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Springsteen – Liberami dal nulla [mercoledì 5 nov. – ore 21:00]

2025-11-05T23:34:12+01:0025 Ottobre 2025|Archivio|

Proiezioni

Mercoledì 5 novembre: ore 21:00

Titolo originale: Deliver Me from Nowhere
Nazione: U.S.A.
Anno: 2025
Genere: Drammatico, biografico, musicale
Durata: 1 h 59 min
Regia: Scott Cooper
Cast: Jeremy Allen White, Matthew Anthony Pellicano, Jon Landau, Mike Batlan, Johnny Cannizzaro, Odessa Young
Produzione: 20th Century Studios, Gotham Group, Bluegrass Films
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures

 

 

 

 

 

 

 

 

Trama

Il film si ispira a una storia vera. Tratto dal libro “Liberami dal nulla – Bruce Springsteen e Nebraska” di Warren Zanes e prodotto da 20th Century Studios, il film racconta il periodo poco noto al grande pubblico italiano durante il quale, all’inizio degli anni ottanta, il cantautore statunitense Bruce Springsteen si dedicò alla registrazione del suo album acustico Nebraska. Racconta il coraggio di cercare di riacquistare un equilibrio psicologico e di mantenere l’integrità artistica dopo il successo travolgente di critica e pubblico degli album Born to run e The River. La volontà nettà di essere lui, il Boss, a decidere della sua musica e della sua ispirazione, con inevitabili contrasti con la casa discografica…

Trailer

Recensione

Springsteen – Liberami dal nulla è l’anti-biopic rock per eccellenza, lontano da certi film epici e gloriosi

Diretto da Scott Cooper con Jeremy Allen White, al cinema dal 23 ottobre, racconta un capitolo particolare della storia del Boss, la scelta di andare contro le aspettative e di dare alla luce un album oscuro e intimo come Nebraska

“Volevo che la musica fosse come un sogno ad occhi aperti e che il disco fosse commovente come una poesia. Volevo che il sangue fosse percepito come fatale e profetico”. È questo che, nel 1998, parecchi anni dopo la sua uscita, Bruce Springsteen diceva del suo storico album Nebraska del 1982, il suo album più intimo, più personale, più doloroso; una coraggiosa inversione di rotta da un destino che lo voleva già come la più grande rockstar mondiale. Lo sarebbe diventato solo due anni dopo, con Born In The USA. Ma allora aveva bisogno di far uscire quelle canzoni in cui aveva messo tutto se stesso. Quella di Nebraska è una storia bellissima. E la possiamo vivere sul grande schermo grazie a Springsteen – Liberami dal nulla, il film di Scott Cooper con Jeremy Allen White, al cinema dal 23 ottobre.Siamo a Freehold, New Jersey, nel 1957. Bruce Springsteen è ancora un bambino, e vive nel terrore che il padre violento faccia del male a lui e alla madre. Con uno stacco ci troviamo nel 1981, il 14 settembre, sul palco del Riverfront Coliseum di Cincinnati, dove Bruce Springsteen sta cantando un’infuocata versione di Born To Run, alla fine del The River Tour. Non è ancora la rockstar mondiale di Born In The USA, ma è già il “futuro del rock”, come lo aveva definito Jon Landau, critico musicale che è diventato il suo manager ed è sempre accanto a lui. Lo incontra nei camerini, appena finito l’ultimo concerto del tour. E ha con sé le chiavi della sua nuova casa presa in affitto, a Colts Neck, nel New Jersey.

Già dalle prime immagini di Springsteen – Liberami dal nulla, ci troviamo a fare i conti con Jeremy Allen White, l’attore famoso per la serie The Bear, e decidere se stare al patto che sta alla base del cinema. Crederci. Credere che questo ragazzo dai capelli ricci sia Bruce Springsteen. Allen White non somiglia al Boss, né si è cercato di forzare la cosa con qualche trucco. Ma non serve la somiglianza. Quello che conta è che ci sia l’attitudine, la postura sul palco e fuori il look. E la voce, che sembra davvero la sua. E allora sì, ci crediamo che questo ragazzo sia colui che sarebbe diventato il Boss.

Tornare a casa è difficile. Il silenzio può far molto rumore. Springsteen racconta, ancora oggi, che non ha problemi a stare 4 ore su un palco, ma quello che gli fa paura sono le altre 20. E così, mentre tutti lo riconoscono, lui non sa chi è in questo momento della sua vita. Quell’ombra minacciosa di suo padre, sempre presente, in momenti come questo si fa ancora più lunga. Nel frattempo il mondo, cioè la discografia, chiede a Springsteen l’album della consacrazione. Gli chiede 3 nuovi singoli di successo, da mandare in radio. Ma lui, parlando con il fidato Jon Landau, dice. “Noi non siamo così. Stiamo pensando all’album. All’intera storia”. Sentire parole così, nell’epoca che sta vivendo la musica, è commovente.

E così, da solo, in quella casa tra i boschi, Springsteen vede Badlands (da noi conosciuto come La rabbia giovane) di Terrence Malik, la storia di un serial killer. Comincia a studiare la sua vita e a scrivere dei versi, accompagnati da alcuni accordi. E poi ripensa a se stesso, a quando, da bambino, avrebbe potuto diventare violento. E così scatta l’immedesimazione. Quel “He saw her standing on her front lawn” diventa “I saw her standing on her front lawn”. E l’eroe del rock ora sta raccontando la storia di un assassino in prima persona. Sta nascendo Nebraska, la canzone che darà il titolo al suo album. Bruce si è fatto portare a casa un registratore a 4 piste da cui si può registrare della musica in casa. Usa l’Echoplex, una macchina che restituisce un’eco breve. E mixa tutto con un Panasonic boombox, un mixer che, però, si è bagnato e non funziona bene. E così le canzoni sembrano uscire in maniera sbagliata. Sono più lente, più oscure. Sembra musica in arrivo dal passato. A volte, però, sbagliare è giusto. L’idea non era di registrare un disco, ma solo di raccogliere idee. L’intento era di incidere l’album con la band: cosa che avrebbe fatto, ma senza ottenere l’effetto sperato. Il suo disco era già pronto, ma non lo sapeva ancora. “Queste canzoni sono le sole cose che per me hanno un senso. Sono la sola cosa in cui credo”. Chi, oggi, potrebbe dire una cosa simile della sua musica?

“Nebraska suona come un incidente. Come un disco non finito”. “È questo il punto”. È il dialogo tra il numero uno della CBS e Jon Landau, il manager di Bruce che, per primo, non è convinto che quel disco sia la mossa migliore per Springsteen in quel momento. Ma che difende il suo artista. È anche da queste cose che si capisce come Springsteen: Liberami dal nulla sia sì un film su un momento chiave della carriera di un grande artista, ma che sia anche un film sull’arte, sulla musica, e sulla discografia. Perché la “direzione ostinata e contraria” che Bruce Springsteen prende per difendere la sua arte, la forza con cui vuole che a uscire sia un’opera che lo rappresenta davvero oggi è merce molto rara nel mondo della musica. E allora il film di Scott Cooper sembra anche essere una lettera verso l’industria dello show business dove oggi tutto è codificato, preordinato, organizzato, automatizzato. Anche i grandi, oggi, non hanno il coraggio di rompere le regole.

