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IO & ANNIE [gio 24 novembre – € 2,00 per tutti]

2022-11-25T09:05:34+01:002 Novembre 2022|Archivio|

Rassegna 20 anni del DONFIORENTINI

Giovedì 24 novembre: ore 21,00
Prezzo unico € 2,00

IO & ANNIE

Genere: Commedia, sentimentale
Anno: 1977
Regia: Woody Allen
Attori: Woody Allen, Diane Keaton, Tony Roberts, Carol Kane, Paul Simon, Shelley Duvall
Paese: U.S.A.
Durata: 111 min
Produzione: United Artists, MGM
Distribuzione: Cineteca di Bologna

Trama

Alvy Singer, un popolare comico televisivo newyorkese affetto da mille insicurezze e nevrosi, ripercorre la sua tenera storia d’amore con Annie Hall, una ragazza vivace e un po’ bizzarra: il resoconto della loro relazione, tra difficoltà e riconciliazioni, sarà l’occasione per Alvy di riflettere anche sul senso dell’esistenza, sulle grandi domande della vita e sulla complessa natura dell’amore.
Uscito nel 1977, Io e Annie è la pellicola che ha segnato una svolta decisiva nella carriera di Woody Allen, uno dei più geniali registi, scrittori, attori e commediografi dei nostri tempi, dopo le fortunatissime parodie che avevano caratterizzato i primi anni della sua produzione.

Trailer

 

Prezzi

BIGLIETTO UNICO € 2,00

BIGLIETTO OMAGGIO

ACCOMPAGNATORE DI PORTATORE DI HANDICAP
BAMBINI fino a 3 anni
POSSESSORI DI TESSERA DEGLI ESERCENTI SALA CINEMATOGRAFICA (AGIS-ACEC, AGIS-ANEC, ANEM..)
POSSESSORI DI TESSERA ‘EUROPA CINEMAS’

RASSEGNA 20 anni DONFIORENTINI 2002-2022

2022-11-28T22:14:50+01:002 Novembre 2022|Archivio|

Finalmente il programma della rassegna per festeggiare i nostri primi 20 anni

3 film a 2 € per tutti a partire dalle ore 21…

1 film GRATIS per tutti a partire dalle ore 21…

CLASSICI PER TUTTI I GUSTI

giovedì 10/11 – RUSH

giovedì 17/11 IL DISCORSO DEL RE (in lingua originale con sottotitoli in italiano)

giovedì 24/11 IO E ANNIE

giovedì 01/12 LA FABBRICA DI CIOCCOLATO:      GRATISSSSSSS

A 2 € FILM CLASSICI PER TUTTI AL CINEMA DONFIORENTINI
PER FESTEGGIARE 20 ANNI DALLA RIAPERTURA

Novembre mese di coccole enogastronomiche a Imola e dintorni.
Il cinema-teatro ‘donfiorentini’ propone un menù di classici ai palati cinefili per festeggiare i 20 anni dalla riapertura.

La storia. L’origine del cinema-teatro ‘donforentini’ affonda in realtà, come molti imolesi sanno, ben prima del 2002: all’inizio degli anni ’60 molte nuove famiglie, provenienti dalle campagne e da comuni limitrofi e non, affluirono nella città di Imola per rispondere alla crescente necessità di forza lavoro. Don Giulio Minardi, allora parroco profetico e prolifico del Carmine nel cui territorio si estendevano i terreni corrispondenti all’attuale quartiere Marconi, si adoperò nella costruzione di fabbricati residenziali e del complesso ‘Casa del fanciullo’ che comprendeva, e comprende tutt’oggi, attorno alla chiesa, il cinema-teatro, i campi da calcio e basket e la scuola dell’infanzia.

Il ‘cinema parrocchiale’ ha offerto, in quella seconda parte del Novecento, film nel fine settimana e l’allestimento delle spassose commedie, in italiano ed in dialetto romagnolo, delle filodrammatiche della zona.
Si chiuse per necessità di adeguamento alle normative vigenti alla fine degli anni ’90, e si fecero strada incertezze sul futuro della sala. Nel 2000 l’arrivo di un nuovo parroco appassionato di cinema e consigliere dell’ACEC Emilia Romagna (Associazione cattolica Esercenti Cinema), don Pietro Marchetti, ha fatto sì che la sala riaprisse per la prima proiezione il 12 ottobre 2002 con il nome di ‘donfiorentini’ (omaggio a un sacerdote della parrocchia del Carmine che ebbe a cuore il coinvolgimento e la crescita dei giovani anche attraverso il cinema ed il teatro).
È nata una ‘sala della comunità’ aperta alla città e al territorio circostante, cioè uno spazio in cui la cultura e l’intrattenimento generano emozioni e pensieri che si vivono insieme alle persone che sono presenti con noi in sala in quel momento. Tutte. Di ogni provenienza.

