redazione

About redazione

This author has not yet filled in any details.
So far redazione has created 145 blog entries.

BABYLON [da venerdì 20 gennaio 2023]

2023-02-01T21:44:17+01:001 Dicembre 2022|Archivio|

Proiezioni

Mercoledì 25 gennaio: ore 21,00
Venerdì 27 gennaio: ore 21,00
Sabato 28 gennaio: ore 21,00
Domenica 29 gennaio: ore 17,00 – 21,00
Mercoledì 1 febbraio: ore 21,00

Titolo originale: Babylon
Nazione: USA
Anno: 2022
Genere: Drammatico
Durata: 183 min
Regia: Damien Chazelle
Cast: Brad Pitt, Margot Robbie, Diego Calva, Jean Smart, Jovan Adepo
Produzione: Paramount Pictures
Distribuzione: Eagles Pictures

Il film ha ottenuto 5 candidature e vinto un premio ai Golden Globes
9 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award

 

 

Trama

Los Angeles, anni ’20 del Novecento.
È l’Epoca d’Oro di Hollywood, regno della sregolatezza, dell’esuberanza e delle folli ambizioni ma è anche un momento cruciale per l’industria cinematografica, con il passaggio dai film muti a quelli sonori. Una rivoluzione che segnerà l’ascesa di nuove stelle e la rovina di vecchie glorie.
Seguiamo le vicende personali e professionali dei quattro protagonisti principali: Manny Torres (Diego Calva), un aspirante attore ispano-americano, che all’inizio si deve accontentare di un lavoro di assistente sul set, Jack Conrad (Brad Pitt), un famoso attore, tra i più pagati a Hollywood, noto per la sua vita privata sregolata, tra feste, divorzi e affari pochi chiari, preoccupato dall’arrivo dal sonoro, che rischia di stroncargli la carriera.
C’è poi la conturbante ma insicura Nellie LaRoy (Margot Robbie), destinata a diventare una stella dall’oggi all’indomani. Per lei la vita dovrebbe essere un party senza fine.
Il quarto protagonista principale di questa storia è Sidney Palmer (Jovan Adepo) un giovane trombettista jazz che ha l’opportunità di iniziare una carriera nel cinema.
Intorno a loro ruotano diversi personaggi, da Elinor St. John (Jean Smart), giornalista specializzata in cronaca scandalistica senza peli sulla lingua, a James McKay (Tobey Maguire) un gangster tossicodipendente in cerca di gloria, da Fay Zhu (Li Jun Li), attrice e cantante spesso protagonista delle sfavillanti serate hollywoodiane, a Irving Thalberg (Max Minghella), uno dei più noti produttori cinematografici degli anni 20 e 30, unico personaggio del film realmente esistito.

Trailer

Intervista al regista
(Andrea Cauti – https://www.agi.it/spettacolo/news/)

Due film in uno, un’opera lunghissima e a tratti magnifica, quella che ha realizzato il regista americano Damien Chazelle, già premio Oscar per ‘La La Land’, che nella sua ultima fatica, ‘Babylon’, in sala dal 19 gennaio per Paramount, ha raccontato alla sua maniera la nascita del cinema in America. La nascita di Hollywood, quando nel deserto di Los Angeles un gruppo di persone ha iniziato a fare cinema in maniera creativa, semplice e assolutamente folle. Una pellicola, interpretata da due superstar in stato di grazia, Brad Pitt e Margot Robbie,  in cui Chazelle non fa sconti a nessuno e ripercorre la strada tracciata da Kenneth Anger nel suo celeberrimo ‘Hollywood Babilonia’, raccontando gli albori del cinema muto e il traumatico passaggio al sonoro che ha spazzato via come uno tsunami i divi dell’epoca, travolti dalla novità.

La pellicola non ha avuto un’accoglienza troppo calorosa ed è stata quasi snobbata nella notte dei Golden Globe (ha vinto solo per la miglior colonna sonora originale a Justin Hurwitz). Il motivo, racconta il regista, è che in America “provocare il risentimento e fa arrabbiare le persone” perché “dà fastidio e fa il contropelo a quel mondo raccontato sempre da Hollywood in superficie” in maniera indulgente se non addirittura idilliaco.

Cosa rappresenta’ Babylon’ per lei?

“Sono felice di portare il film a Roma. Questo film ha preso ispirazione da molte delle opere di Fellini, la ‘Dolce vita’ per esempio. Voglio offrire una panoramica della società di Hollywood: come si lavora e come ci si diverte. Volevo esaminare questo periodo della storia di Hollywood attraverso il prisma del divertimento e del lavoro. Come un ciclo: attraverso i set, attraverso le feste. Alla fine l’obiettivo è di dare l’idea di cosa ci fosse sotto la superficie: speranza, politica, tragedie, sogni infranti, ecc.”.

Si sente più vicino al personaggio di Brad Pitt o a quello di Margot Robbie?

“In ogni personaggio ho tentato di mettere qualcosa che mi riguardi e che è in un certo senso il risultato dell’esperienza di un certo momento. Nello scrivere i personaggi scuramente c’è stato l’eco di alcuni aspetti che mi appartengono. Ho cercato di mettere in ogni personaggio un aspetto personale, ma nulla di diretto. Sono tutti personaggi che mi appartengono, il gruppo di personaggi sono me per qualche aspetto. Era un modo per esprimere me stesso”.

Nel film racconta il mito della Hollywood del cinema muto. Com’è cambiato questo mondo da allora?

“Quello che è andato perduto è la libertà, ma è anche comprensibile. Era esercitata nei primissimi giorni e lo vediamo nei film muti, raccontati e rappresentati in questo film. E’ intrinsecamente legato al fatto che Hollywood era qualcosa di nuovo. Era considerata una forma d’arte volgare, forse neanche una vera forma d’arte. Los Angeles era considerata la città folle, frontiera del Wild West dove i pionieri avevano quello che volevano. Era un’esplosione di creatività. Abbiamo molto da imparare a quel periodo. Oggi a Hollywood c’è tanta paura, conformismo, moralismo puritano. Gli artisti dovrebbero esprimere tutto questo e dovrebbero rivendicare la libertà soppressa. Questa storia lo racconta in forma evolutiva. In questi 15 anni Hollywood è cambiata moltissimo”.

Il film compie un brusco cambiamento negli ultimi 45 minuti, si passa dalla commedia alla tragedia in salsa noir, quasi horror.

“Dall’inizio avevo l’idea era di fare un film che si trasformasse in un altro film anche in termini di ritmo, di genere e di stile. Volevo riflettere il momento in cui la società si trovava. Volevo passare dalla commedia alla tragedia. Man mano che scrivevo la sceneggiatura, però, mi sono reso conto che questo livello di esuberanza della commedia si dovesse trasformare in tragedia, ma mi sono reso conto che non era sufficiente. Per cui ho pensato che servisse qualcosa di molto violento, quasi horror. Così l’apice della festa, del party, è contrapposto alla caduta: dal cielo all’inferno. Un po’ come andare verso l’alto e scendere negli inferi. Nell’ultima parte in cui parliamo degli anni ’50 volevo far vedere allo spettatore una cosa che facesse riflettere su cosa era stato e rappresentasse la sintesi di quello che era avvenuto fino ad allora”.

‘Babylon’ è stato accolto tiepidamente negli Usa, snobbato anche dai Golden Globe (ha vinto solo per la colonna sonora). Andrà meglio in Europa?

