Film in sala

L’ESTRANEA [da venerdì 9 ottobre]

2026-10-13T22:20:21+02:0013 Ottobre 2026|Film in sala|

 

Proiezioni

Mercoledì 14 ottobre: ore 21:00
Venerdì 16 ottobre: ore 21:00
Sabato 17 ottobre: ore 21:00
Domenica 18 ottobre: ore 18:30 – 21,00

Titolo originale: L’estranea
Nazione: Italia
Genere: Thriller, drammatico, orrore
Durata: 1 ora 55 min
Regia: Paolo Strippoli
Cast: Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini, Valeria Bruni Tedeschi, Andrea Genovese
Produzione: Propaganda Italia, Rai Cinema, Kazak Productions, Tarantula, Dinamo Film, Shelter Prod, BeTV, Orange, Proximus
Distribuzione: 01 Distribution

 

 

 

 

 

 

Trama

Durante un forte temporale, Anna (Jasmine Trinca) si presenta senza preavviso a casa della figlia Alice (Romana Maggiora Vergano) per rivelarle che l’intera storia della loro famiglia si regge su una bugia.

Anna sostiene di aver stretto un patto con una misteriosa Estranea (Valeria Bruni Tedeschi) per salvare la gamba di Alice, dopo un incidente avvenuto vent’anni prima. Un patto che ha scatenato un effetto domino, causando negli anni avvenimenti terribili.

L’unica che può sistemare tutto è la stessa Alice. Ma a quale prezzo?

Trailer

 

Recensione

Strippoli trasforma l’horror in un perturbante dramma familiare.

Bari, 1999. Anna, Walter e i figli Alice e Tobia sono “quello che gli altri vorrebbero diventare”, ovvero una famiglia ricca, felice e di successo. Walter è titolare della sartoria Colonna, ereditata dal nonno e trasformata nel negozio di Bari centro da dove passa tutta l’alta borghesia cittadina per rifornirsi delle uniformi consone al proprio status sociale; Tobia è una giovanissima promessa del calcio; Alice è stata appena scelta per una pubblicità della Barilla; e Anna è moglie e madre modello, se non fosse per quel sogno irrealizzato di diventare un’attrice che sta cercando di realizzare attraverso la figlia, e quella strana abitudine di mangiare rotelle di liquirizia a nastro per placare un’ansia senza nome.

Roma, 2026. Anna si presenta nel modesto appartamento romano di Alice, ora ventenne, in una notte di pioggia scrosciante, e comincia a raccontarle una storia che ha inizio proprio nel lontano 1999, durante la festa a casa Colonna per celebrare l’ultimo Ferragosto del millennio. Ed è la storia degli incontri con un’estranea che le ha proposto patti faustiani e irrinunciabili.

L’estranea comincia con la mano di Anna aggrappata al bracciolo di una poltrona di aereo, con lo sguardo incollato all’immagine di una madre e una figlia stampata sulle istruzioni di salvataggio, mentre il velivolo affronta una turbolenza imprevista.

Le turbolenze, nella vita di Anna, si susseguiranno in un’escalation di gravità sulle quali la donna cerca disperatamente di esercitare quel controllo che le sfugge. “Se chiudi gli occhi il Male è lontano”, recita Anna insieme ai suoi figli ogni volta che c’è un nuovo dolore in arrivo. Ma il Male non è mai così lontano, ti agguanta all’improvviso se solo provi ad abbassare quella guardia rigida che il tuo ruolo e il tuo ambiente ti impongono. E quello che conta supremamente è cosa dirà la gente, che ne sarà di quella reputazione costruita con tanta fatica e silenzioso sacrificio.