Una sala della comunità è una delle frontiere con le quali le parrocchie o gli enti religiosi, si aprono alla città, e la Chiesa al mondo, accogliendolo in ogni manifestazione dell’essere umano.
Se tutto questo è stato ed è tuttora possibile è grazie ai parroci che si sono succeduti credendo nella valenza di questa struttura, e ad un nutrito gruppo di volontari appassionati di provenienza ed età eterogenea che credono nel cinema e nel teatro come espressioni d’arte immersive e coagulanti, che possono generare occasione di riflessione, crescita e confronto proficui.

Si fa dell’accoglienza un valore imprescindibile: ci appassiona incontrare sera dopo sera il pubblico affezionato, così come vedere lo stupore e poi il sorriso di chi ci scopre per la prima volta ancora adesso.

Oggi. La sfida di mantenere aperta una sala cinematografica è ardua, come si sa: la crisi pandemica e la conseguente diffusione generalizzata delle piattaforme streaming mette il sistema sala a dura prova. A questo si aggiungono ora gli alti costi dell’energia. Per questo motivo molte sale sul territorio nazionale non hanno riaperto.
Noi con il parroco don Massimo Martelli e come le altre sale del territorio, sentiamo la responsabilità di continuare ad offrire questo servizio: crediamo nella sua valenza intrinseca e sentiamo la responsabilità verso gli incentivi governativi ricevuti nei mesi scorsi con la consapevolezza che cinema e teatro sono una risorsa per tutta la città e la diocesi.
Sappiamo che è solo su un grande schermo che è possibile apprezzare appieno il lavoro di ogni professionista (e quanti sono!) coinvolto nella realizzazione di un film, scrollarsi di dosso la pigrizia (anche nell’intrattenere relazioni) e … vivere anche attraverso il cinema ed il teatro mille storie ed emozioni.
Insomma questi 20 anni insieme sono un buon pezzo di storia nella nostra città. Per questo abbiamo pensato ad un menù variegato:
‘Rush’, omaggio alla vocazione per la velocità della nostra città.
‘Il discorso del re’ per riallacciarsi all’attualità nel mondo: un anno significativo nella monarchia inglese. E per essere sempre più cittadini del mondo, questo film sarà proiettato in lingua originale con sottotitoli in italiano: un modo per apprezzare al meglio il lavoro degli attori. Provateci e non ve ne pentirete.
‘Io e Annie’ un superclassico della filmografia di uno dei registi statunitensi più iconici.
Infine ‘La fabbrica di cioccolato’ pensando anche ai più piccoli, in attesa del nuovo capitolo che
uscirà nei prossimi mesi.

Vi aspettiamo per gustare insieme il buon cinema.
Irene 

MELTING POT [Percorsi di cinema per 600 studenti]

2023-02-21T23:02:57+01:001 Ottobre 2022|Approfondimenti, Rassegne|

Il progetto, completamente gratuito per le scuole, prevedeva la fruizione di lungometraggi in sala e cortometraggi in classe, ed alcune ore di formazione tenute da professionisti qualificati e rivolti agli insegnanti.

Grazie alla collaborazione con i docenti abbiamo coinvolto 26 classi (24 del polo liceale + 2 dell’Istituto Cassiano) per 580 studenti!

Ringraziamo tutti i docenti e studenti partecipanti! Ed ovviamente ringraziamo per la loro presenza ed interventi:

Sylwia Nowak (operatrice Caritas)

Renzo Bussi (presidente Fondazione S. Caterina)

Somayeh Haghnegahdar (film maker e documentarista iraniana)

Tiziana Dal Pra (fondatrice Trama di Terre)

 

MELTING PLOT: Percorsi di cinema tra didattica e inclusione al cinema ‘donfiorentini’ per quasi 600 studenti delle scuole superiori di Imola

“Scopo della scuola è trasformare specchi in finestre” (Sidney J. Harris)

 

Uno specchio rimanda la propria immagine. Da una finestra, invece,  vedi il mondo esterno con il punto di vista posizionato nel tuo mondo interiore: quindi approfondire la conoscenza della realtà e insieme di sè stessi. Questo è quello che, come la scuola, fa anche il cinema, diventando complementari e sussidiari l’una all’altra. Questo Ed è anche quello che in cui credono il ministero dell’Istruzione e quello della Cultura, insieme, mettendo a disposizione finanziamenti attraverso il Bando CIPS – “Il cinema e l’Audiovisivo a scuola”.