“Sapevo che il film avrebbe suscitato determinate reazioni in America. L’idea era di dare fastidio, di fare il contropelo alle persone, provocare il risentimento, far arrabbiare le presone. Questa era la mia aspettativa: realizzare un film controcorrente. Anche per questo ci ho messo tanto tempo a farlo e a trovare chi lo finanziasse. Siamo stati fortunati di trovare a Hollywood un posto dove poterlo girare. Sono anche grato alla Paramount che ha rischiato sapendo che il film era difficile. Sono stati coraggiosi a sostenerlo e non mi hanno mai fatto pressioni. Mi sono sentito libero e protetto, non ho dovuto annacquare o filtrare qualcosa del film. Mi rendo conto che è uno shock, ma era importante che si facesse un film che andasse a scavare nel profondo, perché oggi si mostra sempre la patina superficiale quando si parla degli esordi di Hollywood”.

Cosa si augura per il suo film?

“Spero che il film possa trovare il suo pubblico e possa suscitare dibattito, discussione, risvegliare gli animi, non semplicemente scivolare via. Ho fatto questo film sperando che facesse rumore. Ora non mi appartiene più, diventa del pubblico, di chi lo guarda. Io ho fatto quello che sentivo di dover fare e adesso lo lascio giudicare al pubblico. Io sono contrario a rimaneggiare i film, non mi piace il ‘director’s cut’. E’ come lasciare che un figlio vada via di casa, l’hai creato tu ma ora deve andare con le sue gambe, gli starai sempre vicino ma non ti appartiene più”.

Spieghi perché ha deciso di girare scene piuttosto sgradevoli.

“E importante cercare di mostrare quello che Hollywood è spesso troppo brava a nascondere, a infilare sotto il tappeto. All’epoca il cinema non era visto come oggi, ma qualcosa di criminale, di basso, di volgare, di pornografico. Era parte del Dna dei film mostrare la volgarità, lo sporco se così si può dire. Per andare a rivendicare quegli elementi della reputazione di cui godeva, già nel titolo mi rifaccio a quell’idea – peccato, vizio – descritto e definito, non solo come Babilonia, ma anche altri riferimenti biblici come Sodoma e Gomorra. Hollywood era nata ancor prima di Las Vegas, era il luogo di nascita dell’industria nuova che veniva creata da immigrati, criminali, reietti, persone ai margini della società che vanno a costruire qualcosa nel mezzo del nulla. Corrisponde anche all’idea di questa follia andare a costruire una città nel mezzo del niente. In quanto alle scene sgradevoli, le rivelo che quelle più estreme che ho girato sono state ammorbidite perché se avessi mostrato la realtà dell’epoca, le assicuro che il film non sarebbe mai uscito”.

Come è cambiata la vita con l’Oscar vinto nel 2016 per ‘La La Land’?

“I premi non mi hanno cambiato la vita a livello personale, ma di certo non penso che ci sarebbero stati Studios disponibili a finanziare ‘Babylon’ senza quei premi. Aiutano ad aprire molte porte”.

Qual è stato il suo rapporto con Margot Robbie sul set?

“Margot Robbie è una forza della natura, è disposta a fare tutto. Lei paragona la recitazione a essere un animale: per ogni ruolo che interpreta è come se abitasse in lei un animale. Al contempo è anche un attore di grande disciplina, in grado di girare 12 ciak uno dietro l’altro e di piangere davvero con un occhio solo come fa nel film: ha una grande tecnica, cosa rarissima se combinata al suo essere selvaggia. E’ stato sorprendente lavorare con lei: basta cerare un ambiente in cui si sente al sicuro, supportata. Abbiamo girato e improvviato girando ciak su ciak”.

Qual è a suo giudizio il futuro del cinema al tempo dello streaming?

“Vediamo che il film finisce nel 1952 e, se andiamo a vedere nel contesto, ci rendiamo conto che ci sono molti film dell’epoca che contengono la paura che il cinema stesse morendo. Molti film di quegli anni portano questo timore: che la tv avrebbe sostituito i film in sala. In realtà il cinema non è morto. E’ morto forse il sistema degli Studios che comunque è stato sostituito da qualcos’altro. Io sono ottimista: c’è un continuo ciclo di nascita e morte ma c’è una continua costante evoluzione. Hollywood continua a cambiare, muore e rinasce. Si dice da sempre che il cinema è morto, ha cominciato nel 1892 lo stesso Lumiére. In una gigantografia che ho a casa del 1952 con Marylin Monroe c’è il titolo: il cinema è morto?”

Che ne pensa del 3D in sala?

“Può essere qualcosa di interessante come molti strumenti che il cinema ha usato nel corso dei decenni per fornire allo spettatore un’esperienza diversa. Pensiamo all’avvento del cinemascope, del whitescreen, tutti espedienti per convincere il pubblico a tornare in sala. Ci sono altre cose che arriveranno in futuro. Credo che poi sia responsabilità dell’artista di utilizzare questi strumenti come una novità, non come trucchetti che non aggiungono nulla al valore, cosa che è arrivata invece col suono, col colore, col cinemascope. Il 3D può fare la differenza nelle mani di Cameron che dà un valore estetico, forse meno nelle mani di altri. E’ come un pittore che se ha tanti colori riesce a esprimersi meglio. Si tratta spesso di una transizione difficile. Ricordiamoci che il cinema non è qualcosa di vecchio e invece se paragonato alle altre forme d’arte è giovane e non abbiamo ancora esplorato tutte le possibilità e le innovazioni che può dare”

Andrea Cauti – https://www.agi.it/spettacolo/news/

Prezzi

BIGLIETTO INTERO € 7,50
BIGLIETTO RIDOTTO € 6,00

• BAMBINI da 4 a 12 anni
• ADULTI oltre 60 anni
• PORTATORI DI HANDICAP
• GIORNALISTA, dietro presentazione di tesserino
• MILITARI
• il MERCOLEDÌ (escluso festivi e prefestivi, e nel giorno di uscita di un film): per TUTTI
• il VENERDÌ (escluso festivi e prefestivi) per i soci i possessori di:
a) tessera “Vieni al cinema” con di foto di riconoscimento oppure senza foto purché accompagnata da tessera dell’Ente
b) tessera ACI (Automobile Club d’Italia)
c) card Cultura del comune di Imola
d) tesserati Azione Cattolica (adulti, giovani e giovanissimi)

BIGLIETTO OMAGGIO

ACCOMPAGNATORE DI PORTATORE DI HANDICAP
BAMBINI fino a 3 anni
POSSESSORI DI TESSERA DEGLI ESERCENTI SALA CINEMATOGRAFICA (AGIS-ACEC, AGIS-ANEC, ANEM..)
POSSESSORI DI TESSERA ‘EUROPA CINEMAS’

THE SON [in sala da venerdì 10 febbraio]

2023-02-15T21:42:51+01:001 Dicembre 2022|Archivio|

Proiezioni

Venerdì 10 febbraio: ore 21,00
Sabato 11 febbraio: ore 21,00
Domenica 12 febbraio: ore 16,15 – 18,30 – 21,00
Mercoledì 15 febbraio: ore 21,00

Titolo originale: The son
Nazione: USA, Francia, Gran Bretagna
Anno: 2022
Genere: Drammatico
Durata: 123 min
Regia: Florian Zeller
Cast: Hugh Jackman, Laura Dern, Vanessa Kirby, Zen McGrath, Hugh Quarshie, Anthony Hopkins, Danielle Lewis, William Hope, Shin-Fei Chen, Isaura Barbé-Brown, Erick Hayden, Rachel Handshaw
Produzione: Big Indie Pictures, Ciné@, Embankment Films, Film4 e See-Saw Films
Distribuzione: 01 Distribution

 

 

 

Trama

Il diciassettenne Nicholas, due anni dopo il divorzio dei genitori, decide che non ne può più di vivere con sua madre. Il ragazzo ormai è affetto da un costante male di vivere, che riesce a placare solo rifugiandosi nei ricordi d’infanzia, il periodo finora più felice della sua esistenza. È così che sua madre Kate decide di lasciarlo al padre Peter, che nel frattempo si è rifatto una famiglia insieme alla sua nuova partner.
Peter cerca di essere una presenza paterna per suo figlio e di comportarsi come avrebbe voluto che suo padre facesse con lui, ma allo stesso tempo deve gestire la sua vita frenetica, che comprende, oltre alla sua famiglia, anche la possibilità di una brillante carriera politica a Washington. Mentre cerca di porre rimedio agli errori del passato, l’uomo perde di vista quello che è il presente di suo figlio….

