Proiezioni
Sabato 13 dicembre: ore 21:00
Domenica 14 dicembre: ore 16:30
Domenica 14 dicembre: ore 20:30
in lingua originale con sottotitoli italiani
Titolo originale: Hiver a Sokco
Nazione: Francia, Corea del sud
Anno: 2024
Genere: Drammatico
Durata: 1 h 44 min
Regia: Koya Kamura
Cast: Bella Kim, Roschdy Zem, Mi-hyeon Park, Ryu Tae-ho, Gong Do-yu
Produzione: Keystone Films, Offshore
Distribuzione: Wanted
Trama
L’incontro, nel cuore gelido della costa coreana, tra Soo-Ha (Bella Kim), una giovane donna franco-coreana, e Yan Kerrand (Roschdy Zem), illustratore francese in cerca d’ispirazione…
Trailer
Recensione
Un esordio promettente su una storia d’amore al confine tra la Corea del Nord e del Sud.
A Sokcho, cittadina di pescatori vicina al confine settentrionale della Corea del Sud, la giovane Soo-ha lavora in una piccola pensione. È franco-coreana, ma non ha mai lasciato il Paese: il mondo le arriva solo attraverso i racconti degli altri. Quando alla pensione arriva Yan Kerrand, illustratore francese alla ricerca di ispirazione per il suo nuovo graphic novel, tra i due nasce un rapporto sottile, fatto di silenzi, piccoli gesti, attrazioni trattenute. Mentre l’artista tenta di superare un blocco creativo, Soo-ha si ritrova a rivivere, senza volerlo, le dinamiche sentimentali della madre, risucchiata in un ciclo di desideri e delusioni.
Tratto dal romanzo pluripremiato di Elisa Shua Dusapin, Un inverno in Corea è il racconto di una relazione che si realizza più nel non detto e nelle sfumature che nell’interazione tra i suoi personaggi.
Soo-ha è incuriosita e poi attratta da Yan perché francese come il padre che non ha mai conosciuto, perché artista come lei non è mai stata, perché viaggiatore solitario, agli antipodi di una vita vissuta tra la cucina e il desk di una pensioncina. Eppure Soo-ha ha coltivato la speranza di un momento come questo negli anni, imparando il francese e sognando una vita più soddisfacente.
L’attrazione tra Soo-ha e Kerrand assume connotati quasi edipici, perché la ragazza sembra ripercorrere consapevolmente le orme sentimentali della madre. È un loop affettivo che la condanna al mal d’amore, a un romanticismo introverso e doloroso, amplificato dal confronto con la relazione “giusta” che la famiglia vorrebbe imporle: quella con il giovane connazionale, un ragazzo superficiale e privo dell’aura misteriosa dell’artista francese.
Ma Soo-ha ha bisogno di rivivere gli “errori” materni – errori che peraltro le hanno permesso di nascere – per conoscere se stessa e trovare, forse, la forza di affrontare la vita. La società che circonda Soo-ha di lei non comprende nulla: non capisce perché non segua a Seoul il suo ragazzo né il suo rifiuto di ricorrere alla chirurgia estetica, visto ormai come un passaggio obbligato in una Corea ossessionata dal look e dalle mode occidentali.
Le emozioni più profonde vissute da Soo-ha e le sue insicurezze si manifestano attraverso la relazione con il cibo e la sua meticolosa preparazione di piatti a base di pesce – tra cui il pericoloso fugu, o pesce palla – ma sono in particolare le sequenze di animazione di Agnès Patron a tradurre visivamente i turbamenti dell’animo e il desiderio di libertà di una ragazza bloccata dalle circostanze e dalle menzogne impartitele, seppur a fin di bene, sin dalla più tenera età. Brevi lampi, tracciati con un inchiostro che riprende lo stile impressionista del personaggio di Kerrand, che esprimono la vera essenza di Soo-ha, sepolta sotto abiti dimessi e occhiali dalla montatura ordinaria e rifugiatasi nell’ovatta di una dimensione famigliare e protettiva.
La cittadina invernale di Sochko, sospesa tra mare e frontiera, diviene così una metafora perfetta dello stato d’animo di Soo-ha: un luogo dove tutto sembra immobile, e sotto la superficie invece ribollono desideri, ferite, mitologie personali. Bella Kim dà vita a un personaggio complesso e sfaccettato, che trova un perfetto contraltare in Roschdy Zem (I figli degli altri).
Il regista Koya Kamura, al suo debutto, gira con mano ferma l’interazione tra i due protagonisti, superando, a tratti, i limiti di un cinema d’autore midcult, pensato chiaramente come prodotto da esportazione: i riferimenti alla zona demilitarizzata e alla guerra di Corea restano didascalici almeno quanto i cliché gastronomici e caratteriali che inquadrano la “francesità”, ma sono fragilità perdonabili nel contesto di un coming of age che ha le qualità di un promettente esordio.
Emanuele Sacchi – www.mymovies.it
Prezzi
BIGLIETTO INTERO € 7,50
BIGLIETTO RIDOTTO € 6,00
_ BAMBINI e RAGAZZI da 4 a 24 anni
_ ADULTI da 65 anni in su
_ ACCOMPAGNATORI PORTATORI DI HANDICAP
_ GIORNALISTA, dietro presentazione di tesserino
_ MILITARI
_ TITOLARI tessera ANEC – UNITA (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo)
_ il MERCOLEDÌ (escluso festivi e prefestivi, e nel giorno di uscita di un film): per TUTTI
_ il VENERDÌ (escluso festivi e prefestivi) per i soci i possessori di:
a) tessera “Vieni al cinema” con di foto di riconoscimento oppure senza foto purché accompagnata da tessera dell’Ente
b) tessera ACI (Automobile Club d’Italia)
c) card Cultura Area Metropolitana di Bologna
d) tesserati Azione Cattolica (adulti, giovani e giovanissimi)
BIGLIETTO HAPPY-CINE-FAMILY
sconto di € 2,50 a biglietto per famiglia composta da 2 adulti ed almeno 1 minore di 12 anni
BIGLIETTO OMAGGIO
PORTATORI DI HANDICAP
BAMBINI fino a 3 anni
POSSESSORI DI TESSERA DEGLI ESERCENTI SALA CINEMATOGRAFICA (AGIS-ACEC, AGIS-ANEC, ANEM..)
POSSESSORI DI TESSERA ‘EUROPA CINEMAS’

