DIVERTIMENTO [da venerdì 30 maggio – ore 21]

DIVERTIMENTO [da venerdì 30 maggio – ore 21]

Proiezioni

Mercoledì 4 giugno: ore 21:00

 

Titolo originale: Divertimento
Nazione: Francia
Anno: 2025
Genere: Biografico, Drammatico, Musicale
Durata: 1 h 54 min
Regia: Marie-Castille Mention-Schaar
Cast: Oulaya Amamra, Lina El Arabi, Niels Arestrup, Zinedine Soualem, Nadia Kaci.
Produzione: Estello Films, France 2, Easy Tiger
Distribuzione: Europictures

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Trama

Dal cuore della banlieue parigina ai palcoscenici della musica classica: la vera storia delle sorelle Ziouani diventa un film che celebra talento, tenacia e il potere inclusivo dell’arte, con divertimento!

Zahia, ancora bambina, dirige un’orchestra immaginaria affacciata al balcone di casa, con le luci della banlieue parigina a fare da sfondo. Non c’è musica, ma nella sua mente ogni suono urbano (una sirena lontana, il passaggio di un treno) si trasforma in una sinfonia.

L’incredibile percorso delle sorelle Zahia e Fettouma Ziouani, due gemelle di origine algerina cresciute nei sobborghi di Parigi negli anni ‘90. In un mondo in cui la musica classica è ancora un territorio elitario, maschile e bianco, loro osano voler entrare dalla porta principale: Zahia come direttrice d’orchestra, Fettouma come violoncellista…

Trailer

Recensione

Un film accurato e quasi documentaristico sulla vera storia di Zahia Ziouani.

1995, sobborghi di Parigi. Zahia, 17 anni, sogna di diventare direttrice d’orchestra, mentre sua sorella gemella Fettouma è già un’affermata violoncellista. Cresciute immerse nella musica classica, entrambe desiderano condividerla con tutti, rendendola accessibile a chiunque, ovunque. Ma il loro sogno si scontra con le difficoltà di essere giovani donne di origine algerina ai margini della società. Da questa determinazione nasce “Divertimento”, un’orchestra che vuole abbattere ogni barriera e offrire a tutti l’opportunità di fare musica.

Ispirato alla storia di Zahia Ziouani, direttrice d’orchestra francese, Divertimento ripercorre con accuratezza quasi documentaria gli anni in cui la giovane coltiva il suo talento.

Con la sorella gemella violoncellista Fettouma, a 17 anni, viene infatti accettata alla prestigiosa scuola parigina Lycée Racine che ospita il fior fiore degli aspiranti musicisti, a volte dei veri talenti ma più spesso dei “figli di”. Mentre le due sorelle e il fratello vivono con il padre e la madre algerini in una banlieue a mezz’ora da Parigi (quando va bene e non ci sono manifestazioni e proteste nella Capitale). La sceneggiatura, scritta dalla stessa regista con Clara Bourreau, si sofferma molto sul racconto di questa diversità di provenienza che, nella scuola parigina di musica frequentata dalla classe medio-alta, trova il suo apice. Zahia, che aspira a diventare direttrice d’orchestra, trova subito un forte ostracismo nella sua classe che aveva già un compagno quasi predestinato a quella carriera in gran parte maschile.

Ma la ragazza ha dalla sua parte l’insegnante di musica che vede in lei un grande talento e la mette in competizione con il compagno. I contrasti tra le due parti della classe, i commenti malevoli, gli ammutinamenti dei musicisti sono però resi in maniera un po’ piatta sia dai dialoghi che dalla regia sempre molto attenta a non calcare mai la mano nella messa in scena degli aspetti più (melo)drammatici tipici invece, per intenderci, di un biopic all’americana. L’empatia dello spettatore con la sua eroina è però messa a dura prova da questa mancanza di profondità drammatica che, se da un lato, è vero, spesso rischia di risultare un furbo espediente narrativo, qui è proprio azzerata anche perché non c’è mai un vero confronto o scontro, magari ideologico o classista, tra i ragazzi.