Trailer

Recensione

UN DRAMMA DA CAMERA VENATO DI THRILLER/HORROR, CON UN HUGH JACKMAN CARISMATICO MA NON PRIVO DI DARK SIDE.

Peter Miller è un professionista di successo in procinto di accettare un importante incarico nell’imminente campagna presidenziale. Ha una giovane moglie, Beth, e un figlio nato da poco. Tutto sembra filare a gonfie vele, nonostante la stanchezza di Beth che deve gestire il neonato da sola, ma sulla porta del loro appartamento compare Nicholas, il figlio adolescente che Peter ha avuto dall’ex moglie Kate. Kate non riesce più a gestire quel teenager ombroso che marina la scuola e sembra avercela col mondo, e ha accettato la richiesta del figlio di andare a vivere dal padre e dalla donna per cui è stata lasciata. Peter dovrà fare i conti con la presenza del figlio ma anche con i suoi sensi di colpa e con il suo vissuto famigliare.

Dopo il successo di The Father che ha meritato l’Oscar al suo attore protagonista, Anthony Hopkins, il regista e drammaturgo francese Florian Zeller si cimenta con un altro dramma di impostazione teatrale, basato sulla pièce firmata da Zeller insieme a Christopher Hampton (già autore delle sceneggiature di Le relazioni pericolose ed Espiazione, nonché dello stesso The Father), un dramma che si consuma a porte chiuse nell’appartamento di Peter e Beth e in pochi altri interni.

L’atmosfera è resa claustrofobica anche dalla chiusura al mondo di Nicholas, che attribuisce all’abbandono del padre l’origine della sua sofferenza psicologica e del suo disagio esistenziale.

Peter cerca di minimizzare e interviene a gamba tesa nell’educazione del ragazzo, ma è in realtà sprovvisto degli strumenti necessari, anche perché il suo modello è stato un padre egocentrico e dittatoriale, interpretato ancora una volta da Anthony Hokpins in un cammeo al vetriolo.

Hugh Jackman dà volto e prestanza fisica a Peter ritraendolo come un vincente dai piedi di argilla, un uomo carismatico e dotato di positività e ironia costretto a confrontarsi con la dark side del figlio e in fondo anche con la propria. Il problema della sceneggiatura sta semmai nel non mostrarci mai in flashback i momenti di crisi fra lui e Kate (una dolente Laura Dern), ritraendo invece in retrospettiva il loro matrimonio come una sorta di El Dorado: risulta dunque difficile dunque capire il perché della rottura, al netto della grazia sensuale di Vanessa Kirby.

Il film si dipana come un dramma con occasionali sfumature horror e thriller e non ha la profondità agghiacciante di opere come …e ora parliamo di Kevin, ma costruisce un crescendo avvincente che non può lasciare indifferenti, anche perché il tema dell’incomunicabilità fra adolescenti e genitori e del suo possibile sconfinamento nella patologia è estremamente attuale e visceralmente rilevante per chi ne è coinvolto. E l’interpretazione di Jackman suscita al contempo riprovazione ed empatia, accompagnando la narrazione nella sua escalation di interrogativi su cosa sia lecito e cosa sia semplicemente distruttivo.

Paola Casella – www.mymovies.it

Prezzi

BIGLIETTO INTERO € 7,50
BIGLIETTO RIDOTTO € 6,00

• BAMBINI da 4 a 12 anni
• ADULTI oltre 60 anni
• PORTATORI DI HANDICAP
• GIORNALISTA, dietro presentazione di tesserino
• MILITARI
• il MERCOLEDÌ (escluso festivi e prefestivi, e nel giorno di uscita di un film): per TUTTI
• il VENERDÌ (escluso festivi e prefestivi) per i soci i possessori di:
a) tessera “Vieni al cinema” con di foto di riconoscimento oppure senza foto purché accompagnata da tessera dell’Ente
b) tessera ACI (Automobile Club d’Italia)
c) card Cultura del comune di Imola
d) tesserati Azione Cattolica (adulti, giovani e giovanissimi)

BIGLIETTO OMAGGIO

ACCOMPAGNATORE DI PORTATORE DI HANDICAP
BAMBINI fino a 3 anni
POSSESSORI DI TESSERA DEGLI ESERCENTI SALA CINEMATOGRAFICA (AGIS-ACEC, AGIS-ANEC, ANEM..)
POSSESSORI DI TESSERA ‘EUROPA CINEMAS’

THE MENU [mercoledì 30 nov – ore 21]

2022-11-30T22:12:33+01:0028 Novembre 2022|Archivio|

Proiezioni

Mercoledì 30 novembre: ore 21,00

Titolo originale: The menu
Nazione: U.S.A.
Anno: 2022
Genere: Horror/Commedia
Durata: 120 min
Regia: Mark Mylod
Cast: Ralph Fiennes, Anya Taylor-Joy, Nicholas Hoult, Hong Chau, John Leguizamo
Produzione: Hyperobject Industries
Distribuzione: Searchlight Pictures

 

 

 

Trama

Il giovane e spocchioso Tyler porta la nuova fidanzata Margot in un ristorante di altissimo livello situato su un’isola senza copertura di rete. Lo chef del locale, Julian Slowik, è specializzato in gastronomia molecolare e ha preparato un menù in svariate, minuscole porzioni. Il suo dichiarato obiettivo è quello di cercare la perfezione.

Ben presto Margot comincia a manifestare disagio verso un’alimentazione che proprio non riesce ad apprezzare, e Julian realizza che la presenza della giovane non era prevista per l’evento: difatti la ragazza per cui Tyler aveva inizialmente prenotato lo aveva lasciato e lui aveva “dirottato” la prenotazione alla sua nuova compagna. Nei piani dello chef, gli ospiti di questa sera dovevano rivestire un determinato ruolo, e questa modifica dell’ultima ora lo disturba assai. Chiede pertanto alla ragazza da che parte voglia stare: per gli avventori o per i cuochi?

Trailer

Recensione

The Menu, la recensione: il gioiellino cineculinario è servito

La recensione di The Menu: assisterete a un pasto coi fiocchi se andrete a vedere al cinema The Menu, il nuovo film di Mark Mylod che imbastisce una satira sociale feroce ma equilibrata, fino all’ultima portata.

È dalla Festa del Cinema di Roma, dove lo abbiamo visto in anteprima, che ripensiamo a The Menu, il film che continua la deriva cineculinaria che il cinema sembra aver riabbracciato nell’ultimo periodo. Dopo Boiling Point sul grande e The Bear sul piccolo schermo, dove la cucina è una pentola a pressione pronta ad esplodere e racchiude il tema della salute mentale, The Menu arriva dal 17 novembre nelle sale italiane con Searchlight Pictures, e propone tutto un altro tipo di verità da servire al pubblico. Ci ripensiamo per l’incipit e il plot che propone alla base del suo piatto, per la struttura e le portate offerte agli spettatori e per il gran finale con dessert e ammazzacaffè che appagano lo stomaco e lasciano qualcosa dentro. Ma cosa? Scopriamolo nella recensione di The Menu.