Anche quest’anno l’ACEC, Associazione Cattolica Esercenti Cinema, si è aggiudicata il bando con il progetto “MELTING PLOT. Percorsi di cinema tra didattica e inclusione”.

Il progetto, completamente gratuito per le scuole, prevede la fruizione di lungometraggi in sala e cortometraggi da fruire in classe, ed alcune ore di formazione tenute da professionisti qualificati e rivolti agli insegnanti. Ogni visione sarà accompagnata da approfondimenti condotti anche attraverso l’ausilio di materiale didattico messo a disposizione dei docenti.

Perché in sala? Perché la sala cinematografica è luogo di socialità, emozione, relazione, dialogo, formazione, dunque luogo che può ben essere considerato un’estensione in continuità con l’esperienza scolastica: apprendere, condividere, confrontarsi e sperimentare l’inclusione nella diversità di approcci, culture ed esperienze.

Il cinema-teatro ‘donfiorentini’, come sala aderente all’ACEC, ha già collaborato efficacemente con i docenti di alcune secondarie in passato, che però, date le restrizioni dovute alla pandemia, era stato fruito interamente in streaming. Quest’anno si è tornati alla desiderata ‘normalità’… Che poi questa ‘normalità’ deve essere ripensata, rifondata, e ricercata con una convinzione diversa e più forte. Creare percorsi agevolati tra scuola e luoghi di fruizione della cultura e della socialità è un modo buono di ripartire. È grazie alla passione dei docenti coinvolti e alla condivisione di queste premesse che quest’anno riusciamo a portare in sala 26 classi (24 del triennio del polo liceale e 2 dell’Istituto Paolini-Cassiano) per un totale di 580 studenti circa. Wow!

I lungometraggi che verranno proiettati per gli studenti al ‘donfiorentini’ sono: UN DIVANO A TUNISI di Manele Labidi Labbé, IL PROFESSORE CAMBIA SCUOLA di Olivier Ayache-Laval, COSA DIRÀ LA GENTE di Iram Haq.

Irene 

La persona peggiore del mondo

2021-11-25T13:06:02+01:0018 Novembre 2021|Archivio|

Proiezioni
Venerdì 19 novembre: ore 21,00
Sabato 20 novembre: ore 21,00
Domenica 21 novembre: ore 16,00 – 18,30 – 21,00
Mercoledì 24 novembre: ore 21,00

 

 

 

 

La Persona peggiore del Mondo
Titolo originale: Verdens verste menneske
Nazione: Norvegia
Anno: 2021
Genere: Drammatico
Durata:  121 min
Regia: Joachim Trier.
Cast: Renate Reinsve, Anders Danielsen Lie, Herbert Nordrum, Hans Olav Brenner, Helene Bjørnebye
Produzione: Arte France Cinéma, Oslo Pictures, Snowglobe Films
Distribuzione: Teodora Film

Trama

Oslo, oggi. Julie ha quasi trent’anni e non ha ancora scelto la sua strada. È passata dalla medicina alla psicologia alla fotografia e ad ogni scelta si è accompagnata una relazione. Ma la sua vita sembra non cominciare veramente mai finché non incontra Axel, autore di fumetti underground che hanno per protagonista un eroe politicamente scorretto. Julie va a vivere con Axel e si confronta con il mondo esterno – la sua famiglia e il suo “circolo narcisistico”, gli amici di Axel – con il costante progetto di fare figli messo sul tavolo (da lui). Ma l’irrequietezza della giovane donna non è ancora terminata, e il destino riserverà sia a lei che ad Axel parecchie sorprese…
Il film è stato premiato al Festival di Cannes, e ha ottenuto 2 candidature agli European Film Awards.

Trailer

Recensione

UNA COMMEDIA DALL’IRONIA NORDICA E DALL’IRRESISTIBILE AFFLATO ROMANTICO. PERFETTA PER I NOSTRI TEMPI CON UN’EROINA MAI GIUDICANTE E MAI GIUDICATA.

Oslo, oggi. Julie ha quasi trent’anni e non ha ancora scelto la sua strada. È passata dalla medicina alla psicologia alla fotografia e ad ogni scelta si è accompagnata una relazione. Ma la sua vita sembra non cominciare veramente mai finché non incontra Axel, autore di fumetti underground che hanno per protagonista un eroe politicamente scorretto. Julie va a vivere con Axel e si confronta con il mondo esterno – la sua famiglia e il suo “circolo narcisistico”, gli amici di Axel – con il costante progetto di fare figli messo sul tavolo (da lui). Ma l’irrequietezza della giovane donna non è ancora terminata, e il destino riserverà sia a lei che ad Axel parecchie sorprese.