Nebraska, invece, inteso come l’album, sembra essere una lettera all’America. Quella del 1982, quella di Reagan, che risuona tristemente attuale ancora oggi, nell’America di Trump. Bruce Springsteen è stato il cantore dei perdenti, di quelle persone che sembrano attendere una condanna. Lui stesso si è sempre considerato un “loser”, anche quando è diventato uno dei grandi del rock. Per questo la sua empatia con gli ultimi è sempre stata straordinario. In un’America come quella di oggi, in cui il Sogno Americano sembra ormai essere svanito, la voce di Bruce Springsteen suona più che mai attuale. Nebraska sembra essere tornato tra noi per raccontare l’America, ma in fondo tutto il mondo di oggi. Come recita il verso finale della title-track. “Signore, credo che ci sia solo malvagità a questo mondo”.

Springsteen: Liberami dal nulla è un film che rende giustizia alla figura di Bruce Springsteen. Il film di Scott Cooper, soprattutto, rende giustizia a Nebraska. Come quell’album, questo è un film scarno, intimista, senza alcun orpello. Come Springsteen per quel disco non aveva voluto nessun ornamento – solo una chitarra a 12 corde, una struggente armonica, un mandolino, un glockenspiel – così Scott Cooper per il suo film ha scelto uno stile di riprese semplice e lineare: pochi movimenti di macchina e la mdp che non lascia mai il protagonista. Il fatto di girare nei veri luoghi dove è avvenuta questa storia, con molti oggetti di scena d’epoca fornita dallo stesso Springsteen, averlo costantemente sul set, ha fatto la differenza. Ha dato vita a un documentario che non lo è, come ci ha raccontato Scott Cooper a Roma. Come Nebraska, Springsteen: Liberami dal nulla in fondo è un film terribilmente onesto.

Springsteen: Liberami dal nulla è la storia di un uomo che si trova ad un crocevia della sua esistenza. E, a sua volta, il film di Scott Cooper è un crocevia di opere filmiche che arrivano ed entrano nel disco e altre che da qui partono. Le canzoni di Bruce Springsteen sono estremamente cinematografiche, è come se in ognuna di loro ci fosse dentro un film. E alla base della nascita di Nebraska ci sono stati davvero dei film. La rabbia giovane (Badlands) di Terrence Malick, che portò a Springsteen la storia di Charles Starkweather, che divenne il centro della title-track, e La morte corre sul fiume (The Night Of The Hunter), un film che vide da bambino con il padre. Vedendo Springsteen: Liberami dal nulla non solo viene voglia di riascoltare all’infinito Nebraska. Ma anche di andarsi a rivedere questi film. E non solo. Magari anche Crazy Heart, magnifico film di Scott Cooper con Jeff Bridges, che parla di musica, e, ancora una volta, di un uomo in crisi, a un crocevia della sua vita (a fine carriera, mentre quella di Bruce era all’inizio). E ancora, Lupo solitario, l’opera prima di Sean Penn che prende vita proprio da una canzone di questo album, Highway Patrolman. E magari anche i due film su Bob Dylan, Io non sono qui e il recente A Complete Unknown, per riconnettersi a Woody Guthrie, fonte di quella musica folk a cui si sono abbeverati sia il menestrello di Duluth che il Boss.

Springsteen: Liberami dal nulla in fondo è un film semplice. Ma è solo un punto di partenza verso infinite connessioni. Ed è questo che il Boss ha fatto in questi anni di carriera. Creare legami, connessioni tra le persone, tra le persone e la musica, tra musica e altre arti, come il cinema e la letteratura. Vedrete il film di Scott Cooper e poi andrete ad ascoltare dischi, a vedere film, a incontrare i vostri amici che amano Bruce. C’è una frase bellissima che il personaggio di Jon Landau pronuncia a un certo punto. “In this office, in my office, we believe in Bruce Springsteen”. “In questo ufficio, nel mio ufficio, noi crediamo in Bruce Springsteen”. Andate a vedere questo film. Perché oggi, oggi più che mai, non possiamo non credere in Bruce Springsteen.

Maurizio Ermisino – www.wired.it

Prezzi

BIGLIETTO INTERO € 7,50

BIGLIETTO RIDOTTO € 6,00
_ BAMBINI e RAGAZZI da 4 a 24 anni
_ ADULTI da 65 anni in su
_ ACCOMPAGNATORI PORTATORI DI HANDICAP
_ GIORNALISTA, dietro presentazione di tesserino
_ MILITARI
_ TITOLARI tessera ANEC – UNITA (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo)
_ il MERCOLEDÌ (escluso festivi e prefestivi, e nel giorno di uscita di un film): per TUTTI
_ il VENERDÌ (escluso festivi e prefestivi) per i soci i possessori di:
a) tessera “Vieni al cinema” con di foto di riconoscimento oppure senza foto purché accompagnata da tessera dell’Ente
b) tessera ACI (Automobile Club d’Italia)
c) card Cultura Area Metropolitana di Bologna
d) tesserati Azione Cattolica (adulti, giovani e giovanissimi)

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PORTATORI DI HANDICAP
BAMBINI fino a 3 anni
POSSESSORI DI TESSERA DEGLI ESERCENTI SALA CINEMATOGRAFICA (AGIS-ACEC, AGIS-ANEC, ANEM..)
POSSESSORI DI TESSERA ‘EUROPA CINEMAS’

UN SEMPLICE INCIDENTE [mercoledì 19 novembre]

2025-11-19T22:40:44+01:0024 Ottobre 2025|Archivio|

Proiezioni

Mercoledì 19 novembre: ore 21:00

Titolo originale: A simple accident
Nazione: Iran, Francia, Lussemburgo
Anno: 2025
Genere: Drammatico
Durata: 1 h 43 min
Regia: Jafar Panahi
Cast: Vahid Mobasseri, Mariam Afshari, Ebrahim Azizi, Hadis Pakbaten, Madjid Panahi
Produzione: Jafar Panahi Productions, Les Films Pelléas, Bidibul Productions, Pio & Co., Arte France Cinéma
Distribuzione: Lucky Red

 

 

 

 

 

 

 

2025 – Festival di Cannes – Palma d’oro

Trama

Tornando a casa la sera con la moglie e la figlia piccola, un uomo sfascia la sua auto investendo un cane e cerca aiuto nei paraggi. Questo semplice incidente avrà conseguenze inaspettate, siccome Vahid, un meccanico dell’officina a cui l’uomo si rivolge, ritene di riconoscerne il passo strascicato dalla protesi come quello dell’anonimo ufficiale dei servizi segreti che anni prima l’aveva torturato in carcere. Desideroso di vendetta, Vahid lo rapisce ed è in procinto di ucciderlo e seppellirlo nel deserto quando viene assalito dal dubbio…

Curiosità

È stato il primo film diretto da Panahi dopo la sua incarcerazione nella prigione di Evin durata dal luglio 2022 al febbraio 2023, nonché il suo primo da uomo libero dal 2010, avendo il Tribunale rivoluzionario di Teheran fatto decadere in seguito al suo rilascio sia il bando che gli proibiva di realizzare film sia quello che gli proibiva viaggiare all’estero. Panahi ha comunque realizzato il film, come tutti quelli da In film nist (2011), senza il permesso ufficiale del governo per garantire la propria indipendenza creativa.