Quello che gli sceneggiatori Seth Reiss e Will Tracy e il regista Mark Mylod imbastiscono con The Menu è un cine-menu sui generis. Un film che si struttura in portate, senza tralasciarne nessuna, proprio come se fossimo a cena al ristorante con i personaggi della pellicola. Un ristorante iper-stellato e iper-esclusivo, che si trova su un’isola costiera dove si accede solo con una nave a determinate ore del giorno. Un ristorante che è un simbolo di status sociale raggiunto e a cui la coppia formata da Anya Taylor-Joy e Nicholas Hoult – entrambi straordinariamente in parte, la prima sarà decisiva per la riuscita del film – riesce ad accedere dopo aver pagato molti soldi ed essere entrati miracolosamente in lista. Già da queste prime battute si intuisce l’intento del film: una satira sulla disparità sociale e sull’opulenza, sul vuoto e sull’inutile aura che circonda le persone ricche e benestanti, strizzando fortemente l’occhio all’attualità.

Mylod decide di farlo attraverso una commedia degli orrori, che strappando una risata grottesca e sagace mostra il marcio che si trova dietro ad un certo tipo di classe sociale, che emerge proprio grazie al tema cine-culinario scelto non a caso, perché rappresentativo di quell’apparenza ostentata che nasconde una grande ignoranza e un voler essere guidati da un leader carismatico. Leader che in The Menu è personificato dallo chef (un mefistofelico Ralph Fiennes). Un uomo che si è fatto da sé e che ora è a capo di uno dei ristoranti più esclusivi al mondo, con tanto di lunghissima lista d’attesa. Uno chef che propone ai propri ospiti un menu sempre diverso che è di fatto un’esperienza, come piace spesso dire in questi casi ai frequentatori della vita mondana esclusiva.

Dato che è lo chef a far accedere i suoi commensali, li sceglie accuratamente così come seleziona i prodotti da servire, coltivati interamente sull’isola per rendere al massimo l’idea del menu biologico. I clienti sono quindi scelti non casualmente e man mano che il film prosegue anche gli spettatori scopriranno con sorprese scioccanti, come gli stessi avventori, perché proprio loro siano stati chiamati lì. Tutti interpretano delle personalità di spicco della società: il terribile regista in disgrazia John Leguizamo e l’assistente che sta per lasciarlo dopo l’ennesima sparata sui social Aimee Carrero. La coppia facoltosa con un matrimonio spento interpretata da Reed Birney e Judith Light. Il trio di giovani rampolli viziati e di successo formato da Arturo Castro, Mark St. Cyr e Rob Yang. Proprio come in Boiling Point – Il disastro è servito, non poteva mancare una rappresentante della critica culinaria nel film, personificata da Janet McTeer e dal suo assistente-leccaculo Paul Adelstein. In questa fauna variopinta che va ad abitare l’isola sperduta che ruolo ha la coppia formata da Taylor-Joy e Hoult? È dal loro punto di vista che ci immergiamo in quel mondo, tanto seducente e affascinante quanto respingente e straniante. Sarà merito del film farlo scoprire al pubblico, un boccone alla volta, da gustare con calma, stuzzicando il palato, sorseggiando un buon bicchiere di vino, e non trangugiando tutti gli ingredienti in una volta. Assaporare ogni momento e ogni step contribuirà a creare la tensione narrativa, senza mai esagerare, senza giocare sulla messa in scena sgradevole ma mantenendo la satira ad un livello che lo renda accessibile a tutto il pubblico. Per alcuni potrebbe essere un deterrente non aver estremizzato al massimo la parte grottesca, noi lo troviamo un’operazione intelligente.

Questo perché l’aspetto visivo è tanto importante quanto quello contenutistico in The Menu. Tutto è meravigliosamente studiato e impiattato, dalle luci ai colori alla fotografia, alla posizione nell’inquadratura. Perché in cucina come ci insegnano anche l’occhio vuole la sua parte: un pasto dovrebbe essere un’esperienza di tutti e cinque i sensi, e nel film questo spirito viene ripreso alla lettera. Dalle vere e proprie pietanze servite, all’organizzazione dei tavoli per i commensali, allo stesso ristorante in cui tutto è trasparente, alla bellissima cucina dove lavora alacremente lo staff dello chef. Fino alla messa in scena del servizio al tavolo, e all’idea che la cucina debba essere sviscerata in qualsiasi aspetto, anche quelli che apparentemente non sembrano inerenti col l’idea di un ristorante stellato, ma che chiuderanno perfettamente il cerchio. Lo staff è altrettanto importante e verrà svelato man mano che la storia procede – su tutti l’impassibile sous-chef interpretata da Hong Chau.

Il film, prodotto tra gli altri da Adam McKay e Will Ferrell, ha una messa in scena quasi da pièce teatrale, in cui i commensali sono da una parte e la cucina con lo staff dall’altra. I due gruppi non vanno mai confusi o mescolati, ognuno deve decidere da che parte stare, come dirà ad un certo punto lo chef al personaggio di Taylor-Joy. La vetrata sul mare su cui affaccia il ristorante potrebbe essere tranquillamente un palco verso il pubblico, che siamo noi spettatori fuori dalla finestra pronti a goderci lo spettacolo raccapricciante che sta per essere messo in scena. In fondo il teatro per lungo periodo ha voluto mettere alla berlina proprio quella stessa borghesia che pagava per vedere gli spettacoli. Il film ha un’anima fortemente ritmata, complici i battiti di mani che annunciano la presentazione dei piatti dello chef e le sorprese non sempre gradite di ogni portata. La stessa location dell’isola dive si trova il ristorante stellato in fondo strizza l’occhio al giallo da camera di Agatha Christie e dei suoi Dieci Piccoli Indiani. Uscirete dalla sala con l’acquolina cinefila in bocca.

CONCLUSIONI
Siamo arrivati al dessert e all’ammazzacaffé della recensione di The Menu e non possiamo che consigliarvi questa pellicola cineculinaria che abbraccia perfettamente i due generi che rappresenta. Mark Mylod imbastisce una satira sociale equilibrata e diluita e impiatta una serie di portate che contribuiscono ad accrescere la tensione narrativa e lo svelamento dell’identità e delle motivazioni dietro i personaggi, in quella che è a tutti gli effetti una sorta di pièce teatrale culinaria. Chapeau.

Federico Vascotto – movieplayer.it

Prezzi

BIGLIETTO INTERO € 7,50
BIGLIETTO RIDOTTO € 6,00

• BAMBINI da 4 a 12 anni
• ADULTI oltre 60 anni
• PORTATORI DI HANDICAP
• GIORNALISTA, dietro presentazione di tesserino
• MILITARI
• il MERCOLEDÌ (escluso festivi e prefestivi, e nel giorno di uscita di un film): per TUTTI
• il VENERDÌ (escluso festivi e prefestivi) per i soci i possessori di:
a) tessera “Vieni al cinema” con di foto di riconoscimento oppure senza foto purché accompagnata da tessera dell’Ente
b) tessera ACI (Automobile Club d’Italia)
c) card Cultura del comune di Imola
d) tesserati Azione Cattolica (adulti, giovani e giovanissimi)

BIGLIETTO OMAGGIO

ACCOMPAGNATORE DI PORTATORE DI HANDICAP
BAMBINI fino a 3 anni
POSSESSORI DI TESSERA DEGLI ESERCENTI SALA CINEMATOGRAFICA (AGIS-ACEC, AGIS-ANEC, ANEM..)
POSSESSORI DI TESSERA ‘EUROPA CINEMAS’

LA FABBRICA DI CIOCCOLATO [1 dic – GRATIS per tutti]

2022-12-01T21:57:37+01:0028 Novembre 2022|Archivio|

Festeggiamo con voi i nostri 20 anni

GRATIS PER TUTTI

Giovedì 1 dicembre: 

ore 20,30 – BRINDISI CON LE AUTORITA’

ore 21,00 – PROIEZIONE: “LA FABBRICA DI CIOCCOLATO”

Genere: Fantastico, commedia, avventura
Anno: 2005
Regia: Tim Burton
Attori: Johnny Depp, Freddie Highmore,
David Kelly, Helena Bonham Carter, Christopher Lee
Paese: U.S.A., Regno Unito
Durata: 115 min
Produzione: Warner Bros., Village Roadshow Pictures, The Zanuck Company, Plan B Entertainment,
Distribuzione: Warner Bros.