Paolo Strippoli, casse 1993, alla sua terza regia dopo l’esordio folgorante di Piove e l’opera seconda La valle dei sorrisi, ha scelto il genere horror per veicolare storie che si addentrano nella crudeltà e perversione dei legami famigliari, e prosegue su questo filone anche in L’estranea, compiendo un ulteriore salto di maturità espressiva. La sua padronanza della tecnica cinematografica è impressionante per un regista appena trentenne, e si nutre di una conoscenza ampia e internazionale del cinema, non solo di genere, evidente in ogni inquadratura: L’estranea rimanda Coraline e al finale di In nome del popolo italiano, Il sacrificio del cervo sacro e La scelta di Sophie, la saga di Saw e le luminosità di Midsommar, il Sud delle apparenze di Reality e di Mine vaganti, Un tranquillo weekend di paura e Rapunzel, le simmetrie di The Master e i vortici di Sicilian Ghost Story.

Quando Walter e Anna si congratulano fra di loro per aver assicurato ai figli un futuro radioso, rendendoli “una generazione felice”, dicendo a se stessi: “Siamo stati bravi”, Strippoli, che di quella generazione fa parte, sa che non c’è nulla di più lontano dalla realtà. Così quando Anna dice ad Alice “Lei è vera”, riferendosi alla presenza inquietante che più volte apparirà lungo il suo percorso di vita imponendole scelte aberranti, Alice non le crede. Chi delle due (figure femminili) ha ragione?

Jasmine Trinca è perfetta nel rendere Anna una figura tragica, suscitando tanta irritazione quanta empatia, ed evita di misurare il rischio misoginia che si annida dietro ogni storia conflittuale di madri e figlie. L’estranea è diviso in quattro capitoli più un epilogo, e il capitolo più breve è dedicato alla Madre, non solo perché è quello conclusivo, ma perché di fatto per Anna non c’è spazio, anche se è apparentemente sempre al centro della scena. La sua irrequietezza è tenuta a freno, ma si intravvede in una sigaretta fumata in chiesa di soppiatto o in una liquirizia srotolata furtivamente.

Accanto a lei Adriano Giannini è un marito del sud tracotante e fragile e Romana Maggiora Vergano un’Alice insicura e determinata (Mariandrea Cesari, che la intrepreta da adolescente, è altrettanto efficace), mentre fra i tre giovani attori che interpretano Tobia nel corso del tempo colpisce soprattutto l’adolescente Andrea Rossini. Ma la parte del leone spetta alla magistrale Valeria Bruni Tedeschi, un’estranea che si fa carico anche della piega ironica del film, che come ogni horror (e melodramma) che scelga (coraggiosamente) di mantenersi frontale ha bisogno di un occasionale comic relief per non prendersi troppo sul serio e per neutralizzare il pericolo di suscitare una comicità involontaria.

L’estranea pesca probabilmente in un vulnus famigliare del regista, che firma anche la sceneggiatura insieme a Salvatore De Chirico, come radice della sua cifra autoriale. Il lavoro sulle immagini (il direttore della fotografia è Cristiano Di Nicola, il montatore Federico Palmerini), ma anche sul sonoro e sul commento musicale (le musiche originali sono di Rob, gli effetti sonori di Marc Bastien), allestisce simmetrie che poi demolisce come costruzioni di Lego, entra nel dolore adolescenziale come in quello femminile da bambino che appoggia la lente al formicaio (come quello del film, dove le formiche si muovono in circolo, come una girella), chiude ombrelli che dovrebbero riparare dalla pioggia (che “a volte sei tu”) e invece non lo fanno – del resto l’acqua è elemento centrale nel cinema di Strippoli – e domanda “chi si prenderà il Male del mondo”, ben sapendo che a volte la vita non ha senso né intenzione di fare danno.

Paola Casella – www.mymovies.it

Prezzi

BIGLIETTO INTERO € 7,50

BIGLIETTO RIDOTTO € 6,00
_ BAMBINI e RAGAZZI da 4 a 24 anni
_ ADULTI da 65 anni in su
_ ACCOMPAGNATORI PORTATORI DI HANDICAP
_ GIORNALISTA, dietro presentazione di tesserino
_ MILITARI
_ TITOLARI tessera ANEC – UNITA (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo)
_ il MERCOLEDÌ (escluso festivi e prefestivi, e nel giorno di uscita di un film): per TUTTI
_ il VENERDÌ (escluso festivi e prefestivi) per i soci i possessori di:
a) tessera “Vieni al cinema” con di foto di riconoscimento oppure senza foto purché accompagnata da tessera dell’Ente
b) tessera ACI (Automobile Club d’Italia)
c) card Cultura Area Metropolitana di Bologna
d) tesserati Azione Cattolica (adulti, giovani e giovanissimi)