Trailer

Recensione

Un film in cui la denuncia si fa durissima anche quando sceglie la strada dell’ironia

Padre, madre e figlioletta percorrono di notte una strada in auto quando un cane finisce sotto le ruote. Ciò provoca un danneggiamento al veicolo che costringe ad una sosta per la riparazione temporanea. Un uomo che si trova sul posto cerca di non farsi vedere perché gli è parso di riconoscere nel conducente dell’auto un agente dei servizi segreti che lo ha sottoposto a violenza in carcere. Riesce successivamente a sequestrarlo ed è pronto a seppellirlo vivo quando gli viene il dubbio che si tratti di uno scambio di persona. Cercherà conferme in altri che, come lui seppure in misure diverse, hanno subito la ferocia dell’uomo.

Jafar Panahi, scontata la pena inflittagli dal regime iraniano, gira un film in cui la denuncia si fa durissima anche se nell’involucro di una apparente commedia.

Chi cerca un cinema in cui l’impegno civile si ammanti di raffinatezze da cinefili farà bene a tenersi lontano da questo film. Chi invece sente l’urgenza della denuncia di una struttura di repressione in cui si stanno insinuando crepe visibili (soprattutto dopo la discesa nelle piazze delle donne) non potrà non apprezzare il fatto che il coraggioso regista iraniano abbia scelto la strada dell’ironia per poi poter colpire dritto il bersaglio mettendone a nudo la crudeltà.

I suoi protagonisti, la cui presenza a partire da colui che compie il sequestro, procede per accumulo, seppur limitato, sono esseri umani che hanno subito la violenza e la perversione di un potere che si vede come teocratico (deflorare una detenuta prima di ucciderla per far sì che non vada nel paradiso delle vergini) ed è invece solo interessato a conservare sé stesso.

Panahi ne ha conosciuto la pressione e non ha dimenticato gli interrogatori bendato davanti a un muro con un inquirente alle spalle che non smetteva di fargli domande sul perché nel suo cinema non si limitava a mostrare quanto fosse bella la società del suo Paese.

Nonostante quanto è loro accaduto questi uomini e questa donna hanno conservato un’umanità che si colloca al di sopra del desiderio di vendetta. Se per i persecutori l’individuo non contava nulla perché a prevalere doveva essere l’Idea propugnata in nome della Fede, per quelle che ne sono state vittime innocenti l’essere umano ha ancora un valore. Bisogna essere certi di non stare sbagliando e quindi cercare di avere prove dell’identità del sequestrato fino al punto da aiutarlo in qualche misura in un momento cruciale.

Panahi, che gira in esterno per potersi permettere di mostrare una protagonista senza velo, sottraendosi quindi alla pretesa di regime che fa sì che nei film le donne anche in casa lo indossino, riesce a portare a compimento la propria accusa mettendo a confronto due modi inconciliabili di guardare alla realtà e di concepire relazioni sociali. Proponendo un finale che resta nella memoria.

Giancarlo Zappoli – www.mymovies.it

Prezzi

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sconto di € 2,50 a biglietto per famiglia composta da 2 adulti ed almeno 1 minore di 12 anni

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XXVI Rassegna teatro dialettale Don Romano Fiorentini

2026-03-17T12:35:54+01:0023 Ottobre 2025|Archivio, Rassegne|

XXVI RASSEGNA TEATRO AMATORIALE DIALETTALE

DON ROMANO FIORENTINI

Torna al donfiorentini, nel periodo gennaio – marzo 2026 con una singola serata (lunedì), la Rassegna dialettale Don Romano Fiorentini. Siamo giunti alla XXVI edizione! Le Compagnie, con le consuete passione e verve, porteranno sul palco i loro testi per mantenere vivo il dialetto romagnolo che, con la sua espressività ed immediatezza nel descrivere le situazioni quotidiane, porterà sicuramente le persone a sorridere!

E ce n’è davvero bisogno!  :-)


Ingresso € 9,00
La Rassegna verrà effettuata nella sola serata del Lunedì.

Sarà possibile l’acquisto dei biglietti, presso la biglietteria del Cinema – Teatro,
nelle sole serate della Rassegna e quindi a partire dal 12 gennaio 2026 (dalle ore 20.00). 

Sarà altresì possibile l’acquisto dei biglietti in prevendita online tramite
il sito www.donfiorentini.it o direttamente su www.liveticket.it/donfiorentini
a decorrere decorrere dal 6 gennaio 2026
(sull’acquisto online viene applicata la commissione del 10%)


LUNEDÌ, 16 MARZO 2026 – ORE 20.45

Compagnia dla Zercia di Forlì
“…E SÈRA CHE CANZËL!!”
Tre atti di F. Pirazzoli


PER TE [da venerdì 17 ottobre – ore 21:00]

2025-11-04T23:03:37+01:0015 Ottobre 2025|Archivio|

Proiezioni


Sabato 1 novembre: ore 18:30
Domenica 2 novembre: ore 18:15

 

Titolo originale: Per te
Nazione: Italia
Anno: 2025
Genere: Drammatico
Durata: 1 h 55 min
Regia: Alessandro Aronadio
Cast: Edoardo Leo, Javier Francesco Leoni, Teresa Saponangelo, Guia Jelo, Giorgio Montanini, Eleonora Giovanardi, Daniele Parisi
Produzione: PiperFilm, Lungta Film e Alea Film, in collaborazione con Netflix
Distribuzione: Piper Film

 

 

 

Trama

Il film si ispira a una storia vera, intensa e toccante che arriva dritta al cuore, quella di Mattia Piccoli, nominato nel 2021, a soli 11 anni, Alfiere della Repubblica “per l’amore e la cura con cui segue quotidianamente la malattia del padre e lo aiuta a contrastarla”.

Paolo (Edoardo Leo), poco più che quarantenne, comincia lentamente  a perdere pezzi della sua memoria. Ma. proprio mentre il mondo inizia a sfumare, lui sceglie di restare vicino a ciò che conta davvero, forte anche dell’amore della moglie Michela (Teresa Saponangelo). Insieme al piccolo figlio Mattia (Javier Francesco Leoni) intraprende un percorso fatto di quotidianità condivisa, risate improvvise e silenzi che parlano…

Trailer

Recensione

Edoardo Leo commuove il Giffoni con “Per Te”

Un racconto toccante, che arriva dritto al cuore. È stato questo l’effetto del film “Per Te”, presentato in anteprima al Giffoni Film Festival da Edoardo Leo, protagonista dell’opera diretta da Alessandro Aronadio. Il film, prodotto da PiperFilm, Lungta Film e Alea Film, nasce in collaborazione con  Netflix e si ispira alla straordinaria storia vera di Mattia Piccoli, nominato Alfiere della Repubblica a soli 11 anni.

Una storia di coraggio, amore e fragilità
Mattia, oggi adolescente, era poco più che un bambino quando ha iniziato ad affrontare una delle prove più dure della vita: prendersi cura del padre Paolo, colpito da Alzheimer precoce. Il film “Per Te” è tratto dal libro Un tempo piccolo di Serenella Antoniazzi, e racconta con delicatezza e forza un legame familiare profondissimo, in cui i ruoli si invertono e il figlio diventa il punto di riferimento del genitore. Durante l’incontro al Giffoni, Mattia ha dichiarato con emozione: “È stata un’emozione fortissima. Speravo che la mia storia potesse far capire ai miei coetanei cosa ho provato io“.