 

Trama

Cinque biglietti d’oro sono nascosti in altrettante tavolette di cioccolato fabbricate dal signor Willy Wonka. I fortunati bambini che riusciranno a trovarli potranno varcare i cancelli della Fabbrica di Cioccolato del signor Wonka ed entrare così in contatto con il suo magico mondo. Per Charlie Bucket, un bambino povero, vincitore dell’ultimo biglietto, sta per iniziare un’indimenticabile avventura…

Trailer

 

Prezzi

BIGLIETTO UNICO € 2,00

BIGLIETTO OMAGGIO

ACCOMPAGNATORE DI PORTATORE DI HANDICAP
BAMBINI fino a 3 anni
POSSESSORI DI TESSERA DEGLI ESERCENTI SALA CINEMATOGRAFICA (AGIS-ACEC, AGIS-ANEC, ANEM..)
POSSESSORI DI TESSERA ‘EUROPA CINEMAS’

DISCO BOY [lingua orig.sottotitolato, dal 10 marzo]

2023-03-13T22:31:44+01:0028 Novembre 2022|Archivio|

Proiezioni

N.B. in lingua originale con sottotitoli in italiano

Venerdì 10 marzo: ore 21,00
Sabato 11 marzo: ore 21,00
Domenica 12 marzo: ore 16,30

Titolo originale: Disco Boy
Nazione: Francia, Belgio, Polonia, Italia
Anno: 2023
Genere: Drammatico
Durata: 92 min
Regia: Giacomo Abbruzzese
Cast: Franz Rogowski, Morr Ndiaye, Laëtitia Ky, Leon Lucev, Michal Balicki
Produzione: Donten & Lacroix Films, Dugong Films, Films Grand Huit
Distribuzione: Lucky Red

 

 

 

 

Trama

Aleksei (Franz Rogowski) è un giovane rifugiato che riesce ad arruolarsi nella Legione Straniera francese. È solo l’inizio di un lungo e difficile viaggio. Aleksei infatti viene subito mandato in Niger dove il suo destino si intreccerà con quello di Jomo (Morr Ndiaye), che vive nel Delta del Niger e che ha come missione quella di salvare il suo villaggio dallo sfruttamento delle compagnie petrolifere. Sua sorella Udoka (Laëtitia Ky) invece, si è arresa da tempo e vuole solo andare via da quel Paese. Un giorno Jomo, affiancato dal suo gruppo armato, rapisce dei cittadini francesi e il comando della Legione Straniera guidato da Aleksei deve intervenire per liberarli…

Trailer

Recensione

Un film visivamente sorprendente e potente

Disco Boy è un film fuori dagli schemi per numerose ragioni: la prima sicuramente data dal respiro internazionale di cui gode il primo lungometraggio del regista tarantino.

Un lavoro di preparazione durato dieci anni durante i quali Giacomo Abbruzzese ha realizzato documentari e cortometraggi premiati in numerosi festival in tutta Europa.

Disco Boy e’ in sintesi un film di guerra ed anche un viaggio interiore che racconta le vite di due uomini apparentemente senza nessun legame ma che sono destinate ad intrecciarsi in modo indelebile ed è in questa comunione che Giacomo Abbruzzese mostra la sua originalità dando vita ad un film visivamente sorprendente e potente grazie anche alla colonna sonora del compositore di musica elettronica Vitalic che si fonde perfettamente con le immagini.

Lo scontro tra Aleksei e Jomo, parte nodale del film, durante il quale le loro anime si fondono è filmato con una telecamera termica e le immagini si distorcono diventando progressivamente colori e rumori.

Una visione distorta, psichedelica, che comunica che uno sta scivolando nell’altro come per magia.

” I protagonisti sono difficili da classificare perché Aleksei è un legionario e Jomo un ecoterrorista ” ha detto Giacomo Abbruzzese in conferenza stampa a Berlino ” qui non c’è un buono ed un cattivo ma solo due persone che stanno immaginando la loro vita in un modo migliore. Questa è la storia di tante persone che emigrano perché vogliono solamente trovare una vita migliore.Questo per me è stato il punto di partenza per il mio film. Il personaggio di Aleksei nasce da un incontro che ho avuto anni fa in un locale con un ballerino che era stato soldato anni prima. Ero affascinato da questa dicotomia in una persona in cui potessero convivere due esperienze apparentemente così lontane “

Per usare le parole del regista,  avere il suo film alla berlinale è come se il Taranto fosse in serie A.

Giovanni Battaglia – www.taxidrivers.it

Prezzi

BIGLIETTO INTERO € 7,50
BIGLIETTO RIDOTTO € 6,00

• BAMBINI da 4 a 12 anni
• ADULTI oltre 60 anni
• PORTATORI DI HANDICAP
• GIORNALISTA, dietro presentazione di tesserino
• MILITARI
• il MERCOLEDÌ (escluso festivi e prefestivi, e nel giorno di uscita di un film): per TUTTI
• il VENERDÌ (escluso festivi e prefestivi) per i soci i possessori di:
a) tessera “Vieni al cinema” con di foto di riconoscimento oppure senza foto purché accompagnata da tessera dell’Ente
b) tessera ACI (Automobile Club d’Italia)
c) card Cultura del comune di Imola
d) tesserati Azione Cattolica (adulti, giovani e giovanissimi)

BIGLIETTO OMAGGIO

ACCOMPAGNATORE DI PORTATORE DI HANDICAP
BAMBINI fino a 3 anni
POSSESSORI DI TESSERA DEGLI ESERCENTI SALA CINEMATOGRAFICA (AGIS-ACEC, AGIS-ANEC, ANEM..)
POSSESSORI DI TESSERA ‘EUROPA CINEMAS’

RIUNIONE DI FAMIGLIA [da venerdì 2 dic – ore 21]

2022-12-04T23:05:43+01:0028 Novembre 2022|Archivio|

Proiezioni

Venerdì 2 dicembre: ore 21,00
Sabato 3 dicembre: ore 21,00
Domenica 4 dicembre: ore 16,30 – 18,30 – 21,00

Titolo originale: Qu’est-ce qu’on a tous fait au bon Dieu?
Nazione: Francia
Anno: 2022
Genere: Commedia
Durata: 98 min
Regia: Philippe de Chauveron
Cast: Christian Clavier, Chantal Lauby, Ary Abittan, Medi Sadoun, Frédéric Chau, Noom Diawara, Frédérique Bel, Emilie Caen
Produzione: Les films du premier, Les films du 24, TF1 Films Production
Distribuzione: International Film – Gruppo Lucisano, 01 Distribution

Trama

Riunione di famiglia – Non sposate le mie figlie 3, il film diretto da Philippe De Chauveron, racconta la storia Claude e Marie (Christian Clavier e Chantal Lauby), ormai rassegnatisi a sopportare i matrimoni misti delle loro figlie, sposate con uomini di origini e religioni differenti. I due hanno notato, però, che i loro generi e le rispettive mogli, nonostante si siano sposati e abbiano una loro vita, sono sempre tra i piedi tra inviti, cene e quant’altro; soprattutto Claude non riesce a più sopportare la loro presenza ingombrante e vorrebbe avere del tempo da trascorrere da solo con sua moglie.
Quando la coppia festeggia i primi quarant’anni di matrimonio, le loro quattro figlie decidono di organizzare una grande festa, invitando anche le famiglie dei loro mariti. È così che Claude e Marie si ritroveranno la casa invasa di persone, tra i genitori di Rachid, David, Chao e Charles, che non sembrano andare molto d’accoro tra di loro…

Trailer

Recensione

In epoca di lotte e incomprensioni razziali e culturali, via libera per un terzo film di una serie che cerca di fare commedia su questi temi come Non sposate le mie figlie, di grande successo in patria ma anche da noi.