Così come nel preciso racconto della famiglia algerina di lei, con il padre che accompagna le due figlie nella passione musicale e quasi dimentica il figlio maschio, alla fine non c’è una reale interazione con la sorella violoncellista. Anche qui la sceneggiatura sceglie di non creare un asse narrativo drammatico su loro due, magari sulle fatiche dei loro studi, sulla solidarietà nei momenti più difficili, lasciando agli sguardi, agli abbracci, ai non detti (la protagonista compulsa i suoi spartiti preferiti alla luce di una torcia sotto le lenzuola per non disturbare il sonno della sorella), più che alle parole, il racconto della loro sorellanza.

Quasi come contraltare a questa asciuttezza narrativa è invece tutta la lunga parte in cui Zahia entra nelle grazie del famoso direttore d’orchestra e compositore Sergiu Celibidache (ultimo film del grande attore francese Niels Arestrup) che cerca di formarla come direttrice d’orchestra con la tipica severità dei maestri. Il film scivola così tra lunghe chiacchierate tra i due e interi saggi di prova d’orchestra (la regista, che ha affidato la direzione musicale alle due ‘vere’ sorelle, dice di aver avuto in mente l’omonimo film di Fellini) che, seppur filologicamente impeccabili, non riescono a essere travolgenti per tutti gli spettatori per via di una messa in scena priva di originalità. A colmare questa distanza ci pensa la grande interpretazione di Oulaya Amamra che sa dare alla protagonista la giusta dose di determinazione ostinata alla stregua di Lina El Arabi nel ruolo della sorella che purtroppo, per scelta narrativa, non è determinante.

Grazie anche a loro la regia riesce a costruire momenti inventivi improvvisi come quando la protagonista si trova a isolare con l’ascolto suoni non strettamente musicali prodotti, ad esempio, dall’arrivo della metropolitana, dal sibilare del vento tra le foglie o, ancora, dallo sbattere delle uova… Meno felice la sequenza ripetuta in cui la protagonista che, non trova un’orchestra da dirigere, fa i movimenti di direttrice d’orchestra di notte sulla terrazza del suo palazzo con in lontananza la Capitale. Per sottolineare, ancora una volta e in maniera un po’ didascalica, la distanza della periferia dal centro con la conseguente differenza di classe che viene colmata dal valore universale della musica.

Pedro Armocida – www.mymovies.it

Prezzi

BIGLIETTO INTERO € 7,50
BIGLIETTO RIDOTTO € 6,00

_ BAMBINI e RAGAZZI da 4 a 24 anni
_ ADULTI da 65 anni in su
_ PORTATORI DI HANDICAP
_ GIORNALISTA, dietro presentazione di tesserino
_ MILITARI
_ TITOLARI tessera ANEC – UNITA (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo)
_ il MERCOLEDÌ (escluso festivi e prefestivi, e nel giorno di uscita di un film): per TUTTI
_ il VENERDÌ (escluso festivi e prefestivi) per i soci i possessori di:
a) tessera “Vieni al cinema” con di foto di riconoscimento oppure senza foto purché accompagnata da tessera dell’Ente
b) tessera ACI (Automobile Club d’Italia)
c) card Cultura Area Metropolitana di Bologna
d) tesserati Azione Cattolica (adulti, giovani e giovanissimi)

BIGLIETTO OMAGGIO

ACCOMPAGNATORE DI PORTATORE DI HANDICAP
BAMBINI fino a 3 anni
POSSESSORI DI TESSERA DEGLI ESERCENTI SALA CINEMATOGRAFICA (AGIS-ACEC, AGIS-ANEC, ANEM..)
POSSESSORI DI TESSERA ‘EUROPA CINEMAS’

2025-06-04T21:37:29+02:0028 Maggio 2025|Archivio|
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