Edoardo Leo: “Un film che mi ha cambiato come uomo e come genitore”
Visibilmente coinvolto, Edoardo Leo ha raccontato quanto questo progetto lo abbia toccato nel profondo:

“Questo è uno di quei film che ti insegnano qualcosa. Mi ha fatto riflettere su quanto il nostro tempo sia prezioso e limitato.”
Leo interpreta Paolo, il padre di Mattia. Per calarsi nel ruolo, l’attore ha affrontato lunghe ore di ricerca, con l’obiettivo di rappresentare la malattia e la quotidianità familiare con rispetto e verità.

A interpretare il piccolo Mattia è Javier Leoni, giovane attore al suo primo grande ruolo. Di fronte ai giurati del Giffoni ha confessato: “Questo è il mio primo vero grande film. Ci ho messo tutto l’impegno della mia vita“. Il titolo del film racchiude tutto il senso della storia. Come ha spiegato Edoardo Leo: “È la dedica di un figlio al padre. La cosa più bella di questa vicenda è proprio quell’amore silenzioso e fortissimo che Mattia ha saputo esprimere“.

In anteprima al Giffoni sono state mostrate scene fortemente emotive, tra cui quella in cui Paolo rivela la diagnosi al figlio. Mattia, dal palco, ha commentato: “Un po’ avevo già capito. Ma quando papà me l’ha detto, ho cercato subito di capire come potevo aiutarlo“.

Il film “Per Te” parla di responsabilità, crescita e amore familiare, ma anche di fragilità genitoriale, tema caro anche al pubblico adulto. Leo ha sottolineato l’importanza di mostrarsi umani e vulnerabili anche come genitori: “Un genitore non perde autorevolezza se mostra di avere paura. Questo film mi ha insegnato che anche essere fragili è un atto di coraggio“.

Il film uscirà prossimamente su Netflix (data da confermare) e promette di essere uno dei titoli più emozionanti dell’anno, capace di parlare alle nuove generazioni ma anche agli adulti che si ritrovano in dinamiche familiari complesse. “Per Te” è molto più di un film. È un abbraccio tra padre e figlio, è la testimonianza che anche nelle situazioni più difficili può fiorire qualcosa di profondo e autentico. Condividi questa storia con chi ha bisogno di forza, ispirazione o semplicemente di un buon motivo per credere nell’amore familiare.

Debora Convertini – www.showlandnews.com

Prezzi

BIGLIETTO INTERO € 7,50

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DUSE [da venerdì 19 settembre – ore 21]

2025-10-01T21:23:40+02:0030 Settembre 2025|Archivio|

Proiezioni

Mercoledì 1 ottobre: ore 21:00

Titolo originale: Duse
Nazione: Italia, Francia
Anno: 2025
Genere: Biografico
Durata: 2 h 2 min
Regia: Pietro Marcell0
Cast: Valeria Bruni Tedeschi, Fanni Wrochna, Noémie Merlant, Fausto Russo Alesi
Produzione: Palomar, Avventurosa
Distribuzione: PiperFilm

 

 

 

 

 

 

 

Trama

Duse, il film diretto da Pietro Marcello, racconta gli ultimi anni di Eleonora Duse (Valeria Bruni Tedeschi), leggendaria figura del teatro italiano e donna dal temperamento fiero e indomito, capace di lasciare un’impronta profonda nella storia culturale europea.
A narrare la sua storia è la voce della figlia, che rievoca gli ultimi giorni di una madre che, pur segnata dalla fine imminente, resta un’anima irrequieta, moderna e profondamente libera, distante dalle convenzioni e dalle ipocrisie del suo tempo. La sua carriera sembra ormai alle spalle, ma in un’Italia attraversata dalla violenza della Grande Guerra e dai primi segnali dell’oscurità fascista, Duse avverte il bisogno di tornare a teatro. Non è un ritorno nostalgico, ma un gesto necessario, l’ultimo tentativo di riaffermare se stessa, il proprio pensiero, la propria voce, in un mondo che cambia troppo in fretta e sembra voler cancellare tutto ciò per cui ha lottato: libertà, arte e identità…

Trailer

Recensione

Una regia ispirata e la presenza scenica di Bruni Tedeschi per un film sul dubbio e sul fallimento.

Sul finire della prima guerra mondiale, la “divina” Eleonora Duse è una star del teatro che manca dalle scene da quasi un decennio. La fine del conflitto e un ritrovato stato di salute, oltre alle difficoltà economiche, la spingono a rimettersi in gioco recitando Ibsen assieme alla sua troupe. Ma il mondo sta cambiando, per le strade le camicie nere picchiano, e l’orrore della guerra deve ancora essere metabolizzato. Spinta dalle parole di Sarah Bernhardt, la Duse prova allora a intercettare il nuovo che avanza affidandosi a Giacomino, aspirante autore senza esperienza. Lo spettacolo è un fallimento e metterà in crisi l’attrice, che tornerà ad avvicinarsi al “suo” D’Annunzio mentre la figlia Enrichetta continua a sentirsi trascurata da una madre che si consacra all’arte e alla recitazione.

Pietro Marcello torna dopo la parentesi delicatamente fiabesca de Le vele scarlatte con un ritratto immaginato e finale della leggendaria Eleonora Duse, riprendendo il filo del dialogo con l’acclamato Martin Eden.

La Duse di Valeria Bruni Tedeschi è una forza spiritata che non vuole arrendersi all’obsolescenza, “donna del mare” ibseniana in un mondo ancora gravato dalle ferite molto terrene della guerra.

Anche Martin Eden del resto era uomo del mare, e dalla relazione tra un film e l’altro Marcello può trarre uno studio per contrasti sul Novecento italiano, periodo che evidentemente gli sta a cuore: Napoli da una parte, Venezia dall’altra, e soprattutto il passaggio da un’epopea di costruzione del sé, in perenne divenire, alla tragedia di chi pur nella grandezza è già stata ciò che è stata, e non sembra in grado di intercettare il futuro.

Mentre un viaggio in treno, lento e inesorabile, unisce il paese nel trasporto del Milite Ignoto (e nell’uso dei materiali d’archivio restituisce al regista la sua cifra stilistica più celebre, anche se stavolta più in sordina), la Duse procede a strappi, torna sui suoi passi, percepisce una fine ma cerca di esorcizzarla con mille nuovi inizi; la mia anima, dice, “è la traversata”. La presenza scenica di Valeria Bruni Tedeschi, impossibile da intrappolare in un ruolo che non sia il suo, viene saggiamente liberata dentro il recinto fantastico di una diva inconoscibile e perciò tutta da inventare.

È una prova attoriale feroce e bambinesca al tempo stesso, dal carattere respingente ma piena di momenti memorabili. Nella parte iniziale dà sfoggio del suo potere, estraendo teatro dai suoi attori attraverso il famoso metodo pre-Stanislavskij, o riservando alla macchina da presa uno sguardo deliziosamente manipolatorio sotto al trucco di scena sfatto sul volto, perché non le si dica mai e poi mai che “è troppo tardi”. Quando le certezze vengono meno emergono invece le sfumature più crudeli e patetiche, e forse finalmente consapevoli, che culminano in un’interpretazione casalinga e fin troppo trascendente di Mangiafuoco.