BIGLIETTO OMAGGIO

PORTATORI DI HANDICAP
BAMBINI fino a 3 anni
POSSESSORI DI TESSERA DEGLI ESERCENTI SALA CINEMATOGRAFICA (AGIS-ACEC, AGIS-ANEC, ANEM..)
POSSESSORI DI TESSERA ‘EUROPA CINEMAS’

ZUSTISSIA [da sabato 17 ottobre]

2026-10-13T22:20:12+02:0011 Ottobre 2026|Film in sala|

 

Proiezioni

Sabato 17 ottobre: ore 18:30
Domenica 18 ottobre: ore 16:15
Mercoledì 21 ottobre: ore 21:00

 

Titolo originale: Zustìssia
Nazione: Italia
Genere: Drammatico
Durata: 1 ora 51 min
Regia: Francesco Piras
Cast: Michele Riondino, Fabrizio Ferracane, Paola Giannini, Jacopo Cullin, Valentino Mannias
Produzione: Palomar Production
Distribuzione: Piper Film

 

 

 

 

 

 

Trama

La storia vera di un’ingiusta odissea carceraria durata più di 30 anni…
Sardegna,1991. Il 27enne Beniamino Zuncheddu viene arrestato con l’accusa di aver sparato a quattro persone, uccidendone tre. La quarta vittima, unica sopravvissuta, identifica Zuncheddu da una serie di fotografie, e il giovane uomo viene condannato all’ergastolo, pur essendosi dichiarato innocente e avendo fornito un alibi confutato da più testimoni. Inizia così un’odissea carceraria durata 33 anni, forse “il più lungo errore giudiziario italiano”. Dal 2016 l’avvocato penalista Mauro Trogu lavorerà per dimostrare l’innocenza di Zuncheddu passando attraverso infinite lungaggini burocratiche, e a poco a poco capirà che la vicenda del suo assistito si colloca all’interno di un quadro più grande di corruzione e vendetta…

Trailer

 

Recensione

Un’odissea carceraria raccontata con essenzialità e rigore…. ti fa uscire dalla sala con un barlume di speranza.

Sardegna,1991. Il 27enne Beniamino Zuncheddu viene arrestato con l’accusa di aver sparato a quattro persone, uccidendone tre. La quarta vittima, unica sopravvissuta, identifica Zuncheddu da una serie di fotografie, e il giovane uomo viene condannato all’ergastolo, pur essendosi dichiarato innocente e avendo fornito un alibi confutato da più testimoni. Inizia così un’odissea carceraria durata 33 anni, forse “il più lungo errore giudiziario italiano”. Dal 2016 l’avvocato penalista Mauro Trogu lavorerà per dimostrare l’innocenza di Zuncheddu passando attraverso infinite lungaggini burocratiche, e a poco a poco capirà che la vicenda del suo assistito si colloca all’interno di un quadro più grande di corruzione e vendetta. Al centro della vicenda ci sono le testimonianze, quelle non credute e quelle false orchestrate da chi si trova ben più in alto di un pastore, perché “le pecore bisogna tenerle d’occhio”.

Zustìssia, tratto dal libro di Mauro Trogu e Beniamino Zuncheddu “Io sono innocente”, segna il debutto alla regia di Francesco Piras, già ottimo direttore della fotografia di Salvatore Mereu, e fa leva sulla solidità del soggetto e della sceneggiatura di Lisa Nur Sultan e Niccolò Gentili, che trasformano in narrazione cinematografica una vicenda complicatissima, uno stillicidio costellato di depistaggi e battute d’arresto.

Piras si prende il suo tempo nel dipanarla visivamente, perché il tempo è il grande protagonista di questa storia(ccia) italiana: quello di Zuncheddu che sembra non contare nulla, e quello strategicamente dilatato di una giustizia che si rifiuta di ammettere i propri errori.