I consuoceri scatenano il caos 

Torna il 1 dicembre anche nelle sale italiane, con una terza divertente disavventura la saga che vede protagonista la famiglia Verneuil, che si è aggiudicata un posto nella Top 100 dei maggiori successi della storia del cinema in Francia e ha divertito milioni di spettatori in tutto il mondo. In Non sposate le mie figlie!3 il pubblico assiste a una movimentata riunione di famiglia. A complicare la vita di Claude e Marie, oltre a figli, generi e nipoti, ci si mette anche l’arrivo, a loro insaputa, di un esercito di consuoceri, sbarcati da tre diversi continenti per condividere la gioia del ragguardevole traguardo di quarant’anni di matrimonio della coppia. A organizzare il tutto, ovviamente, le quattro figlie che costringono alla collaborazione i quattro recalcitranti mariti, tutt’altro che entusiasti alla prospettiva di riabbracciare i propri genitori. Questi in effetti, sono, ovviamente, tutti piuttosto eccentrici: i consuoceri ivoriani, in particolare il padre di Charles, sono volitivi e polemici, i genitori di David, in Israele vivono da separati in casa e si portano i loro litigi fino in Francia, il consuocero algerino si impone con la propria ex rock band per intrattenere gli invitati del ricevimento sul palco, mentre i genitori di Chao non hanno mai perdonato un errore fatale che il pubblico scoprirà in un esilarante flashback che racconterà del viaggio di Claude e Marie a Pechino.

Le premesse per farsi belle risate ci sono tutte. Certo, per chi ha visto i primi film, in particolare il primo, qualche situazione comica apparirà famigliare, ma il pubblico che l’ha già apprezzata può contare anche in questo terzo capitolo su un tipo di comicità diretta, a tratti grottesca e fisica che non tradisce se stessa, su un’affiatata coppia di protagonisti brillanti e su un coro di personaggi, vecchi e nuovi, stravaganti e comicamente ben caratterizzati.

Valentina Di Nino – www.today.it/

Prezzi

BIGLIETTO INTERO € 7,50
BIGLIETTO RIDOTTO € 6,00

• BAMBINI da 4 a 12 anni
• ADULTI oltre 60 anni
• PORTATORI DI HANDICAP
• GIORNALISTA, dietro presentazione di tesserino
• MILITARI
• il MERCOLEDÌ (escluso festivi e prefestivi, e nel giorno di uscita di un film): per TUTTI
• il VENERDÌ (escluso festivi e prefestivi) per i soci i possessori di:
a) tessera “Vieni al cinema” con di foto di riconoscimento oppure senza foto purché accompagnata da tessera dell’Ente
b) tessera ACI (Automobile Club d’Italia)
c) card Cultura del comune di Imola
d) tesserati Azione Cattolica (adulti, giovani e giovanissimi)

BIGLIETTO OMAGGIO

ACCOMPAGNATORE DI PORTATORE DI HANDICAP
BAMBINI fino a 3 anni
POSSESSORI DI TESSERA DEGLI ESERCENTI SALA CINEMATOGRAFICA (AGIS-ACEC, AGIS-ANEC, ANEM..)
POSSESSORI DI TESSERA ‘EUROPA CINEMAS’

IL CORSETTO DELL’IMPERATRICE [dal 7 dicembre]

2022-12-21T21:29:52+01:0028 Novembre 2022|Archivio|

Proiezioni

Mer 14 dicembre: ore 21,00
Ven 16 dicembre: ore 21,00
Dom 18 dicembre: ore 16,00
Mer 21 dicembre: ore 21,00

Titolo originale: Corsage
Nazione: Australia, Lussemburgo, Germania, Francia
Anno: 2022
Genere: Biografico, Drammatico, Storico
Durata: 113 min
Regia: Marie Kreutzer
Cast: Vicky Krieps, Colin Morgan, Finnegan Oldfield, Tamás Lengyel, Aaron Friesz, Jeanne Werner
Produzione: Arte France Cinéma, Film AG Produktion, Kazak Productions, Komplizen Film, Samsa Film
Distribuzione: BIM Distribuzione

 

 

 

Trama

Ritratto inedito e moderno dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria, interpretata da una maestosa Vicky Krieps, premiata per la sua sorprendente interpretazione a Cannes 2022. Il film è candidato agli European Film Awards per Miglior Film, Miglior Regia e Miglior Attrice.

L’imperatrice Elisabetta d’Austria è idolatrata per la sua bellezza e famosa in tutto il mondo per essere una fonte di ispirazione per le nuove tendenze di moda. Ma nel 1877, ‘Sissi’ celebra il suo quarantesimo compleanno e deve combattere per preservare la sua immagine pubblica allacciando il suo corsetto in modo sempre più stretto. Mentre, nonostante il suo volere, il suo ruolo si riduce a mero atto performativo di presenza, la sete di conoscenza di Elisabetta e il suo entusiasmo per la vita la rendono sempre più irrequieta a Vienna. Inizia a viaggiare in Inghilterra e in Baviera, si reca a fare visita ad ex amanti e amici di vecchia data, alla ricerca dell’eccitazione e della determinazione che provava in gioventù. Con un avvenire di doveri strettamente cerimoniali già fissato che l’attende, Elisabetta si ribella contro l’immagine iperbolica di se stessa e architetta un piano per tutelare il suo lascito culturale.

Trailer

Recensione

Sissi si ribella agli anta

Dal 7/12 il film di Kreutzer, rivale di Nostalgia agli Oscar

Tre film popolari degli anni ’50 con Romy Schneider, replicati in tv moltissime volte, un film del 2009 con Cristiana Capotondi, una serie su Netflix di grande successo in autunno e un film d’autore premiato al festival di Cannes e non solo: il fascino di Elisabetta d’Austria, la principessa Sissi di Baviera diventata imperatrice sposando Franz Joseph è incredibilmente lontano dal tramontare.

Mentre Netflix vara la seconda stagione dell’Imperatrice a grande richiesta dal 7 dicembre arriva in sala, distribuito da Bim, IL CORSETTO DELL’IMPERATRICE (Corsage) diretto da Marie Kreutzer, tra le belle sorprese di Cannes 2022.

E’ rivale di Nostalgia di Mario Martone nelle nomination agli Oscar internazionali essendo il candidato austriaco. La protagonista Vicky Krieps, che ne è anche produttrice esecutiva, ha vinto il premio per la sua interpretazione a Cannes a Un certain regard, mentre al London Film Festival è stato premiato come miglior film ed è candidato a tre Oscar europei, gli Efa il 10 dicembre a Reykjavík.