Se Martin Eden era disegnato a tratto ampio, e animato da un protagonista capace di ingoiare il secolo nell’arco di una falcata, con Duse Marcello realizza un film più sottile sul dubbio e sul fallimento, catturando un breve momento storico in cui i personaggi sono paralizzati dal non saper decifrare il presente. Il suo è un controcampo sugli albori del fascismo (in questo fa un interessante tutt’uno con la contemporanea serie M – Il figlio del secolo) dal punto di vista di un mondo dell’arte che d’improvviso non ha più le risposte. Il lavoro sulle scenografie e sui costumi – e su come essi si trasformano – illustra il punto ancor più chiaramente di quanto possa fare Sarah Bernhardt nella fulminante comparsata di Noémie Lvovsky.

La regia di Pietro Marcello è ricca di trovate ispirate, fotografate nei toni freddi del blu in una Venezia desolata ed eterea. Mentre si moltiplicano le immagini che richiamano alla cecità e a uno sguardo offuscato, nella seconda parte si fa strada un palpabile senso di imbarazzo per una protagonista che si vende a Mussolini dopo aver “bruciato” Ibsen e lo stesso D’Annunzio (il sempre notevole Fausto Russo Alesi in un’interpretazione estrema, che non si fa schiacciare dagli eccessi di Valeria Bruni Tedeschi) sull’altare di un’incrollabile devozione – alla propria storia, al teatro, o forse all’idea di poter rimanere avanti al tempo.

Tommaso Tocci – www.mymovies.it

Prezzi

BIGLIETTO INTERO € 7,50
BIGLIETTO RIDOTTO € 6,00

_ BAMBINI e RAGAZZI da 4 a 24 anni
_ ADULTI da 65 anni in su
_ ACCOMPAGNATORI PORTATORI DI HANDICAP
_ GIORNALISTA, dietro presentazione di tesserino
_ MILITARI
_ TITOLARI tessera ANEC – UNITA (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo)
_ il MERCOLEDÌ (escluso festivi e prefestivi, e nel giorno di uscita di un film): per TUTTI
_ il VENERDÌ (escluso festivi e prefestivi) per i soci i possessori di:
a) tessera “Vieni al cinema” con di foto di riconoscimento oppure senza foto purché accompagnata da tessera dell’Ente
b) tessera ACI (Automobile Club d’Italia)
c) card Cultura Area Metropolitana di Bologna
d) tesserati Azione Cattolica (adulti, giovani e giovanissimi)

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PORTATORI DI HANDICAP
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LA MIA AMICA EVA [da venerdì 3 ottobre – ore 21:00]

2025-10-08T21:21:39+02:0029 Settembre 2025|Archivio|

Proiezioni

Venerdì 3 ottobre: ore 21:00
Sabato 4 ottobre: ore 21:00
Domenica 5 ottobre: ore 16:30 – 18:30

Domenica 5 ottobre: ore 21:00
ORIGINAL SUNDAY NIGHT
in lingua originale con sottotitoli italiani

Mercoledì 8 ottobre: ore 21:00

Titolo originale: My Friend Eva
Nazione: Spagna
Anno: 2025
Genere: Drammatico
Durata: 1 h 40 min
Regia: Cesc Gay
Cast: Nora Navas, Juan Diego Botto, Rodrigo de la Serna
Produzione: Alexfilm, Impossible Films
Distribuzione: Teodora Film

 

Trama

La Mia Amica Eva, il film diretto da Cesc Gay, racconta la storia di una donna che, arrivata a cinquant’anni, decide di rimettere in discussione tutto. Il suo ruolo di moglie, di madre, e soprattutto la propria identità.

Eva (Nora Navas) è sposata da oltre vent’anni e ha due figli adolescenti. La sua vita sembra solida, ordinata, costruita con cura su legami affettuosi e responsabilità condivise. Ma durante un viaggio di lavoro a Roma, Eva incontra Alex (Rodrigo de la Serna), uno scrittore argentino, e qualcosa dentro di lei cambia. Non è solo attrazione quello che prova per lui ma anche il risveglio di un desiderio profondo e violento di riscoprire se stessa attraverso un amore autentico, nuovo e totalizzante.

Tornata a Barcellona, compie una scelta radicale e inaspettata. Eva lascia suo marito, la casa e la sua vita di sempre. Inizia così un nuovo capitolo da sola, libera ma vulnerabile, aperta al gioco della seduzione, al romanticismo, ma anche ai malintesi e alle inevitabili delusioni…

Trailer

Recensione

Non c’è nulla di rivoluzionario o memorabile, eppure, sposando uno stile semplice e delicato e concentrandosi sulle reazioni emotive, riesce con leggerezza e sincerità a toccare le corde giuste.

Il nono lungometraggio del regista spagnolo Cesc Gay è una piacevole commedia romantica, sicuramente senza troppe pretese ma, al contempo, capace di descrivere con semplicità e misura un tema raramente sviluppato con la giusta delicatezza.

Al centro del racconto c’è Eva (Nora Navas), una donna di quasi cinquant’anni, sposata da oltre venti e madre di due figli adolescenti, Cris e Dani. Si rende conto che il matrimonio con suo marito Victor (Juan Diego Botto) è ormai arrivato al capolinea ed è decisa a riscoprire l’amore prima che sia troppo tardi. Durante un viaggio di lavoro a Roma, incontra Alex, un affascinante scrittore argentino (Rodrigo de la Serna). Tra i due scatta subito una profonda intesa che, pur restando su un piano elettivo, spinge Eva a prendere coscienza della necessità di separarsi dal marito. Tornata a Barcellona, inizia così una nuova vita da single, aperta alla seduzione e al romanticismo, ma anche a mille equivoci e cocenti delusioni.  Su di lei si abbatte subito la reprimenda sociale. Amici e conoscenti vivono con stupore generale la sua decisione. C’è chi le dice che la vita non è complicata ma un compromesso. C’è chi pensa che sia il marito ad averla tradita e chi la sprona a “rimettersi in carreggiata”, con un nuovo appuntamento. Eppure, ancora una volta, sarà il caso a bussare nuovamente alla porta.

Il regista di Truman (2015), insieme ad Eduard Sola, firma una più che discreta sceneggiatura, rifiutando qualsiasi tipo di eccesso o retorica, sposando uno stile semplice e delicato, concentrandosi sulle reazioni emotive dei personaggi. Ricorre spesso il tema, di evidente matrice alla Woody Allen, del caso come agente invisibile governatore delle nostre vite. Ma, ciò che resta davvero impresso è la delicatezza con cui viene raccontata la fragilità dei sentimenti e la goffaggine con cui si affrontano le relazioni umane. Non c’è nulla di rivoluzionario o memorabile, eppure l’opera di Cesc Gay riesce con leggerezza, sincerità e ironia a toccare le corde giuste

Giorgio Amadori – www.sentieriselvaggi.it

Prezzi

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sconto di € 2,50 a biglietto per famiglia composta da 2 adulti ed almeno 1 minore di 12 anni

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LE CITTA’ DI PIANURA [da venerdì 10 ottobre – ore 21:00]

2025-10-15T23:35:56+02:0028 Settembre 2025|Archivio|

Proiezioni

Venerdì 10 ottobre: ore 21:00
Sabato 11 ottobre: ore 21:00
Domenica 12 ottobre: ore 16:30 – 18:30 – 21:00
Mercoledì 15 ottobre: ore 21:00

Titolo originale: Le città di pianura
Nazione: Italia
Anno: 2025
Genere: Drammatico
Durata: 1 h 40 min
Regia: Francesco Sossai
Cast: Filippo Scotti, Sergio Romano, Pierpaolo Capovilla, Roberto Citran, Andrea Pennacchi
Produzione: Vivo film, Maze Pictures, Rai Cinema
Distribuzione: Lucky Red

 

 

 

 

 

Trama

Due 50enni spiantati hanno l’ossessione di andare a bere l’ultimo bicchiere. Una sera si imbattono in un timido studente di architettura, il cui modo di vedere il mondo e l’amore si trasforma man mano che il trio vaga di bar in bar per il Veneto….