Il regista e gli sceneggiatori esplorano il tema della fiducia che gli italiani possono (o meno) avere nella giustizia, e la consapevolezza che quella giustizia può essere fatta più attraverso la buona volontà e dei singoli che attraverso le istituzioni a lei preposte. Al contrario di Portobello, il film mette dunque al centro le persone che possono scegliere di rendere la giustizia possibile: in questo senso il casting, nel ruolo della procuratrice generale di Cagliari Francesca Nanni, di Philippine Leroy-Beaulieu, il cui padre era marito della figlia di Enzo Tortora, Silvia, appare particolarmente ispirato.

Michele Riondino fa di Mauro Trogu un uomo animato da un profondo senso di equità e compassione, disposto ad andare oltre il proprio incarico professionale, mentre Fabrizio Ferracane dà a Beniamino Zuncheddu una mitezza che non è mai totale rassegnazione: solo contro i poteri forti, non rinuncia a dichiararsi innocente anche di fronte alla possibilità di godere di qualche privilegio carcerario a fronte di un’ammissione di colpevolezza. Completano il cast Geppy Cucciari nel ruolo di una giornalista di Radio Radicale e Francesco Colella in quello di un PM che ha… mangiato la foglia.

Zustìssia è narrato con essenzialità e rigore, le due armi che hanno reso possibile il riscatto di Zuncheddu. Il suo respiro è soffocato finché non può finalmente aprirsi, e Piras alterna visivamente gli spazi di vita del suo protagonista, dai pascoli aperti alla cella della prigione, dal bar dove grazie a Trogu riesce a trovare un impiego e a tornare in contatto con la gente alle aule di tribunale che lo ricacciano continuamente in carcere.

La narrazione segue la strada maestra della semplicità per avvicinare gli spettatori ad una vicenda intricata scomponendola a poco a poco, come fa Trogu, che “mangia l’elefante un morso alla volta” rifiutando di accettare il corso degli eventi perché “una giustizia così fa paura”. E, quando serve, coinvolge i media perché ricorda che “quando c’è il pubblico la corte si comporta con più zelo”. Non mancano dunque i tocchi di amara ironia in questa vicenda di “sequestro di Stato di un innocente” a metà fra Kafka e Sciascia, che tuttavia riesce a farci uscire di sala con un barlume di speranza, più ancora che con un moto di rabbia sacrosanta.

Paola Casella – www.mymovies.it

Prezzi

BIGLIETTO INTERO € 7,50

BIGLIETTO RIDOTTO € 6,00
_ BAMBINI e RAGAZZI da 4 a 24 anni
_ ADULTI da 65 anni in su
_ ACCOMPAGNATORI PORTATORI DI HANDICAP
_ GIORNALISTA, dietro presentazione di tesserino
_ MILITARI
_ TITOLARI tessera ANEC – UNITA (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo)
_ il MERCOLEDÌ (escluso festivi e prefestivi, e nel giorno di uscita di un film): per TUTTI
_ il VENERDÌ (escluso festivi e prefestivi) per i soci i possessori di:
a) tessera “Vieni al cinema” con di foto di riconoscimento oppure senza foto purché accompagnata da tessera dell’Ente
b) tessera ACI (Automobile Club d’Italia)
c) card Cultura Area Metropolitana di Bologna
d) tesserati Azione Cattolica (adulti, giovani e giovanissimi)

BIGLIETTO OMAGGIO

PORTATORI DI HANDICAP
BAMBINI fino a 3 anni
POSSESSORI DI TESSERA DEGLI ESERCENTI SALA CINEMATOGRAFICA (AGIS-ACEC, AGIS-ANEC, ANEM..)
POSSESSORI DI TESSERA ‘EUROPA CINEMAS’

REGALA IL CINEMA – simpatico ed utile

2026-09-22T20:25:32+02:0021 Settembre 2023|Film in sala|

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  • telefonare al 351.6465030(Carla)
    dal lunedì al sabato dalle ore 16,00 alle 18,30

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