La persona peggiore del mondo, del regista nato in Danimarca ma naturalizzato norvegese Joachim Trier, è un resoconto in 12 capitoli con tanto di prologo ed epilogo dedicato alla Persona Peggiore del Mondo del titolo, che in realtà è solo una “persona libera di sesso femminile”, come direbbe Liliana Cavani, alle prese con la propria educazione sentimentale, che è anche un’educazione alla vita.

La struttura della narrazione si colloca esattamente a metà fra il romanzo ottocentesco e le erraticità dell’epoca moderna, e una voce femminile fuori campo riassume inizialmente le vicende di Julie, elencandole come in una commedia di Woody Allen, per ritornare in punti chiave della storia: un terzo occhio che osserva (insieme a noi) il peregrinare di Julie fra uomini che sono per lei tappe evolutive e fra scelte che ribadiscono la sua irriducibilità emotiva.

Ma La persona peggiore del mondo non è una mera osservazione entomologica: è una vera e propria storia d’amore anomala e complessa che si articola e si snoda attraverso gli umori e gli stati d’animo della sua protagonista, le fantasie parallele e i sogni (ma anche gli incubi) in cui il mondo si sintonizza sul suo tempo interiore, codificando e anticipando le tappe successive del suo percorso.

Trier mette in scena il romanzo di Julie alternando un’ironia nordica e sottile ad un afflato romantico vorticoso e irresistibile (magnifica la scena del corteggiamento senza sbocco fra la giovane donna e l’uomo con cui si imporrà di non tradire Axel), applicando stilemi estetici diversi e rallentando o accelerando la narrazione. I temi del femminile contemporaneo, dal metoo alla maternità, dalle mestruazioni al sesso orale, sono trattati secondo le sensibilità di una protagonista che appartiene a una nuova generazione, e vengono messi sul piatto con nonchalance, come un dato di fatto, ma non per questo privati di pathos e partecipazione emotiva.

Poiché ciò che caratterizza un film riuscito è il tono, e la coerenza narrativa, Trier fa centro con questa storia sulle “cose che contano”, cioè non necessariamente quelle che ci dicono debbano contare.

La persona peggiore del mondo è una commedia romantica per i nostri tempi con un’eroina mai giudicante e mai giudicata, che attraversa il suo presente imparando a non scappare “quando il gioco si fa duro” e che, assecondando le sue inclinazioni e i suoi trasporti sentimentali, dà forma al proprio futuro senza forzare la mano. Un futuro che per la sua generazione non passa più “attraverso gli oggetti” e non soggiace al “senso di colpa occidentale”, ma naviga la liquidità delle relazioni e asserisce il diritto a definirsi da solo.

 Paola Casella – www.mymovies.it

Curiosità

Il film è stato premiato al Festival di Cannes ed ha ottenuto 2 candidature agli European Film Awards.

Dune

2021-11-25T18:50:09+01:0010 Ottobre 2021|Archivio|

Titolo originale: DUNE
Nazione: USA
Anno: 2021
Genere: Avventura, Drammatico, Fantascienza
Durata:  155 min
Regia: Denis Villeneuve
Cast: Timothée Chalamet, Rebecca Ferguson, Dave Bautista, Stellan Skarsgård, Charlotte Rampling, Oscar Isaac, Jason Momoa, Zendaya, Josh Brolin, Javier Bardem, David Dastmalchian, Chang Chen
Produzione: Legendary Entertainment
Musiche: Hans Zimmer
Distribuzione: Warner Bros. Pictures