Trailer

Recensione

Un road movie che riesce a raccontare un’Italia vera con una sua energia lenta e sul finale commovente.

Doriano, detto Dori, e Carlobianchi (sì, tutto attaccato) sono amici di bevute, in un Veneto rurale che pare quasi il Far West. Il loro obiettivo nella vita è sfondarsi di lumache e polenta e andare a bere l’ultima ombra di vino: “una voglia che va al di là della sete”. Hanno scoperto il segreto del mondo, ma da sobri non se lo ricordano, e credono alla leggenda metropolitana secondo cui il loro storico amico Genio, “il più premiato vincitore del Caliera Trophy”, ha nascosto da qualche parte un tesoretto ricavato dalla vendita di frodo di occhiali dal sole. Per questo, e perché gli vogliono bene, devono andare a prenderlo all’arrivo dall’Argentina, dove si era rifugiato in attesa della prescrizione per i sui reati. Lungo il loro percorso incontrano Giulio, studente di Architettura timido e insicuro, che si unisce al loro viaggio e impara a vivere alla giornata – ma non senza una missione temporanea – come fanno Dori e Carlobianchi da sempre.

Le città di pianura è l’opera seconda del regista e sceneggiatore (qui con Adriano Candiago) Francesco Sossai: un road movie sbullonato con per improbabili protagonisti due cinquantenni che rimpiangono gli anni Novanta, in un Veneto che sta per essere attraversato (per meglio dire sventrato) dall’autostrada Lisbona-Treviso-Budapest, e in cui gli operai vengono sfruttati per tutta la vita e congedati con estrema ipocrisia.

Il film ha il ritmo lento e girovago di una ballata country, i cui protagonisti sono contrari a Google Maps e preferiscono disegnarsi il percorso sui foglietti di carta: ma per Giulio, ventenne contemporaneo, diventano personaggi mitologici che hanno capito tutto della vita. La Divina Provvidenza assiste il trio scombinato e lo porta a vivere un’avventura picaresca che non dimenticheranno.

Sergio Romano e Pierpaolo Capovilla sono perfetti nei ruoli di Carlobianchi e Doriano, e le loro facce “non da cinema” (ma di consumata esperienza teatrale il primo, musicale il secondo) reggono perfettamente anche i primissimi piani, mentre Filippo Scotti (Giulio) si conferma attore di rara profondità emotiva ed espressiva, capace di fare molto con pochissimo. La musica dei Krano asseconda il mood on the road come una canzone folk di Woody Guthrie.

Il film di Sossai sembra un “indie” americano anni Settanta, ma gli ambienti sono profondamente italiani, così come sono riconoscibilmente reali i due protagonisti che appartengono non al loro “territorio”, ma proprio alla loro terra – quella “parola che nessuno usa più”.

Le città di pianura descrive “un paesaggio immaginario che non esiste”, si infila in un non-luogo che pare il Giappone, eppure riesce a raccontare un’Italia vera, lontana dai riflettori e dai set delle commedie mutuate dall’estero. Il film di Sossai trova una sua energia laconica che cresce lentamente e alla fine commuove, perché forse il segreto del mondo – o almeno di una vita alternativa a quella frenetica e arrivista di oggi – Dori e Carlobianchi l’hanno scoperto davvero.

Paola Casella – www.mymovies.it

Prezzi

BIGLIETTO INTERO € 7,50

BIGLIETTO RIDOTTO € 6,00
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b) tessera ACI (Automobile Club d’Italia)
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BIGLIETTO HAPPY-CINE-FAMILY
sconto di € 2,50 a biglietto per famiglia composta da 2 adulti ed almeno 1 minore di 12 anni

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Happy Cinefamily. Il divertimento inizia dalla famiglia

2026-01-28T22:34:50+01:0026 Settembre 2025|Archivio|

sconto uniforme di 2,50 euro applicato al prezzo di ciascuno dei biglietti
 acquistati per l’ingresso in sala di 2 genitori e dei figli under 12
per la visione di titoli italiani ed europei (esclusa UK)

Presentata “Happy Cinefamily. Il divertimento inizia dalla famiglia”, la nuova iniziativa del Ministero della Cultura per le sale.

“Un momento di condivisione, non un lusso. È così che vogliamo che venga percepita l’esperienza della fruizione di un film sul grande schermo. Specie dalle famiglie, in particolare le più numerose, che spesso, di fronte al costo complessivo al botteghino, si trovano costrette a scegliere chi, tra mamma e papà, debba accompagnare i figli in sala o, addirittura, a rinunciare del tutto all’emozione unica che solo questi luoghi magici sanno regalare. Invertire la rotta si può e per farlo abbiamo pensato ad una nuova iniziativa: una campagna di riduzioni del prezzo del biglietto per la visione di film italiani ed europei da applicare ai nuclei familiari. In questo modo, oltre a dare loro un sostegno concreto, rafforzeremo il legame tra il pubblico e il nostro cinema, troppo spesso penalizzato rispetto alle grandi produzioni internazionali. Un segnale forte, insomma, per abbattere le barriere economiche e culturali, creare nuove opportunità e al contempo ribadire che non intendiamo lasciare indietro nessuno, tanto meno il cuore pulsante della nostra società, le famiglie. Il cinema è di tutti e insieme possiamo farlo vivere ancora di più”.

È così che il Sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni ha presentato questa mattina la nuova iniziativa promossa dal Ministero della Cultura dal titolo “Happy Cinefamily. Il divertimento inizia dalla famiglia”, che prenderà il via il 26 settembre e durerà fino al 31 dicembre 2025.

Più nello specifico, l’iniziativa consiste nello sconto uniforme di 2,50 euro applicato al prezzo di ciascuno dei biglietti acquistati per l’ingresso in sala dei due genitori e dei figli under 12 per la visione di titoli italiani ed europei (esclusa UK). La riduzione riconosciuta verrà interamente rimborsata dal MiC. Tra i film in uscita nel periodo, La vita va così di Riccardo Milani, Per te di Alessandro Aronadio con Edoardo Leo, Il Maestro di Andrea Di Stefano con Pierfrancesco Favino, Giovani madri dei fratelli Dardenne, Super Charlie, Un topolino sotto l’albero.

L’iniziativa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa, che si è tenuta presso la Sala della Crociera, al Ministero della Cultura, alla presenza del Presidente Anec Mario Lorini, del Presidente Anica Alessandro Usai, del Presidente Nazionale CNA Gianluca Curti e, tra gli altri, dei rappresentanti delle associazioni Cartoon Italia, Agici.

Ha affermato Mario Lorini, Presidente Anec: “Oggi presentiamo una nuova iniziativa rivolta alle famiglie, un segmento di pubblico per cui è giunto il momento di investire con grande convinzione per proseguire il percorso di promozione in sala del cinema e, in questo contesto, della produzione italiana ed europea. Grazie all’impegno del Ministero della Cultura e in particolare del Sottosegretario Lucia Borgonzoni, la quale ha fortemente creduto in questo progetto, le sale cinematografiche continuano ad essere al centro delle politiche di sostegno per il ritorno all’esperienza unica e insostituibile, condivisa e aggregativa della visione di un film sul grande schermo”.

