascal, Connie Nielsen, Denzel Washington, Djimon Hounsou
Produzione: Paramount Pictures, Scott Free Productions, Red Wagon Entertainment, P + M Image Nation
Distribuzione: Eagle Pictures

 

 

 

 

Trama

200 d.C. Vent’anni dopo la morte di Massimo Decimo Meridio, il giovane Lucio, nipote di Marco Aurelio e figlio di Lucilla, viene ridotto in schiavitù in seguito alla conquista della Numidia, dove viveva con la moglie e il figlio, ad opera delle centurie di Marco Acacio. Ispirandosi a Massimo, Lucio decide di combattere come gladiatore e sfidare il potere degli imperatori Caracalla e Geta….

Trailer

Recensione

Ci sono due categorie di film di Ridley Scott: quelli che iniziano con cartelli che spiegano l’antefatto e quelli senza i cartelli. I primi sono la categoria più numerosa, solitamente o di fantascienza o di ambientazione storica, tutto ciò che ha bisogno di un po’ di scritte bianche su sfondo nero per introdurre l’ambientazione. E sono i più ambiziosi. Il Gladiatore II (anche scritto: Il GladIIatore, sul serio) non poteva che appartenere a questa prima categoria, quella della grande introduzione storica. Ci troviamo circa venti anni dopo gli eventi del primo film e non c’è nessun riferimento a Massimo Decimo Meridio, il gladiatore interpretato da Russell Crowe. Almeno all’inizio.

Il protagonista (Paul Mescal) è Lucio, romano che vive nel Nord Africa e lì viene fatto prigioniero, passando per la medesima odissea del primo film: dalle arene di provincia fino al Colosseo, in rotta con l’imperatore. Che stavolta sono due imperatori: i fratelli Geta e Caracalla. Un agente di gladiatori (Denzel Washington) usa questo suo eccezionale prigioniero/guerriero per arrivare a Roma e cercare di prendere il potere. Il gladiatore vince confronti, uccide animali e rivali, e le sue gesta e la sua fama lo portano all’interesse della corte, nei salotti che contano. Anche se non vorrebbe, anzi è restio a questa violenza e odia Roma e l’impero (non senza ragioni). Intanto, lì a Roma, un generale dell’esercito (Pedro Pascal) assiste alla decadenza della corte e finirà coinvolto nella trama.

L’attesa per Il Gladiatore II è l’attesa per un nuovo Russell Crowe, cioè un nuovo protagonista dotato di quel carisma naturale e quella capacità di occupare lo spazio scenico incarnando un guerriero indefesso che stia lì a dar vita ai valori virili più alti. Non è così. Non solo Paul Mescal (che è un attore bravissimo e qui dimostra lati di sé che non avevamo di certo visto in Normal People o Aftersun) non ha quel tipo di personalità, ma nemmeno il suo personaggio ce l’ha. Non ha nessun onore, nessun senso dell’etica, è solo qualcuno pieno di rancore che combatte per vendetta e odia gli imperatori e il governo centrale di Roma. È semmai Pedro Pascal, in tutt’altra parte e minore, a incarnare il carisma militare che aveva Crowe. Il nuovo gladiatore Lucio, non crede alla mitologia gladiatoria, non si beve la bugia della libertà da conquistare nell’arena. Sa che si muore e basta e ha un piano.

L’attesa per Il Gladiatore II è l’attesa per un nuovo Russell Crowe, cioè un nuovo protagonista dotato di quel carisma naturale e quella capacità di occupare lo spazio scenico incarnando un guerriero indefesso che stia lì a dar vita ai valori virili più alti. Non è così. Non solo Paul Mescal (che è un attore bravissimo e qui dimostra lati di sé che non avevamo di certo visto in Normal People o Aftersun) non ha quel tipo di personalità, ma nemmeno il suo personaggio ce l’ha. Non ha nessun onore, nessun senso dell’etica, è solo qualcuno pieno di rancore che combatte per vendetta e odia gli imperatori e il governo centrale di Roma. È semmai Pedro Pascal, in tutt’altra parte e minore, a incarnare il carisma militare che aveva Crowe. Il nuovo gladiatore Lucio, non crede alla mitologia gladiatoria, non si beve la bugia della libertà da conquistare nell’arena. Sa che si muore e basta e ha un piano.