Con una regia e una interpretazione notevoli, Il Corsetto dell’Imperatrice aggiunge nuove luci sulla figura inquieta di Elisabetta concentrandosi su un periodo poco esplorato, seppure ovviamente con le licenze cinematografiche. L’azione si svolge lungo un anno di vita, tra il 1877 e il 1878 quando l’imperatrice Elisabetta, sempre più insofferente alla corte di Vienna, per niente convinta di essere relegata ad un ruolo di pura rappresentaza, in crisi coniugale, cerca di liberarsi anche materialmente dalla conformità del suo stile di vita incentrato sull’immagine, oggi diremmo da pop star o influencer, adorata dal popolo, sempre perfetta e in forma. Invece Elisabetta ha 40 anni, un’età critica per una donna dell’Ottocento, sente di non essere attraente come un tempo e lotta per indipendenza e autonomia, si direbbe ora per un’autodeterminazione. E’ il Natale del 1877, quando Elisabeth, nota per la sua grande bellezza, compiendo 40 anni viene ufficialmente considerata una donna anziana e comincia a nascondersi indossando sul viso una veletta. In crisi con il marito imperatore, Elisabeth comincia a vedere vecchi amanti e a viaggiare in Europa, tentando disperatamente di sentirsi ancora quella di un tempo e trovare un nuovo posto.

“Pensavo che potesse essere una bella storia sulle donne di quell’epoca, ma ancora oggi, cresciute, ‘addestrate’ a compiacere per essere amate”, ha detto la regista Marie Kreutzer convinta che il messaggio di Sissi sull’oppressione femminile risuoni ancora oggi. L’interpretazione di Vicky Krieps è seducente: una donna fuori dal tempo intrappolata dal suo ruolo pubblico, dalla sua stessa immagine, che desidera di liberarsi. Questa superba attrice nata in Lussemburgo, già vista nel Filo Nascosto e Stringimi Forte, nel 2023 in sala con i nuovi due film internazionali sui Tre Moschettieri (interpreta la regina Anna), è stata scelta per guidare la storia di fantasmi Went Up The Hill con l’attore di Stranger Things Dacre Montgomery, attualmente in pre produzione.

Alessandra Magliaro – www.ansa.it

Prezzi

BIGLIETTO INTERO € 7,50
BIGLIETTO RIDOTTO € 6,00

• BAMBINI da 4 a 12 anni
• ADULTI oltre 60 anni
• PORTATORI DI HANDICAP
• GIORNALISTA, dietro presentazione di tesserino
• MILITARI
• il MERCOLEDÌ (escluso festivi e prefestivi, e nel giorno di uscita di un film): per TUTTI
• il VENERDÌ (escluso festivi e prefestivi) per i soci i possessori di:
a) tessera “Vieni al cinema” con di foto di riconoscimento oppure senza foto purché accompagnata da tessera dell’Ente
b) tessera ACI (Automobile Club d’Italia)
c) card Cultura del comune di Imola
d) tesserati Azione Cattolica (adulti, giovani e giovanissimi)

BIGLIETTO OMAGGIO

ACCOMPAGNATORE DI PORTATORE DI HANDICAP
BAMBINI fino a 3 anni
POSSESSORI DI TESSERA DEGLI ESERCENTI SALA CINEMATOGRAFICA (AGIS-ACEC, AGIS-ANEC, ANEM..)
POSSESSORI DI TESSERA ‘EUROPA CINEMAS’

RUSH [gio 11 novembre – € 2,00 per tutti]

2022-11-11T11:18:53+01:003 Novembre 2022|Archivio|

Rassegna 20 anni del DONFIORENTINI

Giovedì 10 novembre: ore 21,00
Prezzo unico € 2,00

Regista: Ron Howard
Cast: Chris Hemsworth, Daniel Brühl, Olivia Wilde, Christian McKay, Pierfrancesco Favino, Natalie Dormer, Alexandra Maria Lara, James Michael Rankin, Jensen Freeman
Genere: Azione, Biografico, Drammatico
Anno: 2013
Paese: USA
Durata: 123 min
Produzione: Cross Creek Pictures, Egoli Tossell Film, Exclusive Media Group
Distribuzione: 01 Distribution

 

Trama

L’austriaco Niki Lauda e l’inglese James Hunt s’incontrano per la prima volta sui circuiti di Formula 3. Uno è metodico, razionale, non particolarmente simpatico; l’altro è un donnaiolo che si gode la vita e corre come se non ci fosse un domani. La loro rivalità diventa storica e segna una stagione incredibile dell’automobilismo, fatta di drammi indelebili e miracolose riprese…

Trailer

Prezzi

BIGLIETTO UNICO € 2,00

BIGLIETTO OMAGGIO

ACCOMPAGNATORE DI PORTATORE DI HANDICAP
BAMBINI fino a 3 anni
POSSESSORI DI TESSERA DEGLI ESERCENTI SALA CINEMATOGRAFICA (AGIS-ACEC, AGIS-ANEC, ANEM..)
POSSESSORI DI TESSERA ‘EUROPA CINEMAS’

THE KING’S SPEECH [gio 17 novembre – € 2,00 per tutti]

2022-11-17T21:10:20+01:002 Novembre 2022|Archivio|

Rassegna 20 anni del DONFIORENTINI

Giovedì 17 novembre: ore 21,00
Prezzo unico € 2,00

IL DISCORSO DEL RE
IN LINGUA ORIGINALE – sottotitolato in italiano

Genere: Drammatico, Storico
Anno: 2010
Regia: Tom Hooper
Attori: Colin Firth, Guy Pearce, Helena Bonham Carter, Timothy Spall, Geoffrey Rush, Jennifer Ehle, Derek Jacobi, James Currie, Tim Downie, Michael Gambon, Anthony Andrews, Eve Best, Claire Bloom
Paese: Gran Bretagna, Australia
Durata: 111 min
Distribuzione: Eagle Pictures
Sceneggiatura: David Seidler
Produzione: See Saw Films, Bedlam Productions

Trama

Duca di York e secondogenito di re Giorgio V, Bertie è afflitto dall’infanzia da una grave forma di balbuzie che gli aliena la considerazione del padre, il favore della corte e l’affetto del popolo inglese. Figlio di un padre anaffettivo e padre affettuoso di Elisabetta (futura Elisabetta II) e Margaret, Bertie è costretto suo malgrado a parlare in pubblico e dentro i microfoni della radio, medium di successo degli anni Trenta. Sostituito il corpo con la viva voce, il Duca di York deve rieducare la balbuzie, buttare fuori le parole e trovare una voce. Lo soccorrono la devozione di Lady Lyon, sua premurosa consorte, e le tecniche poco convenzionali di Lionel Logue, logopedista di origine australiana. Tra spasmi, rilassamenti muscolari, tempi di uscita e articolazioni più o meno perfette, Bertie scalzerà il fratello “regneggiante”, salirà al trono col nome di Giorgio VI e troverà la corretta fonazione dentro il suo discorso più bello. Quello che ispirerà la sua nazione guidandola contro la Germania nazista…

Trailer

 

Prezzi

BIGLIETTO UNICO € 2,00

BIGLIETTO OMAGGIO

ACCOMPAGNATORE DI PORTATORE DI HANDICAP
BAMBINI fino a 3 anni
POSSESSORI DI TESSERA DEGLI ESERCENTI SALA CINEMATOGRAFICA (AGIS-ACEC, AGIS-ANEC, ANEM..)
POSSESSORI DI TESSERA ‘EUROPA CINEMAS’

IL PRINCIPE DI ROMA [da sabato 19 novembre]

2022-11-23T21:21:06+01:002 Novembre 2022|Archivio|

Proiezioni

Sabato 19 novembre: ore 21,00
Domenica 20 novembre: ore 18,30 – 21,00
Mercoledì 23 novembre: ore 21,00

Titolo originale: Il principe di Roma
Nazione: Italia
Anno: 2022
Genere: Commedia, Storico
Durata: 92 min
Regia: Edoardo Falcone
Cast: Marco Giallini, Giulia Bevilacqua, Filippo Timi, Sergio Rubini, Denise Tantucci, Antonio Bannò, Andrea Sartoretti, Liliana Bottone, Giuseppe Battiston, Massimo De Lorenzo
Produzione: Lucky Red con Rai Cinema e in collaborazione con Sky
Distribuzione: Lucky Red

 

 

Trama

– Roma, 1829 –
Bartolomeo (Marco Giallini) è un uomo d’affari benestante che ambisce a diventare un nobile. La cosa che desidera più di tutte, infatti, è un titolo nobiliare, ma ottenerlo non è così facile.