Ha dichiarato Alessandro Usai, Presidente Anica: “Sosteniamo con convinzione questo progetto perché per il cinema europeo ed italiano, che ci sta a cuore, è fondamentale creare un pubblico e un’abitudine alla visione sin dall’infanzia. Oggi la produzione cinematografica italiana rivolta ai ragazzi offre prodotti di grande qualità, ma è ancora poco sviluppata rispetto ad altri Paesi. Iniziative come questa sono essenziali perché contribuiscono ad avvicinare le famiglie e, soprattutto, il pubblico più giovane al nostro cinema e forniscono anche uno stimolo importante a investire nel mercato. I bambini e i ragazzi, infatti, vanno volentieri al cinema, ma quasi sempre per vedere prodotti americani, animazione o supereroi. È quindi cruciale offrire loro anche contenuti italiani di qualità, capaci di parlare il loro linguaggio e raccontare storie vicine alla loro realtà. Naturalmente, affinché questo processo funzioni, serve uno sforzo anche da parte della produzione: è necessario creare più contenuti pensati per quel target. Offrire stimoli per andare in sala è importante, ma lo è altrettanto avere film adatti da proporre”.

Ha sottolineato Gianluca Curti, Presidente Nazionale CNA: “Siamo felici di poter collaborare a questa importante iniziativa perché attraverso la produzione dei nostri associati svolgiamo un ruolo importante specialmente sui territori e da sempre siamo impegnati nella ricerca e nella sperimentazione di contenuti inediti”.

LA RIUNIONE DI CONDOMINIO [da venerdì 12 settembre – ore 21]

2025-09-18T07:17:57+02:009 Settembre 2025|Archivio|

Proiezioni

Venerdì 12 settembre: ore 21:00
Cinema Revolution – ingresso unico € 3,50

Sabato 13 settembre: ore 21:00
Cinema Revolution – ingresso unico € 3,50

Domenica 14 settembre: ore 17:00 – 18:45
Cinema Revolution – ingresso unico € 3,50

Domenica 14 settembre: ore 21:00
ORIGINAL SUNDAY NIGHT
in lingua originale con sottotitoli italiani
Cinema Revolution – ingresso unico € 3,50

Mercoledì 17 settembre: ore 21:00
Cinema Revolution – ingresso unico € 3,50

Titolo originale: Votemos
Nazione: Spagna
Anno: 2025
Genere: Commedia
Durata: 1 h 28 min
Regia: Santiago Requejo
Cast: Raúl Fernández de Pablo, Clara Lago, Fernando Valverde, Gonzalo de Castro
Produzione: Pris and Batty Films, 2:59 Films, Amazon Prime Video, TeleMadrid
Distribuzione: BIM Distribuzione

 

Trama

In un edificio del centro di Madrid, dove una normale riunione di vicini per votare il cambio dell’ascensore si trasforma in un vero e proprio conflitto dopo l’inaspettato annuncio che un nuovo inquilino con problemi di salute mentale affitterà un appartamento…

Trailer

Recensione

La Riunione di Condominio: quando il cinema ci mette davanti ai nostri pregiudizi.

Dal 11 settembre 2025 arriva nelle sale italiane La Riunione di Condominio, il nuovo film diretto da Santiago Requejo e distribuito da BIM Distribuzione. Una commedia drammatica che prende il via da una situazione quotidiana e apparentemente banale – una classica assemblea condominiale a Madrid – per trasformarsi in un ritratto lucido delle nostre paure più profonde e dei pregiudizi che spesso fatichiamo ad ammettere, anche a noi stessi.

Un ascensore, un annuncio e il crollo delle certezze
La trama sembra partire da un dettaglio insignificante: la sostituzione dell’ascensore in un palazzo madrileno. Una discussione di ordinaria amministrazione, destinata a concludersi rapidamente. Ma l’atmosfera cambia radicalmente quando un condomino comunica che uno degli appartamenti verrà assegnato a un nuovo inquilino con problemi di salute mentale. Quello che avrebbe potuto essere un confronto civile si trasforma in un incubo da assemblea: rancori sopiti riaffiorano, le maschere della convivenza pacifica cadono e il dibattito si fa feroce. Paure, ipocrisie e contraddizioni emergono con forza, rivelando come anche chi si proclama “tollerante” spesso inciampi di fronte alla diversità.

Dal corto “Votemos” al grande schermo
Il film nasce dall’ampliamento del cortometraggio Votemos, già premiato e apprezzato per la sua capacità di condensare in pochi minuti la tensione di un conflitto che appartiene alla nostra società. Con La Riunione di Condominio, Requejo espande quella premessa, trasformandola in un’opera corale che unisce commedia e dramma in un unico flusso narrativo.

Un cast d’eccezione per un microcosmo umano
Il palcoscenico è il condominio stesso, un microcosmo che diventa specchio dell’umanità. A dare vita ai personaggi troviamo Raúl Fernández de Pablo, Clara Lago, Tito Valverde, affiancati da Gonzalo de Castro, Neus Sanz, Christian Checa, Charo Reina e Pepe Carrasco. Ognuno di loro incarna un volto diverso del pregiudizio, della paura o, al contrario, del coraggio di accogliere. La regia di Requejo sceglie il tono della commedia sociale, senza però rinunciare a momenti di forte tensione emotiva, trasformando l’assemblea in un’arena dove si combatte non solo per un voto, ma per una visione del mondo.

Convivenza e inclusione: un tema più attuale che mai
La Riunione di Condominio è molto più di un film: è uno specchio puntato sulle nostre fragilità collettive. In un’epoca in cui si parla tanto di inclusione e diritti, Requejo ci ricorda quanto sia difficile abbattere realmente i muri dei pregiudizi. Lo fa senza prediche, ma con la forza del quotidiano, mettendo lo spettatore davanti a dinamiche che potrebbero accadere nel palazzo accanto al nostro.Con i suoi 88 minuti di durata, il film riesce a bilanciare ironia e dramma, regalando momenti che fanno sorridere ma anche riflettere, in un crescendo che non lascia indifferenti.

Una storia semplice, un messaggio universale
Il grande pregio di questo film è la sua semplicità: niente effetti speciali, niente scenari epici. Solo una sala condominiale, qualche sedia e un gruppo di vicini. Eppure, in quello spazio ristretto, La Riunione di Condominio mette in scena l’eterno conflitto tra paura e accoglienza, tra egoismo e solidarietà. Un piccolo teatro umano che diventa, inevitabilmente, specchio della società contemporanea.

Enrico Ruocco – https://www.corrierenerd.it

Prezzi

BIGLIETTO INTERO € 3,50 (CINEMA REVOLUTION)

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a) tessera “Vieni al cinema” con di foto di riconoscimento oppure senza foto purché accompagnata da tessera dell’Ente
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VENEZIA 2025 – Le imperdibili pagelle di Anna!

2026-09-07T17:37:30+02:009 Settembre 2025|Archivio|

Anche quest’anno Cinema DONFIORENTINI presente alla 82a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con la nostra preziosa inviata Anna Franceschelli!

 

Di seguito il resoconto completo di Anna e le sue pagelle.