Trama

Dune, film diretto da Denis Villeneuve, è ambientato in un lontano futuro, controllato da un impero interstellare, nel quale vige una sorta di feudalesimo e ogni feudo è governato da una casa nobiliare. Racconta la storia del giovane Paul , rampollo della casata degli Atreides, che si trasferisce sull’inospitale pianeta Arrakis, noto come Dune, insieme al padre, il Duca Leto, alla madre Lady Jessica e alcuni consiglieri. Leto ha preso in gestione il pianeta nella speranza di scovare un posto sicuro, adatto alla sua famiglia e alla sua comunità. Dune, però, è sotto il mirino di tutte le forze dell’universo, decise a ottenerne il suo dominio per una rarità che cresce solo sul suo suolo. Si tratta di una preziosa risorsa, esistente solo qui, che permette a chi la possiede di sbloccare il più grande potenziale umano; infatti, chi assume questa spezia può viaggiare nello spazio, ottenere capacità sovrumane e può vivere più a lungo. L’estrazione di questa materia prima, però, non è ostacolata soltanto dai vari nemici di Leto, che cercheranno di tendergli più di una trappola, ma anche da enormi vermi della sabbia e dai Fremen, popolo nativo di Dune, che abita i deserti più profondi del pianeta. Inoltre, il controllo esclusivo di questa materia prima scatenerà una vera e propria guerra, ma solo chi riuscirà a superare le proprie paure e a sopravvivere su Dune potrà ottenete la sostanza più ambita dell’universo. Il giovane Paul, ignaro del suo destino, si ritroverà al centro di questo scontro, nel corso del quale compirà grandi gesta.

Recensione

Denis Villeneuve prende da Frank Herbert e plasma una fantascienza antropologica e sensitiva: Fuori Concorso, con ampi meriti.

Non più umanista come in Arrival (2016), bensì antropologica ed etnografica, magica e sciamanica: Denis Villeneuve trova nuovi attributi alla fantascienza qui e ora con Dune, la prima parte del dittico che adatta il celebre romanzo sci-fi del 1965 di Frank Herbert.

Si era già cimentato David Lynch nel 1984 con esiti controversi, ci aveva già provato Alejandro Jodorowski senza concludere, ma a Villeneuve non tremano i polsi: la sua trasposizione è avvincente, poderosa, sottile e febbrile, dal 16 settembre la troveremo in sala con Warner Bros., dopo questa anteprima mondiale alla Mostra di Venezia.

Fuori concorso, ma potrebbe competere senza patemi per il Leone: dalla fotografia (Greig Fraser) ai costumi (Jacqueline West), dalla scenografia (Patrice Vermette) alle musiche (Hans Zimmer), dai fondamentali effetti visivi (Paul Lambert) a quelli speciali (Gerd Nefzer), tecnicamente è indiscutibile – e chissà per quanti Oscar concorrerà – ma la sceneggiatura, co-firmata dallo stesso Villeneuve, e le prove attoriali, a partire dal protagonista Timothée Chalamet, conducono in un’altra dimensione, a una guida galattica per autori dentro il Sistema, a un guadagno poetico che è ben più della somma dei dipartimenti.

Nel cast all star Rebecca Ferguson, Oscar Isaac, Josh Brolin, Stellan Skarsgård, Dave Bautista, Zendaya, nonché Charlotte Rampling, Jason Momoa e Javier Bardem, Dune inquadra il viaggio dell’(anti)eroe Paul Atreides, garibaldino per raddoppio, sensitivo per facoltà, prescelto per missione: Chalamet gli concede silhouette, fremiti e sofferenza come si conviene, riuscendo a triangolare tra fede, istinto e destino, ovvero sangue, natura e libero arbitrio con agio ed eleganza.

Villeneuve fa di Herbert un apologo dell’adattamento, del cambiare o morire, portando sul grande schermo un’epopea tanto conflittuale, gli Atreides e gli Arkonnen, quanto subliminale, tanto tonitruante – ma mai fracassona – quanto centripeta, in cui il carburante si dice spezia ma si vuole sogno. Il senso del regista canadese per la fantascienza è la premonizione e l’empatia, doti che ne plasmano anche gli effetti visivi: la scala di grandezza non è titanica, ma irrimediabilmente umana, questo Herbert echeggia tanto Shakespeare che i mondi possibili, tanto l’antropologia visiva che la guerra di mondi.

È un film rotondo, pieno, equilibrato, malgrado la seconda parte sia meno drammaturgicamente solida della prima, ed è un film dal passo lungo, e non solo per il sequel in cantiere: si prova demiurgo Villeneuve, firmando con Herbert una science fiction adulta, fascinosa, calibrata e risuonante.

Di Chalamet abbiamo detto, il passo a due alchemico con Rebecca Ferguson, ovvero la madre Lady Jessica, è sapido e alchemico, bene anche Zendaya nei panni dell’indigena Fremen Chani, che prenderà il comando nel secondo capitolo, mentre sia Momoa (Duncan) che Brolin (Gurney)  e Bardem (Stilgar) sanno andare oltre la mera muscolarità, per tacere di Isaac, il Duca padre di Paul, che ha uno spin crepuscolare.

Quantità e qualità, dimensioni e sentimento, Dune ha tutto per lasciare il segno nella fantascienza d’inizio Terzo Millennio.

Federico Pontiggia – cinematografo.it

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