In questo suo volersi modernizzare, il film è riuscito e ben fatto, ma non conquista mai l’epica del suo originale, né ritrova un protagonista con la medesima statura e capacità mitopoietica. Questo è un gladiatore a disagio nel suo ruolo e non potrà mai essere come quell’altro, che pareva nato per esserlo ed è rimasto un mito per i suoi colleghi. E così questo film pare a disagio nel dover esistere: combattuto tra la necessità di ricalcare il precedente e la voglia di raccontare altro. Uno che insegue le mode del cinema (i fumetti, il bromance, l’anacronismo, il rivoluzionarismo giovanile…), invece che fondarle.

Più ancora che per il primo film (e per i film storici in generale), quell’epoca romana raccontata è in realtà il nostro tempo. Dopo Francis Ford Coppola e il suo Megalopolis, questo è il secondo film in meno di un mese a usare l’Impero Romano e la sua decadenza per parlare dell’America e della sua di decadenza. Lo capiamo soprattutto quando Denzel Washington ricicla il sogno americano in sogno romano dicendo: “Ero schiavo e ora controllo l’Impero. Dove se non a Roma può accadere tutto questo?“. Solo che, se Coppola alla fine del suo film immagina che per il cambiamento serva una pace tra le parti sociali all’insegna della creatività (e di una nuova nascita), per Ridley Scott serve di abbattere e radere al suolo tutto per poi ricostruire.

È questa la grande differenza: Il Gladiatore era un film sugli ideali, che affermava che ciò che facciamo in vita riecheggia nell’eternità, quindi si può anche morire sereni (come fa Massimo Decimo Meridio) per una grande impresa. Era il 2000, poi la cosa non è invecchiata granché bene con l’emergere del terrorismo. Questo invece è un film in cui una nuova generazione vuole rimpiazzare quella vecchia e corrotta. È un film sull’abbattere i titani, un film pieno di rabbia per quello che il potere fa alle persone. Un film che non crede più in niente se non nel retaggio del passato (da qui la celebrazione del precedente Gladiatore). E più della rabbia del gladiatore interpretato da Paul Mescal, a passare è la rabbia di Ridley Scott.

Gabriele Niola – www.wired.it

Prezzi

BIGLIETTO INTERO € 7,50
BIGLIETTO RIDOTTO € 6,00

_ BAMBINI da 4 a 12 anni
_ ADULTI oltre 60 anni
_ PORTATORI DI HANDICAP
_ GIORNALISTA, dietro presentazione di tesserino
_ MILITARI
_ TITOLARI tessera ANEC – UNITA (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo)
_ il MERCOLEDÌ (escluso festivi e prefestivi, e nel giorno di uscita di un film): per TUTTI
_ il VENERDÌ (escluso festivi e prefestivi) per i soci i possessori di:
a) tessera “Vieni al cinema” con di foto di riconoscimento oppure senza foto purché accompagnata da tessera dell’Ente
b) tessera ACI (Automobile Club d’Italia)
c) card Cultura Area Metropolitana di Bologna
d) tesserati Azione Cattolica (adulti, giovani e giovanissimi)

BIGLIETTO OMAGGIO

ACCOMPAGNATORE DI PORTATORE DI HANDICAP
BAMBINI fino a 3 anni
POSSESSORI DI TESSERA DEGLI ESERCENTI SALA CINEMATOGRAFICA (AGIS-ACEC, AGIS-ANEC, ANEM..)
POSSESSORI DI TESSERA ‘EUROPA CINEMAS’