“Carissimi ,

qualcuno di voi mi ha chiesto un commento al’esperienza della Mostra del Cinema di quest’anno , che per me è sempre indimenticabile , stacco dalla realtà quotidiana e vivo un altro tempo spazio , in una città meravigliosa.

Poche parole , vado in ordine di visione, do la mia personale valutazione , come a scuola …molti di questi forse non usciranno neanche in sala :

1 .Bugonia .Lanthimos è sempre sopra le righe , ma gli attori sono molto bravi e il messaggio significativo. Voto 8 e mezzo

2 .Hijra . Film arabo , il lungo viaggio e le peripezie di una nonna e la nipote verso la Mecca. Bellissimi paesaggi , intenso il legame fra le due e i personaggi incontrati. Voto 7 e mezzo

3. Father Mother , Sister Brother. Come saprete ha vinto , inaspettatamente , il Leone d’oro. A me è piaciuto , Jarmush è un regista che non mi delude , anche se è particolare . Questo è un film minimale , a episodi , con strani personaggi di famiglie curiose , forse un pò disfunzionali , ma che fanno tenerezza. Tom Waits spicca. Voto 8.

4. The testament of Ann Lee . Amo molto i film sui santi e i mistici ,e anche i musical , ma questo l’ho trovato insostenibile , nonostante la bellezza e la bravura della protagonista . Voto 4.

5. A bras le corps ( Silent ribellion) . Bel film francese ambientato in Svizzera alla vigilia della II Guerra mondiale . Una ragazza quindicenne resta incinta dopo uno stupro e , ribellandosi alle regole di una comunità protestante e della società in generale , rivendica la sua libertà e la sua maternità. Voto 8.

6.Marc by Sofia. Docu film e lunga intervista allo stilistaMarc Jacobs  . Molto ben fatto , un grande tributo alla Moda come Arte e all’amicizia che lega la regista e il protagonista. Voto 9.

7.L’Etrangèr . Bianco e nero molto suggestivo . Bellissimo il protagonista ( Benjamin Voisin). Ozon ha rispettato fedelmente lo spirito del romanzo di Camus e dell’esistenzialismo del tempo: la vita e i suoi accadimenti possono essere in balia del non senso. Voto 9.

8. A house of Dynamite. Terribilmente attuale …siamo seduti su una casa che può esplodere se non ci fermiamo in tempo.,, Ritmo e grande cast. Voto 9.

9.In the hand of Dante. Nutrivo grandi aspettative vista la presenza del Poeta…Purtroppo questa volta Schnabel ha fatto un lungo thriller melò splatter senza capo nè coda…certe scene rasentano un pò il ridicolo…Peccato. Voto 5.

10. Ammazzare stanca.Tratto da una storia vera . E’ un pò il solito film italiano sulla mafia…Per  me il film più bello su questo tema resta ” Anime nere ” di Munzi. Molto bravo Gabriel Montesi. Voto 7.

11.Duse. Bello, bellissime locations e costumi. La Tedeschi interpreta magistralmente la grande attrice e il suo talento . Voto 8 e mezzo.

12.The voice of Hiind Jarab. Non riesco a valutare , come potete immaginare… E’ la testimonianza diretta e reale di ciò che vivono i bambini , e non solo, a Gaza. Straziante, tocca profondamente il cuore e lascia senza parole Voto …

13 Un cabo suelto( The lost end)  : Film piacevolissimo, le peripezie di un poliziotto gentile che tenta di sfuggire a 2 colleghi criminali e si reinventa facendo formaggi. Trova anche l’amore . Voto 7 e mezzo.

14.Dead Man’s Wire. E’ il film che mi è piaciuto di più E finalmente un film film. La storia( vera )  la sceneggiatura, gli interpreti , il ritmo , la colonna sonora, non manca niente. Gus Van Sant resta , almeno a mio parere , uno dei maggiori registi viventi. E Bill Skarsgaard è bravissimo nell’interpretare la parte del povero disgraziato che , truffato da una grande azienza di costruttori edili , cerca di vendicarsi. Voto 10.

11.Elisa. E’ in sala quindi non dico niente di nuovo. Tragedia familiare , ma senza psicodramma , solo la terribile ricostruzione dei fatti e l’ efficacia della giustizia ” riparativa. Ottimamente interpretata dai due protagonisti . Voto 8

12. Pin de fartie. Simpatico. Il titolo è l’anagramma di Fin de partie di Beckett , ulteriormente anagrammato per creare diverse narrazioni , tutte un pò assurde, come i testi dell’autore. Voto 7 e mezzo.

13. Grand ciel. Bel film francese che racconta , ahimè, una delle tante tragedie sul lavoro in un cantiere edilizio . angosciante. Voto 8.

14.100 nights of hero. molte fonti di ispiazione : Le mille e una notte  e la serie Il racconto dell’ancella , ma non alla sua altezza. favola magica ambientata in un medio evo dove gli uomini sono un pò dei bruti e le donne si riscattano attraverso le parole. Voto 6.

15. Human Resource. Thailandese .Lavorare alle risorse umane nonostante i meccanismi di lavoro  disumani , che fatica restare umani… Voto 8.

16. Un film fatto per Bene. Paradossale , dissacrante , come ai tempi di “Cinico tv”. Un film impossibile ma geniale , come l’autore , Franco Maresco. Voto 9.

17. The sun rises on all. L’attrice , molto brava , ha vinto la Coppa Volpi. Un amore tragico tra un uomo e una donna che si reicontrano dopo la carcerazione di lui , che siè incolpato di un reato commesso da lei . Lui ha un cancro…Senza redenzione. Voto 7 e mezzo.

18. Funeral casino Blues. Film ambientato tra i colori e la confusione di Bangkok…amore , inseguimenti , rapimenti. Insomma un pò un film incasinato nel vero senso della parola. Voto 5.

19. Orfeo. Il mito rivisitato da un giovane regista e ispirato ad una graphic novel di Dino Buzzati. Particolare , originale, scenografie magiche e illusioni ottiche . Molto suggestivo. Voto 8 e mezzo.

20. Chien 51. Bel film francese di chiusura. In una Parigi del futuro , che divide i quartieri per estrazione sociale , Il controllo della città è affidato ad un sistema di A.I , che si chiama Alma ( anima in latino , ma ricorda Hal 21…) che  collabora con la polizia nel combattere il crimine. Bel film , ritmo e cast ( Adele Exarcopoulos ; Lois Garrel… Voto 8 e mezzo.

21.Sermon to the void. Film per immagini , sulla natura e gli elementi. Ipnotico. Voto 8.

Diciamo che ad ogni edizione si coglie qualcosa di trasversale di sottofondo , e io ho visto ben una piccola parte delle pellicole , ma cosa mi ha detto quest’anno ? Beh … basta guerre , siamo sull’orlo del baratro e i potenti facciano qualcosa per fermare lo spargimento di sangue diffuso che può davvero diventare una catastrofe irreversibile …E attenti all’abuso di tecnologia , che è uno strumento importante , ma che nelle mani di chi smarrisce la coscienza è strumento di stordimento , violenza e morte . Abbiamo bisogno di gentilezza,umanità  e amore ,e di bellezza , che il cinema ci regala pur sempre…e il vaporetto che porta a Lido , col panorama diurno e serale che la laguna offre nel tragitto , è impagabile.

Spero di non avere dimenticato nulla e non perdete ” The voice of Hiind Jarab”

A presto.”

                              Anna

 

 

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