È così che il nostro Bartolomeo cerca di racimolare abbastanza denaro per stipulare un accordo clandestino con il principe Accoramboni: se gli darà la cifra richiesta, il nobile concederà all’uomo d’affari la mano di sua figlia, permettendogli così di ottenere il bramato titolo.

Mentre cerca di recuperare tutti i soldi necessari per sancire l’atto, Bartolomeo si mette in viaggio a cavallo, ma non immagina che lungo il percorso s’imbatterà in diversi compagni e che l’itinerario non lo porterà a ricavare il denaro, ma a ottenere ben altro, una nuova consapevolezza di se stesso…

Trailer

Recensione

Il Principe di Roma segna una nuova collaborazione fra il regista Edoardo Falcone e Marco Giallini e prende spunto un po’ dai film di Luigi Magni e un po’ da Canto di Natale di Charles Dickens. La ricostruzione d’ambiente è notevole e anche gli attori, mai volgari o caricaturali.

Nella prima scena de Il Principe di Roma, Marco Giallini posa per un ritratto e, rigorosamente in romanesco, non fa mistero della sua villania prendendo a male parole il pittore. Siccome l’attore indossa abiti costosi e non si trova in una stamberga, il paragone fra il suo signor Bartolomeo e il protagonista de Il Marchese del Grillo nasce spontaneo, anche perché il nostro Rocco Schiavone ha fatto tesoro della lezione dei grandi mattatori italici nel suo approccio alla commedia. E invece, la storia che Edoardo Falcone ha voluto raccontare nel suo nuovo film ha poco a che vedere con il capolavoro di Mario Monicelli del 1981 con Alberto Sordi. La ragione non va individuata solamente nella dichiarata ispirazione a “Canto di Natale” di Charles Dickens, con i famosi tre fantasmi che appaiono allo sgradevole ed egocentrico protagonista. Piuttosto, l’unicità della favola non natalizia ambientata nella capitale nel 1829 sta nell’assoluta mancanza di volgarità, goliardia ed esagerazione picaresca, oltre che in una soffusa malinconia che avvolge alcune scene chiave: momenti delle riprese in cui Giallini si è commosso e che parlano di affetti perduti per sempre o ritrovati.

Il futuro Principe Accoramboni (sempre Bartolomeo, che si chiamerà così dopo che avrà sposato una nobile fanciulla) non somiglia però così tanto a Ebenezer Scrooge, visto che possiede senso dell’umorismo, saggezza popolare e sarcastico disincanto. Meo qualcosa di buono ce l’ha fin dal principio – e probabilmente giocano a suo favore il grande cuore e gli occhi buoni di Marco Giallini – e lo dimostra, ad esempio, mentre osserva, insieme al primo spettro, la sua triste infanzia in un orfanotrofio.

Ma c’è dell’altro, perché il regista, come sovente accade, si serve di una vicenda che si svolge nel passato per parlare dei mali del presente, anche se a lui piace dire che ne Il Principe di Roma ha trattato soprattutto di valori universali. Osservando la distanza sempre maggiore fra i nobili, privilegiati e annoiati, e il popolo che muore di fame, si pensa per esempio con rammarico alla nostra povera Italia, con la sua classe politica coperta d’oro da una parte, e dall’altra i nuovi poveri, sempre più numerosi. E poi ci sono le donne, che hanno fatto passi da gigante rispetto alla metà del XIX° secolo e non sono più così alla mercé degli appetiti sessuali di chi occupa una posizione di potere, ma che spesso restano inascoltate e, se non finiscono come Beatrice Cenci, che comunque si rese colpevole di parricidio, riescono a farsi giustizia fra mille pregiudizi e difficoltà.

Passando ai valori universali tanto cari a Falcone, anch’essi sono portatori di un po’ di tristezza e non permettono al film di crogiolarsi nella commedia o di affidarsi all’improvvisazione e al birignao di chi spicca per talento anche quando mette il pilota automatico. Nel Principe di Roma si parla del tempo che inesorabilmente passa, delle conseguenze dolorose di scelte magari scellerate ma da cui non si può tornare indietro, degli affetti e della memoria, che forse è il patrimonio più prezioso che abbiamo, sia come singoli individui che come razza umana.

Laddove invece si ride di gusto è nelle sequenze con i fantasmi legati al presente e all’avvenire. Filippo Timi che impersona Giordano Bruno è irresistibile, e che dire di Giuseppe Battiston senza barba che interpreta Papa Borgia? Nel film si coglie subito la grande passione dei due attori per i loro personaggi, così come è evidente l’amore che Edoardo Falcone ha per Roma: per la sua storia, per le sue strade e i suoi monumenti, per il dialetto che vi si parla e per quei film che l’hanno ben rappresentata, a cominciare da Nell’anno del Signore di Luigi Magni. Questo affetto sincero spiega anche la cura che il regista ha messo nella direzione degli attori, seguiti scrupolosamente battuta dopo battuta, nella costruzione di un linguaggio che prende spunto dall’opera di Gioacchino Belli, e nell’aspetto visivo del film, e qui è evidente l’influenza delle stampe di Bartolomeo Pinelli e delle litografie di Thomas.

Infine c’è la Roma esoterica, dove, nei vicoli e sotto i ponti, dietro Castel Sant’Angelo (che è un’ex prigione) e fra le colonne di San Pietro, si annidano i fantasmi, in particolare quelli di persone assassinate o che hanno avuto una morte violenta. Nella città che è stata il simbolo dell’Impero Romano, ci sono state fin troppe esecuzioni e stragi, e se anche Il Principe di Roma non ce lo ricorda esplicitamente, dovremmo individuare noi delle similitudini con il nostro mondo e il nostro tempo, e in fondo basta guardare il fratello rivoluzionario di Meo ridotto in povertà per stabilire delle analogie.

Se invece, guardando Il Principe di Roma, preferiamo solo divertirci e non pensare a niente, possiamo stare sicuri che Sergio Rubini, Marco Giallini, Giulia Bevilacqua e i due già citati Timi e Battiston esaudiranno questo nostro desiderio di leggerezza.

Carola Proto – www.comingsoon.it

Prezzi

BIGLIETTO INTERO € 7,50
BIGLIETTO RIDOTTO € 6,00

• BAMBINI da 4 a 12 anni
• ADULTI oltre 60 anni
• PORTATORI DI HANDICAP
• GIORNALISTA, dietro presentazione di tesserino
• MILITARI
• il MERCOLEDÌ (escluso festivi e prefestivi, e nel giorno di uscita di un film): per TUTTI
• il VENERDÌ (escluso festivi e prefestivi) per i soci i possessori di:
a) tessera “Vieni al cinema” con di foto di riconoscimento oppure senza foto purché accompagnata da tessera dell’Ente
b) tessera ACI (Automobile Club d’Italia)
c) card Cultura del comune di Imola
d) tesserati Azione Cattolica (adulti, giovani e giovanissimi)

BIGLIETTO OMAGGIO

ACCOMPAGNATORE DI PORTATORE DI HANDICAP
BAMBINI fino a 3 anni
POSSESSORI DI TESSERA DEGLI ESERCENTI SALA CINEMATOGRAFICA (AGIS-ACEC, AGIS-ANEC, ANEM..)
POSSESSORI DI TESSERA ‘EUROPA CINEMAS’

Go to Top